LÉON GAMBETTA.»

_(N. d. C.)_

[Illustrazione: Autografo riprodotto fotograficamente: lettera di

Gambetta a Crispi.]

La Francia traversa una terribile crisi, di cui è difficile

prevedere la fine. Il Governo attuale rappresenta una impercettibile

minoranza, ma è ispirato da un comitato bonapartista, audace e senza

scrupoli, ed ha nel suo seno un paio d'individui anch'essi audaci e

senza scrupoli.

I repubblicani si dicono sicuri della vittoria nelle prossime

elezioni generali e mi espressero la stessa opinione, due giorni fa,

alcuni conservatori, i quali dichiararono francamente: _nous serons

battus_. Dubito che coteste convinzioni si mantengano dopo la morte

avvenuta ier l'altro del sig. Thiers, o per lo meno dubito che

l'importanza della vittoria possa essere tale quale si prevedeva

prima di cotesta morte fatale. Ma avvenga pure la sconfitta del

Governo, che ne verrà alla riunione delle Camere?

Il sig. Thiers mi diceva nella nostra conferenza del 31 agosto che

dopo quella riunione, Ministri e Presidente della Repubblica si

dimetteranno, e che le due Camere allora, raccolte in Congresso

nazionale, nomineranno un nuovo Presidente. Gambetta precedentemente

mi aveva dette le stesse cose.

Avverrà lo stesso ora che, morto il Thiers, è mancato il candidato

sul quale avevano piena fiducia i conservatori che avevano accettato

la Repubblica? I repubblicani rispondono di sì, e a leggere i

giornali ne dedurrei che dopo la perdita gravissima dal paese

patita, tutto procederà regolarmente e secondo i loro desideri.

Lo auguro, ma la mia fede è molto scossa.

E se Ministri e Presidente non si dimetteranno?

Politica estera: memorie e documenti · 第 13 / 215 题