XXXVI.

Del Poema di Dante io posso dunque ora dire di conoscere un punto che

era poco o mal conosciuto: la costruzione morale. Il soggetto ne è

l’Uomo, secondo che bene o mal meritando è esposto al premio o alla

pena. Ma non può meritare bene o male se non chi libera ha la volontà;

sì che il Poema può dirsi il drama della volontà umana e della divina

giustizia. Questa è imperscrutabile (_Par._ XIX), libera è quella

(_Par._ V 19 e passim), sempre e a ogni modo. Nè gl’influssi celesti

hanno tanto potere da annullare o menomare la libertà di questa e perciò

la ragione di quella: la mente soggiace solo a Dio e in essa la volontà

ha suo lume; tanto più che in terra da Dio fu destinata agli uomini la

condotta o guida de’ due Soli per mostrare le due strade, del mondo e di

Dio (_Purg._ XVI). Libero creò Dio l’Uomo, come libero aveva prima

creato l’Angelo. Gli Angeli furono creati col mondo, e tosto creati

fecero atto di elezione tra il bene e il male, e al bene e al male, una

volta eletto, aderirono poi con piena e ferma volontate (_Par._ XXIX).

Tra essi alcuni non elessero tra il bene e il male e non profittarono

del dono più grande che Dio potesse fare, e ‛non furon ribelli Nè fur

fedeli a Dio, ma per sè foro’. Gli Angeli fedeli cominciarono subito la

loro arte di aggirarsi intorno al loro Creatore, e gl’infedeli e i

neutri, nell’atto stesso d’inalzarsi sopra Dio, furono travolti in giù.

Nel momento stesso che i cieli presero a muoversi, si apriva il baratro

dell’Inferno a ricevere Lucifero e i suoi compagni e sorgeva il monte

del Purgatorio (_Inf._ XXXIV 121 e segg.). Libero fu creato l’Uomo e

posto in cima di questo monte, nel paradiso terrestre. Ora anch’egli

poco dopo la sua creazione, dopo sette ore, potè fare atto di elezione,

e, sedotto dall’Angelo malo, elesse il male (_Par._ XXVI 139). Così

l’uomo imparò la morte, e nell’atto stesso di elevarsi sopra Dio fu

reietto e popolò di sè vivo la Terra e di sè morto l’Inferno. Senza voci

di abitatori, nell’emisperio australe usciva alta dalle acque la

montagna, sulla cui cima verdeggiava la foresta della vita e

dell’innocenza. Non più libera era la volontà dell’Uomo; pure non era,

come quella degli Angeli rei, ferma immobilmente al male: chè Dio voleva

redimere l’Uomo incarnandosi e versando il suo sangue per lui, e chi già

aveva fede in questa misteriosa promessa, attendeva, nell’Inferno bensì

ma in luogo secreto, nel primo cerchio di esso, che quella si adempiesse

ed egli si potesse ricongiungere a Dio. E la promessa si adempiè e in un

monte opposto e contrario alla montagna deserta penzolò a un legno

l’Uomo-Dio; e le porte d’Inferno furono rotte e si popolarono le spere

del Cielo. Da allora la volontà umana, che anche prima non era stata del

tutto decisa da Dio perchè poteva a lui rivolgersi con la fede in Cristo

venturo, tornò, dopo il battesimo e con la fede in Cristo venuto, al

tutto libera; e ognuno potè bene o male meritare. E l’Inferno continuò

ad accogliere quanti a Dio volgevano il tergo, e il Cielo quanti a Dio

volgevano la faccia; e la montagna del Purgatorio vide salire per li

scaglioni suoi quanti a Dio si convertivano dopo essere stati volti o al

male, o al bene che non è vero bene. Ora Dante volle descrivere questo

triplice regno dei morti. Gliene parlavano la Filosofia e la Teologia.

Egli volle mostrare che non si contradicevano, pur che la seconda

movesse la prima e questa si dirizzasse a quella. Il Poeta, dall’una e

dall’altra e ora dall’una ora dall’altra, sapeva che i cieli erano nove

con decimo l’Empireo che è pura luce; che il male che l’Uomo può fare si

riduce a sette peccati capitali; che tre sono le disposizioni che il

cielo non vuole. Egli pensò che le tre disposizioni Aristoteliche

dovevano comprendere i sette peccati Gregoriani. Egli disegnò i regni

dove erano puniti con pena eterna o temporale i sette peccati, in modo

che essi tra loro rispondessero a parte a parte e rispondessero a parte

a parte con le nove spere del Cielo.

Minerva oscura Prolegomeni: la costruzione morale del poema di Dante · 第 52 / 84 题