QUATRIÈME CARNET, FIN DE L'ANNÉE 1643 ET COMMENCEMENT DE 1644.

P. 2: «Ebber, mestre d'otel di Mma di Cheverosa, tre volte in tre

giorni a Aneto dà M. di Vandomo.»

P. 3: «Lettera per altra strada di Cheverosa alla Regina. Botru me

l'ha detto.»--«La giallezza, cagionata dà soverchio amore.»

P. 5: «Io ho avuto avviso che si pensava di prendermi andando a

veder S. A. nel borgo di S. Germano.»--«Il mercordi disse Vandomo

due volte in discorrendo al maresciallo d'Estrée: vorrei che fosse

morto mio figlio di Bofort.»

P. 6: «Vuol che Bofort sia più ammalato che non è. Non puol

attender la pietà, etc. M. di Chavigny (gouverneur de Vincennes)

ha torto in questo e nelle offerte fatte al detto nella visita

dicendoli che il tempo potrà accommodare, etc.»

P. 8: «Pressar l'esame delli due priggioni. Far chiamar l'oste del

Selvaggo, incontro la casa di Vandomo, dove hanno allogiato

Avancourt e Brassi, e l'oste vicino alla riviera dove erano undici

il lunedi a sera. Interrogar li lacchè (les laquais) delli

suddetti per saper se sono stati a Parigi, e cosi li esamineranno

sopra questo punto. Il marchese d'Aligre fa assemblee di

gentiluomini in casa sua con denari di Vandomo, e predica di darsi

a lui. Briglié (Brillet), Foucré (Fouqueret), de Lié, et altri

sino al numero di 24 sono partiti: si crede già imbarcati per

Inghilterra in un vassello che era pronto dà sei settimane in quà

per questo effetto. Il fratello di Brassi dice che Vandomo

sospetti delli suddetti perche non si sono difesi. Che di Arlé

(Harlay) sia andato ad incontrar S. A. al camino di Orleans, et

che si fanno assemblee in casa del detto di Arlé.»

P. 9: «Tremblé (Tremblay, gouverneur de la Bastille) m'ha detto

che Limoges (l'évêque de Limoges) mi vuol gran male; che l'ha

sollecitato per sapere quello dicevano li due priggioni alla

Bastiglia, concludendo che il cardinale Mazarin saria _atrapé_,

havendo fattoli metter priggioni per giustificar almeno in

apparenza l'ingiustizia fatta a Bofort. Io ho detto a Tremblé di

dirli di nuovo che non confessano cosa alcuna e che si difendono

bene, per confirmarlo cosi nella credenza che ha, e perche dandone

avviso a Vandomo, come farà, si riassicurino e ritornino le

persone partite, afin di poterne prender qualcheduna.»

P. 14: «Lettera di Cheverosa al Duca di Guisa sopra la sua

condotta per sapere se la disapprovava come si diceva.»

P. 17: «Marchese d'Aligre è stato dà me. Campione e Beauregard dà

lui offertimi di farli prender priggioni.»

P. 21: «Assemblea de' Principi a Fonteneblo per la S. Uberto per

disfarsi di me e risolvere etc.»

P. 26: «A Villeprou (Villepreux) e Nuesi (Noisy) assemblee di

gente di Parigi et Aneto.»

P. 27: «S. M. sappia in particolare di S. Alt. quello si dovrà

fare di M. di Vandomo, dicendoli che io non parlo perche è mio

interesse, e che è necessario prendere una buona risolutione per

rumpere tutte le caballe che repullulano. Li nemici del cardinale

pensano di nuovo a quelche estremità contra lui perche vedono che

si governa in modo che li Parlamenti, li Ecclesiastici, li grandi

et il popolo concorrano ad amarlo e stimarlo, crederlo necesario,

desinteressato e zelante per il bene dello stato, e li detti

nemici riconoscono che all'avvenir sarà sempre più.»

P. 34: «Andar alla Sorbona al servitio del Cardinale.»--«È certo

che Giar (Jars) porta parole a S. M. della parte di Chatoneu,

etc.»

P. 45: «La Schiatra con 10 cavalli, la viglia di Natale, dalla

parte di Aneto; ben montati tutti con pistoletti, e cavalli di

relasso. Entrò di notte e si trattene al passo di Madrid mezza

hora. Si separò con 5 cavalli, e mando li altri avanti al Rulli

(Reuilli) dove si riuni et entrò in Parigi.»

P. 48 et 49: «Sanguin, valetto di camera di Mma di Monbazon, ben

informato e pericoloso. La detta dama e Cheverosa più animate che

mai et in speranza di far qualche cosa contra me con il tempo.»

P. 57: «Manican, in carozza con Fieschi e Nemurs, ha inteso che il

Principe insisteva per che facesse conoscere a S. Alt. R. che si

era voluto assassinare a Aneto M. di Vandomo et il figlio.»

P. 65: «Complimenti delli suddetti (Chandenier, l'évêque de

Limoges, etc.) fatti diverse volte a Cheverosa.»--«S. M. dovrebbe

applicare a guadagnarmi l'animo di tutti quelli la servono, e cio

con far passar per le mie mani tutte le grazie che ricevono.»

P. 80: «Marsigliac più Importante che mai. È sempre con

Bariglion.»--«Si tengono consigli violenti contro di me, e si

pensa ad usar il veleno. Faccià quello che vuole il cavalier di

Giar, ancorche la sua legerezza e l'avidita di havere lo portino a

protestarmi amicizia, in effetto è intieramente nel partito degli

altri, et è persuaso che Chatoneu e Limoges sono nati per governar

lo stato.»

P. 95 et 96: «26 febraio 1643 (lisez 1644). L'imbasciatore Gorino,

lega strettissima con Cheverosa e Vandomo et altri della corte e

fuori. Risolutione di unir questa caballa a Spagnoli e disfarsi

del Cardinale. Il suddetto spedisce di continuo a Cheverosa,

Vandomo et altri. È stato sempre spagnolissimo et hora più che

mai. Dice che il Cardinale una volta a basso, il detto partito

trionfarà. Giar (Jars) confidentissimo di Gorino è sempre in

speranza del ritorno di Chatoneu. Craft più brugione, più

Spagnolo, e più del partito del suddetto. Gorino vuol partire di

qui per haver più commodità di negotiare alla campagna. Craft ha

detto mille improperii della Regina. S. M. faccià scriver una

buona lettera al Re e Regina d'Inghilterra dolendosi del procedere

de' suoi ministri e di quello scrisse Gorino. Gorino intese nel

ponte de vecchi abiti[443] che non conveniva spogliarsene delle

amicizie di Vandomo, Cheverosa et altri, sperando che alla fine

prevalerebbero. S. M. impedisca Gorino di sortir dà Parigi se non

è per ritornarsene... Assicurano che Marsigliac e Chandenier non

sortono da casa di Gorino et intrano in tutti li consigli. In

somma trà li trattati degli Importanti il veleno maggiore è che

gli infetti una volta non ritornano mai.»

P. 104: «S. M. dica al Principe qualche cosa perche lui fomenta

tutto[444]. Accomodar l'affare del Duca di Guisa e Coligni, e

commetterlo a 4 maresciali di Francia. Dir a S. M. come dovria

governarsi in questo affare.»

[443] Quelque pont-neuf ou chanson sur les vieux habits.

[444] Mazarin parle ici de M. le Prince comme il a parlé de _il

Rosso_. Nouveau motif pour penser que c'est le même personnage.

Madame de Chevreuse Nouvelles études sur les femmes illustres et la société du 17e siècle · 第 64 / 119 题