16 novembre.

Silenzio! silenzio!... che meraviglia!... ascoltate!

Basse, umili, incerte, delle voci si levano confusamente, in un limbo

di attesa angosciosa. In mezzo al coro, una finisce per emergere,

lunga, triste, narrante i dolori di tutti. Oppressi, circondati dalle

tenebre impenetrabili sono gli spiriti, e da tanto dura l'esilio,

ch'essi hanno perduto ogni speranza. Gli spiriti assentono, con gemiti

sordi.--O voi che il sole illumina, o voi che veste l'etere, non ne

avrete pietà?--Silenzio. Più debolmente:--O voi che veste l'etere, non

ne avrete pietà?--Silenzio. La voce muore. Allora il turbine degli

spiriti ripiglia la sua corsa, avvolgendosi a spire, scindendosi in

cerchi, cadendo incessantemente per un abisso senza fondo, dove le

tenebre sono sempre più fitte, dove il freddo è sempre più acuto. Lo

strazio è infinito; l'anima si schianta.... Un tuono formidabile che

scuote la terra dalle fondamenta. La caduta si arresta. Dall'alto,

brilla un punto luminoso che s'ingrandisce, s'ingrandisce,

s'ingrandisce, saettando raggi più vivi, allagando tutto di luce

gioconda. Un canto serafico di laudi e di trionfo. Su, su, di sfera in

sfera, agili, leggieri, balzano gli spiriti eletti; su, su, per

l'etere chiaro, nel fluido zaffiro, tra le danze degli astri

immortali....

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