P. 2: «Ebber, mestre d'otel di Mma di Cheverosa, tre volte in tre
giorni a Aneto dà M. di Vandomo.»
P. 3: «Lettera per altra strada di Cheverosa alla Regina. Botru me
l'ha detto.»--«La giallezza, cagionata dà soverchio amore.»
P. 5: «Io ho avuto avviso che si pensava di prendermi andando a
veder S. A. nel borgo di S. Germano.»--«Il mercordi disse Vandomo
due volte in discorrendo al maresciallo d'Estrée: vorrei che fosse
morto mio figlio di Bofort.»
P. 6: «Vuol che Bofort sia più ammalato che non è. Non puol
attender la pietà, etc. M. di Chavigny (gouverneur de Vincennes)
ha torto in questo e nelle offerte fatte al detto nella visita
dicendoli che il tempo potrà accommodare, etc.»
P. 8: «Pressar l'esame delli due priggioni. Far chiamar l'oste del
Selvaggo, incontro la casa di Vandomo, dove hanno allogiato
Avancourt e Brassi, e l'oste vicino alla riviera dove erano undici
il lunedi a sera. Interrogar li lacchè (les laquais) delli
suddetti per saper se sono stati a Parigi, e cosi li esamineranno
sopra questo punto. Il marchese d'Aligre fa assemblee di
gentiluomini in casa sua con denari di Vandomo, e predica di darsi
a lui. Briglié (Brillet), Foucré (Fouqueret), de Lié, et altri
sino al numero di 24 sono partiti: si crede già imbarcati per
Inghilterra in un vassello che era pronto dà sei settimane in quà
per questo effetto. Il fratello di Brassi dice che Vandomo
sospetti delli suddetti perche non si sono difesi. Che di Arlé
(Harlay) sia andato ad incontrar S. A. al camino di Orleans, et
che si fanno assemblee in casa del detto di Arlé.»
P. 9: «Tremblé (Tremblay, gouverneur de la Bastille) m'ha detto
che Limoges (l'évêque de Limoges) mi vuol gran male; che l'ha
sollecitato per sapere quello dicevano li due priggioni alla
Bastiglia, concludendo che il cardinale Mazarin saria _atrapé_,
havendo fattoli metter priggioni per giustificar almeno in
apparenza l'ingiustizia fatta a Bofort. Io ho detto a Tremblé di
dirli di nuovo che non confessano cosa alcuna e che si difendono
bene, per confirmarlo cosi nella credenza che ha, e perche dandone
avviso a Vandomo, come farà, si riassicurino e ritornino le
persone partite, afin di poterne prender qualcheduna.»
P. 14: «Lettera di Cheverosa al Duca di Guisa sopra la sua
condotta per sapere se la disapprovava come si diceva.»
P. 17: «Marchese d'Aligre è stato dà me. Campione e Beauregard dà
lui offertimi di farli prender priggioni.»
P. 21: «Assemblea de' Principi a Fonteneblo per la S. Uberto per
disfarsi di me e risolvere etc.»
P. 26: «A Villeprou (Villepreux) e Nuesi (Noisy) assemblee di
gente di Parigi et Aneto.»
P. 27: «S. M. sappia in particolare di S. Alt. quello si dovrà
fare di M. di Vandomo, dicendoli che io non parlo perche è mio
interesse, e che è necessario prendere una buona risolutione per
rumpere tutte le caballe che repullulano. Li nemici del cardinale
pensano di nuovo a quelche estremità contra lui perche vedono che
si governa in modo che li Parlamenti, li Ecclesiastici, li grandi
et il popolo concorrano ad amarlo e stimarlo, crederlo necesario,
desinteressato e zelante per il bene dello stato, e li detti
nemici riconoscono che all'avvenir sarà sempre più.»
P. 34: «Andar alla Sorbona al servitio del Cardinale.»--«È certo
che Giar (Jars) porta parole a S. M. della parte di Chatoneu,
etc.»
P. 45: «La Schiatra con 10 cavalli, la viglia di Natale, dalla
parte di Aneto; ben montati tutti con pistoletti, e cavalli di
relasso. Entrò di notte e si trattene al passo di Madrid mezza
hora. Si separò con 5 cavalli, e mando li altri avanti al Rulli
(Reuilli) dove si riuni et entrò in Parigi.»
P. 48 et 49: «Sanguin, valetto di camera di Mma di Monbazon, ben
informato e pericoloso. La detta dama e Cheverosa più animate che
mai et in speranza di far qualche cosa contra me con il tempo.»
P. 57: «Manican, in carozza con Fieschi e Nemurs, ha inteso che il
Principe insisteva per che facesse conoscere a S. Alt. R. che si
era voluto assassinare a Aneto M. di Vandomo et il figlio.»
P. 65: «Complimenti delli suddetti (Chandenier, l'évêque de
Limoges, etc.) fatti diverse volte a Cheverosa.»--«S. M. dovrebbe
applicare a guadagnarmi l'animo di tutti quelli la servono, e cio
con far passar per le mie mani tutte le grazie che ricevono.»
P. 80: «Marsigliac più Importante che mai. È sempre con
Bariglion.»--«Si tengono consigli violenti contro di me, e si
pensa ad usar il veleno. Faccià quello che vuole il cavalier di
Giar, ancorche la sua legerezza e l'avidita di havere lo portino a
protestarmi amicizia, in effetto è intieramente nel partito degli
altri, et è persuaso che Chatoneu e Limoges sono nati per governar
lo stato.»
P. 95 et 96: «26 febraio 1643 (lisez 1644). L'imbasciatore Gorino,
lega strettissima con Cheverosa e Vandomo et altri della corte e
fuori. Risolutione di unir questa caballa a Spagnoli e disfarsi
del Cardinale. Il suddetto spedisce di continuo a Cheverosa,
Vandomo et altri. È stato sempre spagnolissimo et hora più che
mai. Dice che il Cardinale una volta a basso, il detto partito
trionfarà. Giar (Jars) confidentissimo di Gorino è sempre in
speranza del ritorno di Chatoneu. Craft più brugione, più
Spagnolo, e più del partito del suddetto. Gorino vuol partire di
qui per haver più commodità di negotiare alla campagna. Craft ha
detto mille improperii della Regina. S. M. faccià scriver una
buona lettera al Re e Regina d'Inghilterra dolendosi del procedere
de' suoi ministri e di quello scrisse Gorino. Gorino intese nel
ponte de vecchi abiti[443] che non conveniva spogliarsene delle
amicizie di Vandomo, Cheverosa et altri, sperando che alla fine
prevalerebbero. S. M. impedisca Gorino di sortir dà Parigi se non
è per ritornarsene... Assicurano che Marsigliac e Chandenier non
sortono da casa di Gorino et intrano in tutti li consigli. In
somma trà li trattati degli Importanti il veleno maggiore è che
gli infetti una volta non ritornano mai.»
P. 104: «S. M. dica al Principe qualche cosa perche lui fomenta
tutto[444]. Accomodar l'affare del Duca di Guisa e Coligni, e
commetterlo a 4 maresciali di Francia. Dir a S. M. come dovria
governarsi in questo affare.»
[443] Quelque pont-neuf ou chanson sur les vieux habits.
[444] Mazarin parle ici de M. le Prince comme il a parlé de _il
Rosso_. Nouveau motif pour penser que c'est le même personnage.