CATALANI.»

In Russia il nuovo presidente del Consiglio italiano non acquistò

simpatie col suo contegno attivo e fermo, e da allora in poi l'on.

Crispi ebbe in quell'impero una cattiva stampa. Le sue idee sul

complesso problema orientale, più volte esposte alla Camera, non gli

consentivano di seguire una politica diversa, e non fu una cattiva

politica se essa riuscì a formare un blocco formidabile di tre Potenze —

ben visto e incoraggiato dal principe di Bismarck — che dette alla

Turchia animo a resistere alla pressione del colosso moscovita. Che

quell'accordo fosse precipuamente opera dell'on. Crispi si rileva anche

dal fatto che non sopravvisse al suo primo ministero.

Della condotta del governo di Pietroburgo sembra non fosse soddisfatto

neppure lo Czar. In un _Diario_ di Crispi è annotato quanto segue:

«_4 ottobre._ — Kálnoky riferì al conte Reuss, ambasciatore

germanico, un colloquio avuto col re Giorgio. Il re Giorgio, essendo

a Copenaghen, parlò con lo Czar delle cose di Bulgaria. Il Re di

Grecia ritiene che sebbene il gabinetto russo mantenga ancora

ostensibilmente la missione del generale Ehrenroth e che questa si

discuta ancora tra Pietroburgo e Costantinopoli, l'Imperatore

l'abbia già abbandonata. Secondo l'Imperatore, l'affare sarebbe

stato eseguibile prima della entrata in Bulgaria del Principe di

Coburgo. Adesso non vi si può più pensare. Quindi il cattivo umore

dello Czar contro il Principe, il quale avrebbe rovesciato i piani

della Russia col suo intervento inopportuno in Bulgaria. La Russia

aveva fatto assegnamento sulla discordia tra gli statisti bulgari e

sulla dissoluzione che ne sarebbe risultata. L'Imperatore non ha

detto quello che farà.»

Riproduciamo un giudizio dell'on. Crispi sulla Russia:

«La posizione della Russia è privilegiata. Essa può assalire i suoi

nemici in Europa; difficilmente essere assalita. Quindi può

scegliere, a suo agio, il giorno che meglio le convenga a far la

guerra.

Gl'indugi, dunque, le giovano.

Dopo il 1871 essa si trova in una condizione assai migliore di

prima. Distaccata la Francia dal concerto delle Potenze centrali, la

Russia ha un nemico di meno. L'alleanza del 1854 non è più

possibile.

Alla Russia poco importa che la Francia riprenda l'Alsazia e la

Lorena. Direi anzi che le conviene lasciar la Francia

irreconciliabile con la Germania.

La Germania si è detta disinteressata nelle cose di Oriente, e si è

visto alle prove, non avendo preso parte diretta a tutte le

questioni che sono sorte nella penisola dei Balcani dopo il 1871.

Contro la Russia adunque non possono schierarsi che l'Italia e

l'Austria, Potenze territoriali, la Gran Brettagna Potenza

marittima. La Russia, spingendo i suoi armamenti, ed aspettando

finchè questi siano compiuti, dubito che i suoi avversari possano

opporre contro di lei forze sufficienti per vincerla.

L'Austria e l'Italia potrebbero raddoppiare gli eserciti, ma i loro

bilanci non lo permettono. E poi, se la Francia rompe in guerra per

rivendicare le provincie perdute, e la Russia vuol cogliere quel

momento per gettarsi sui Balcani, la partita per le Potenze centrali

diventerebbe difficile. Occupate al Reno ed alle Alpi, non

potrebbero disporre di grandi forze verso l'Oriente. Si correrebbe

il rischio, che la Russia fosse sola a lottare contro la Turchia

come nell'ultima guerra, l'Inghilterra non avendo un forte esercito

da mettere in campo.

Aggiungi che nessun aiuto la Turchia potrebbe avere dai piccoli

Stati balcanici; primieramente perchè alcuni di essi, come la Serbia

e il Montenegro, sono nell'orbita russa; secondariamente perchè

altri, come la Bulgaria e la Grecia, mirano a conquistare quei

territori che da gran tempo ambiscono per completare la loro

nazionalità.

Certo, per la Russia, l'impero austriaco è un imbarazzo, quando non

le è amico.

Nelle guerre del 1854 e del 1876 lo Czar potè ottenerne la

neutralità. Al 1854, era molto vicina la campagna contro l'Ungheria,

l'imperatore Francesco Giuseppe dovendo a.... la conquista del Regno

di Santo Stefano. Al 1876 l'Austria ebbe il compenso della sua

neutralità con la cessione della Bosnia e dell'Erzegovina.

Oggi la posizione è mutata. L'Austria e la Russia sono due rivali in

Oriente. L'Austria non può permettere che la Russia giunga a

Costantinopoli; la sua autonomia ne sarebbe scossa, ed il suo

avvenire compromesso.

Nell'impero vicino la guerra contro la Russia sarebbe popolare. A

Buda-Pest i russi sono detestati; ed a Vienna non sono amati. Gli

ungheresi non hanno dimenticato il 1849.»

Politica estera: memorie e documenti · 第 68 / 215 题