HUITIÈME CARNET, ANNEÉ 1646.

P. 15: «Saint Ibar, doppo haver bevuto a Munster, disse mille cose

contro del Cardinale Mazarini, et dicendosegli il giorno doppo dà

uno della casa di Longavilla: Voi havete parlato ieri contra,

etc., mà havevate preso del vino, rispose: È vero che havevo preso

del vino, mà è pure certo che non per questo perdo mai il giudizio

e la ragione.»

Il paraît que Mme de Montbazon revint à Paris et à la cour en

1646. On lit ici en effet, p. 26 et 27, ces lignes en français:

«Son Alt. Royale fut voir madame de Montbazon vendredi 11me (il

n'est pas dit de quel mois), y trouva Tillières et Trunquedec, lui

parla demie heure en particulier. Le jour suivant, S. A. R. trouva

madame de Montbazon chez Madame qui se retira pour les laisser

parler ensemble. Le dimanche S. A. R. fut voir Mme de Montbazon

chez elle et demeura plus d'une heure dans sa ruelle. Madame et

Mademoiselle de Guise venoient d'en sortir. Messieurs de

Tillières, Boisdauphin et Ouailly y estoient.»

P. 35: «Far correre voce destramente che si richiamerà Mma di

Cheverosa, e si metterà nel ministerio M. di Chatonof, a fine

d'intimidire il Principe e la Principessa di Condé. S. M. potrebbe

ancora far chiamare et accarrezzare molto la Principessa di

Ghimené, non amata dà quella di Condé, e sopra tutto _tesmoigner_

grand'affettione al Madamoiselle.»

P. 38: «Rimandar a Mma di Guisa la lettera che sua figlia haveva

scritta a Montresor.»

Symptômes de brouillerie entre les Condé et Mazarin depuis que

celui-ci leur eut fait refuser l'amirauté laissée vacante par la

mort d'Armand Maillé de Brezé, tué devant Orbitello.

P. 46-56: «Il Duca d'Anghien ha detto all'Eglé (?) che il Duca di

Brezé haveva ordinato a Dognon (depuis le maréchal du Dognon) che

in caso di morte o priggionia di esso Brezé non riconoscesse altri

nella piazza che il detto Duca d'Anghien.»

«È stato pubblico in Parigi, havendone ricevuto l'avviso

dall'armata, e n'è ben informato il maresciallo d'Estrée, che in

un festino che si fece in casa di Saint-Martino che comandi

l'artiglieria, alla presenza di S. A. R. e Duca d'Anghien,

maresciallo di Gramont, etc., si parla indecentemente della

Regina, e furono cantate de' fogliantines (feuillantines, couplets

satiriques) contro di lei sopra il fatto della marina. Questo è

certo, mà conviene dissimulare nella presente congiuntura,

anteponendo il servitio del Re ad ogni altro rispetto particolare,

massime che la Regina non perde cosa alcuna e fa un atto di gran

moderatione e prudenza, havendo il tempo di mostrare il dovuto

risentimento quando potrà farlo senza pregiudicare al figlio et al

Regno.»

«Rantzau ha detto a Launay, perche io lo sapessi, che quando S. A.

R. hebbe la nuova della ritirata di Orbitello, disse a la Riviera:

Voilà de nos entreprises! come se io dovessi rispondere delli

errori che si fanno dà quelli che comandano li eserciti. Certo

sarei in cattivo stato, particolarmente per quello segui in

Fiandra dovè li preparativi fatti, le gran forze che vi hebbimo,

la debolezza dei nemici e li gran rinforzi che si mandano

continuamente fanno sentire più che non si faccino gran progressi,

e cio per le difficoltà di S. A. R. e del suo consiliero contro

l'avviso di tutti li capi, che il non prendersi Orbitello che non

importa punto alla Francia e che era attaccato dà 2,500 fanti e

200 cavalli. Ma dà tal discorso di S. A. R. si cava che gli hanno

guastato l'animo e parlatoli contro di me.»

«Il Duca d'Anghien nel viaggio di S. A. R. al canale di Bruges,

nel quale la Riviera non si trovò per essere stato ammalato, prese

il tempo per dire a S. A. R. che ogniuno l'adorava quando non

haveva apresso di se persone che non sapevano consigliarla,

alludendo alla Riviera, e che se si fosse S. A. R. voluta fidare

in lui Duca, l'havrebbe fatta rispettare in modo che sarebbe stata

padrone, etc.»

«M. d'Elbeuf ha detto mille cose a M. Le Tellier delli discorsi

tenuti all'armata al disavantaggio della Regina e mio, e che il

Duca d'Anghien haveva travagliato grandemente apresso S. A. R., e

trà le altro cose gli haveva detto che io haveva concluso

matrimonio d'una mia nipote col Duca di Brezé per unirmi

intieramente al detto Duca senza participatione di S. A. R., dà

che poteva raccogliere, etc.»

