Dante adunque pensò:
Le tre disposizioni mostrate dal Filosofo sono incontinenza, bestialità
e malizia. Incontinenza è sottomettere la ragione all’appetito.
L’appetito ha due parti: il concupiscibile e l’irascibile. Vi è dunque
incontinenza di concupiscibile e d’irascibile. Non frenare il
concupiscibile è detto peccato di lussuria e gola; e, da molti se non da
tutti, di avarizia. Ma incontinenza di irascibile che cosa è? ira?
L’ira, dicono i Teologi (_S._ 2ª 2ae LXXIII 2), si conviene con quei
peccati che mirano al male del prossimo; dunque è peccato di malizia.
Invero malizia è fare ingiuria, ciò è peccare contro la giustizia; e
ingiuria, come si legge in Tullio, in due modi si può commettere: con la
forza e con la frode. Ira dunque sarà l’ingiuria fatta con la forza. Ma
alla giustizia, si legge pure (_cfr._ _Moralium dogma_ in Sundby,
_Brunetto Latini_, pp. 401 e 426), si oppone come la _Truculentia_ che
si divide in _Vis_ e _Fraus_, così la _Negligentia_, e la _Negligentia_
vale _non propulsare iniuriam_. Questa _negligentia_ a quale dei sette
peccati assomiglia più che all’accidia? Nel fatto l’accidia è _Tristitia
quaedam_; e, dice il Dottore (1ª 2ae XLVI 1), quando molto alta fu la
persona che recò ingiuria, non ne segue _Ira_ ma _Tristitia_. Ora questi
tristi, questi negligenti, questi accidiosi sarebbero forse incontinenti
di irascibile? Tutto al contrario: perchè l’irascibile ci è dato per
superare e vincere ciò che può portarci nocumento; e questi tali, non
che averne soverchio, ciò è esserne incontinenti, di irascibile ne hanno
poco o punto. Ma, per tornare indietro, se rettamente incontinenti
nell’amore delle ricchezze, concepite come un bene corporale, sono gli
avari, si potranno chiamare incontinenti con altrettanto diritto i
prodighi? Non sembra: eppure i prodighi hanno a essere puniti
nell’Inferno e nel Purgatorio nello stesso luogo che gli avari. Ora coi
tristi che dissi, quali peccatori si convengono nello stesso modo che i
prodighi con gli avari? Chiaro, che gl’incontinenti di irascibile, ossia
quelli che non seppero frenare questa parte del loro appetito sensitivo;
e come incontinenti sono considerati i mali spenditori, sì avari e sì
prodighi, così incontinenti si devono considerare i disordinati
nell’irascibile, sì quelli che ne ebbero troppo e sì quelli che ne
ebbero troppo poco. Ma tristi sono, ciò è negligenti e accidiosi questi:
a qual diritto si potranno chiamare accidiosi anche quelli? A questo:
ingiuria non fecero, perchè così sarebbero rei di malizia. Non furono
dunque maliziosi. Furono essi buoni? No; perchè furono incontinenti.
Dunque non furono nè buoni nè cattivi, appunto come gli accidiosi;
perchè l’accidia è _taedium operandi_. Ma se proprio non avessero fatto
nè il bene nè il male, vano al tutto sarebbe stato per loro il dono
divino della libertà, ed essi sarebbero stati simili agli Angeli che non
furono nè ribelli nè fedeli. E di sì fatti il mondo ha gran numero, che
si può dire che non siano vivi. Ora di questi non si può dire che
offendano la giustizia, mentre di quelli che sono incontinenti
d’irascibile si può dire, poi che ingiuria non fecero bensì ma vollero
fare, o l’ingiuria non respinsero chiudendosi nell’ignava Tristizia. Vi
è dunque accidia di chi non elegge tra bene e male, e di chi elesse o il
bene o il male, ma non lo fece per viltà o per tedio di operare. Ma è
solo tedio di operare l’accidia? No, chè oltre quella la quale si può
definire un lento amore a conseguire il sommo Bene, vi è l’altra che si
può chiamare un lento amore a vederlo: quella a cui si riduce tutta
ignoranza. Accidiosi dunque sono quelli che non conobbero o misconobbero
Dio: Virgilio, per esempio, e Farinata. Nello stesso grado? No: chè,
sebbene non involontaria sia al tutto (e come Dio solo sa) l’ignoranza
sì d’un antico spirito magno, sì d’un parvolo innocente morto avanti il
battesimo; maliziosa, oltre che volontaria, è quella degli antichi e
recenti epicurei, che fanno morta l’anima col corpo. Maliziosa: ma con
male del Prossimo? poi che malizia ha ingiuria per fine. Ora fecero
ingiuria, fecero il male al Prossimo questi epicurei? Se avessero fatto
ingiuria o male, essi non sarebbero accidiosi o ignoranti volontari
soltanto, ma avendo veramente contristato altrui con l’opera, si
avrebbero a chiamare altrimenti: seminatori, ad esempio, di scandalo e
di scisma. Così quelli che non solo amarono soverchiamente le ricchezze,
ma per oro o per argento adulterarono le cose di Dio, non sono solo
incontinenti nè si hanno a dire semplicemente avari, ma poi che fecero
male al Prossimo, calcando i buoni e sollevando i pravi, si devono
comprendere tra quelli che usarono malizia, e, anzi, malizia con frode.
E così i lussuriosi, che respinsero la generazione della prole, e gli
avari che rifiutarono il lavoro della terra, non sono lussuriosi e avari
semplici. Ma quali sono essi?