Silenzio! silenzio!... che meraviglia!... ascoltate!
Basse, umili, incerte, delle voci si levano confusamente, in un limbo
di attesa angosciosa. In mezzo al coro, una finisce per emergere,
lunga, triste, narrante i dolori di tutti. Oppressi, circondati dalle
tenebre impenetrabili sono gli spiriti, e da tanto dura l'esilio,
ch'essi hanno perduto ogni speranza. Gli spiriti assentono, con gemiti
sordi.--O voi che il sole illumina, o voi che veste l'etere, non ne
avrete pietà?--Silenzio. Più debolmente:--O voi che veste l'etere, non
ne avrete pietà?--Silenzio. La voce muore. Allora il turbine degli
spiriti ripiglia la sua corsa, avvolgendosi a spire, scindendosi in
cerchi, cadendo incessantemente per un abisso senza fondo, dove le
tenebre sono sempre più fitte, dove il freddo è sempre più acuto. Lo
strazio è infinito; l'anima si schianta.... Un tuono formidabile che
scuote la terra dalle fondamenta. La caduta si arresta. Dall'alto,
brilla un punto luminoso che s'ingrandisce, s'ingrandisce,
s'ingrandisce, saettando raggi più vivi, allagando tutto di luce
gioconda. Un canto serafico di laudi e di trionfo. Su, su, di sfera in
sfera, agili, leggieri, balzano gli spiriti eletti; su, su, per
l'etere chiaro, nel fluido zaffiro, tra le danze degli astri
immortali....