«Il Duca di Nemours ha spedito dall'armata a sua moglie per dirli

che si adoperi congiuntamente al Duca di Mercurio perchè la

congiuntura è opportuna per liberare Bofort e rimetter tutta la

casa di Vandomo; poiche il cardinale Mazarini era necessitato a

far un partito contra quello Duca d'Anghien, che sarebbe favorito

dà Monsieur; e la detta moglie spedi subito a suo fratello a

Aneto, et il maresciallo d'Estrée m'a parlato assicurandomi che a

mio piacere potrei disporre di quella casa. Il Duca di Guisa

nell'istesso tempo mi ha fato et alla Regina ogni maggior

protestatione, esibendosi ad intraprendere tutto.»

«M. d'Elbœuf e li figli hanno stretto M. Le Tellier per veder se

potesse sperare una mia nipote per il suo primogenito.»

«Gramont, arrivando di Mardic le 18 agosto, mi ha detto che era

vero che si erano fatti versi e fogliantine in disprezzo della

Regina, etc.»

«S. M. accarezzi Mma la Principessa avanti il suo diparto,

mostrandone dispiacere, et assicurendola che l'ama più che mai,

havendo riconosciuto nelle congiunture presenti il suo affetto e

passione, etc.»

«Masson, intendant de M. de Vendosme, a veu M. le Prince pour lui

demander sa protection de la part de son maistre, et lui faire de

grandes protestations de service et d'attachement. Il luy a

tesmoigné qu'il avoit grande envie de venir en France et qu'il

vouloit lui en avoir toute l'obligation, qu'il estoit pret à y

venir sans demander autre assurance que sa parole ou celle de M.

le Duc son fils, etc. M. le Prince a respondu d'abord qu'il ne le

cognoissoit point, et qu'il vouloit voir la charge qu'il avoit de

M. de Vendosme. Masson lui en montra les lettres, que M. le Prince

a voulu retenir et ensuite luy a donné de grandes espérances,

mais qu'il n'estoit pas encore temps de se déclarer. Le dit Masson

a dit que toute la maison de M. le Prince avoit eu grande jalousie

de la visite de S. Éminence à madame de Guise et à madame de

Montbazon. Que l'on traite fort avant le mariage de M. de Mercœur

et de mademoiselle d'Alais, etc.»

P. 66: «Gentilhuomo di Vandomo al Principe di Condé per rimetterli

tutti li diritti che ha sopra l'ammiragliato.»

P. 65, 66, 67 et 68: «Saint-Ibar ha tenuti discorsi

perniciosissimi a Brancas (?) contro lo stato e li ministri

principali. Ha fatto il possibile per guadagnarlo, e gli ha

portato un sacco con mille ducati d'oro. Scriverne a M. de

Longaville. In oltre S. Ibar ha fatto ostentatione dicendo la

parte che haveva nello spirito del Duca di Longavilla, il quale ha

detto a Brancas che, quando fu a Munster li volse dare dieci mila

scudi doppo haverli esaggerato le obligationi che il professava

per il fu conte di Soissons e per lui. Fece il possibile per

imprimere a Brancas che S. A. R. era maltrattata, che nella

regenza doveva procurarsi delli avantaggi, et in fine che lui et

il Duca d'Anghien dovevano dar la legge e non riceverla. Oltre le

mille ducati che insiste per far ricevere a Brancas, procura in

mille modi guadagnarlo; e cenando insieme volle metterlo mal a

proposito sopra la Regina con parole assai insolenti, et il

medesimo di me. Si levò però di tavola Brancas, giurò che non

soffrirebbe; mà si mise qualcheduno di mezzo e troncò il discorso

cominciato. Brancas et altri assicurano che tutto quello si

publica a nostro disavantaggio viene dà lui, che ha molti

emissarii per questo effetto. Ha incessamente travagliato per la

trega e per impedire che l'armata Olandese non agisce. Va

liberamente a Gant et Anversa havendo passaporti amplissimi, et ha

commercio coi ministri spagnuoli e continuo, e scrive nuove a Mma

di Cheverosa[448]. Parla contro di me in casa di M. de Longavilla

che lo seppe molto bene, e benche non fosse allora seguita la

morte del Duca di Brezé che ha data occasione al detto Duca di

monstrar sentimenti in riguardo all' amiragliato, non fece

dimostratione alcuna; anzi queste dichiarazioni di Saint Ibar e la

sua condotta e corrispondenze assai publiche con li nemici di

questa corona non impedino che non lo colmasse di gratie, favori e

confidenze, mentre dimorò a Munster et alla sua partenza.»

[447] Une des femmes de Mme de Chevreuse.

[448] On reconnaît à quel point Mazarin était bien informé. Voyez

plus bas le mémoire de l'abbé de Merci.

Madame de Chevreuse Nouvelles études sur les femmes illustres et la société du 17e siècle · 第 69 / 119 题