L'on. Mancini partecipò ai gabinetti di Berlino e di Vienna — cioè agli
alleati — il rifiuto opposto all'offerta inglese. Attendeva forse un
caloroso elogio; ma l'Hatzfeldt ringraziò della comunicazione
l'ambasciatore italiano, evitando “con la massima cura tutto ciò che
avesse potuto rassomigliare ad un'opinione favorevole o sfavorevole alla
proposta britannica„; e il conte Kálnoky “trovò molto corretti e
appropriati„ gli argomenti del Mancini!
Nella prima metà di luglio l'on. Crispi partiva da Roma per un viaggio
all'estero. Andò prima a salutare alla Consulta il suo vecchio amico P.
S. Mancini ed ebbe da lui una lettera di presentazione agli agenti
diplomatici e consolari nella quale era detto: “Il patriottismo di
questo nostro illustre Concittadino ed i meriti che egli ha acquistati
verso il Paese sono certo sufficienti ad assicurargli presso tutti i
Rappresentanti del governo all'estero una premurosa accoglienza. Ho
tuttavia desiderato ch'egli fosse munito di una mia speciale
commendatizia, e sarò particolarmente grato alla S. V. per tutte quelle
cortesie che vorrà usare a questo insigne Rappresentante della Nazione„.
Insieme alla commendatizia l'on. Mancini inviava augurii: “Buon viaggio,
e raccogli notizie e impressioni utili al tuo paese, a cui entrambi
consacriamo i primi nostri pensieri„.
L'on. Crispi si recò difilato a Berlino, dove giunto, il 17, chiese per
mezzo di una sua antica conoscenza, il barone Holstein, di vedere il
conte Hatzfeldt. Di un suo colloquio con l'Holstein, troviamo queste
note:
Alle 9,15 è venuto: si è discorso lungamente. La Germania nessun
interesse diretto nell'Egitto. Nessun bisogno di colonizzazioni, o
per lo meno non venuto ancora il tempo di pensare a stabilire
colonie. In ogni caso, non sceglierebbe mai l'Egitto.
Il principe di Bismarck con la nevralgia; i medici gli hanno
consigliato riposo — Hatzfeldt depositario delle sue idee.
L'indomani, colloquio con l'Hatzfeldt. Crispi ne prese nota così: