La messa era finita. Come le sacramentali parole furono pronunziate,
si levarono per la piccola chiesa dei rumori diversi: urti di sedie
rimosse, stropiccii di passi; e padre Ladislao, passato nella
sacrestia, si disponeva a spogliarsi dei suoi paramenti. Ad un tratto,
il giovane seminarista che aveva servito l'uffizio e che si era
attardato in chiesa, venne a raggiungerlo con un'animazione nel bel
volto bianco dagli occhi intelligenti.
--Padre Ladislao,--diss'egli, mostrando col braccio disteso la porta
di legno scolpito a bassorilievi,--vi è in chiesa una signora, una
signora entrata a momenti, che domanda di lei, per confessarsi....
--Ebbene?
--Che cosa debbo dirle?
--Che vengo subito.
Il seminarista scomparve, intanto che padre Ladislao finiva di
rivestirsi, con una lentezza un poco in contraddizione con la sua
risposta. In verità, egli non si sentiva molto disposto alla
confessione quel giorno; il suo spirito non aveva la necessaria
lucidità, delle nebbie erranti lo velavano. Nondimeno, come fu pronto,
rientrò in chiesa. Si era avanzato di qualche passo appena, quando
scorse la donna inginocchiata accanto ad un pilastro, col velo nero
come la veste gettato sulle spalle. Egli stese a un tratto un braccio
tremante, quasi in cerca di un appoggio, e si scolorì rapidamente in
viso.
Vistolo, ella gli s'era avvicinata, prendendogli una mano e portandola
alle labbra, prima ancora che egli avesse potuto pensare di opporsi a
quell'atto.
--Padre, se non la disturbo....
Era lei, la sua figura, la sua voce!... Il suo lontano sogno di
giovanotto improvvisamente riapparso, con l'intensità della vita
stessa, col materiale contatto di quelle labbra che gli bruciavano la
mano, malgrado egli tentasse di cancellarne con l'altra l'impronta....
Come mai la tentazione delle sue notti lontane gli veniva ancora
dinanzi, quand'egli giudicava di averla domata per sempre? E che cosa
voleva da lui, che aveva saputo custodire nel più profondo dell'anima
il proprio secreto?
--_Confiteor_....
Ma egli non poteva confessarla! Non poteva confessare nessuno, e lei
tanto meno! Egli era un uomo, debole, cieco, turbato, malfermo come
tutti gli uomini, ed in quel momento d'affanno più di tutti gli altri!
Perchè metterlo dunque alla prova; e quale mostruoso sacrilegio doveva
compirsi sotto quel confessionale, nella casa del Signore?...
Nessuno di quei varii sentimenti tumultuanti in lui si poteva rivelare
alla donna. Accasciata in ginocchio sulla predellina, dietro la
piccola finestra tutta simmetricamente forata, ella cominciava a
parlare con voce rotta dall'emozione, cercando stentatamente le
parole, con frequenti reticenze piene di turbamento. Ella diceva i
pericoli che la insidiavano, l'abisso della colpa che le si spalancava
dinanzi, che le dava le vertigini, e che l'attirava.... Unita contro
la propria volontà ad un uomo che non amava, ella non era libera di
soffocare la voce del cuore; poi, ella sapeva tutta la gratitudine di
cui quell'uomo che le aveva dato il suo nome ed il suo affetto--il
padre di sua figlia--era degno; la gratitudine, sì, qualcosa di più
del dovere.... ed ella si sentiva dilaniar l'anima, e la sua pace era
perduta, ed invocava una parola che la reggesse in quella lotta di
tutti gl'istanti, tanto più atroce quanto più intima.
--Padre, o padre! voi che tutti venerano come un santo, voi che
passate pel mondo sorretto da una forza divina, datemi voi un
aiuto.... Io non ho nessuno accanto a me; non ho più mia madre; mia
figlia è lontana, chiusa in un lontano convento.... Ditemi voi, padre,
come vincere in questa guerra....
Dietro la sottile parete di legno traforato, rispose la voce del
confessore, leggermente velata:
--L'aiuto che altri può dare non è mai così efficace come quello
prestato dalla propria coscienza. È ad essa che bisogna domandarlo;
essa non lo nega mai fin quando è viva. E che sia viva, lo prova
questa confessione, il contrasto provato, il pentimento prima della
colpa....
Ella balbettò:
--È orribile!... È orribile!
La voce tacque un istante, un rapido istante; poi riprese:
--Fin quando la colpa ispira quest'orrore, non bisogna disperare. Vi
sono delle leggi che regolano tutto: il mondo materiale come il mondo
spirituale, l'universo come la vita. Tutto ciò che offende la legge è
condannato naturalmente a perire; la colpa porta con sè il gastigo
immancabile.
--O padre, basterà dunque astenersi dal peccare per paura della
punizione?
---Bisogna ancora alzar gli sguardi in alto.... ma non tutti ne sono
capaci.
Vi era una impercettibile intonazione di durezza nella voce che aveva
pronunziate quelle parole e che, subito dopo, si era spenta. La donna
aveva preso a respirare affannosamente, rovesciando un poco la testa,
come in cerca d'aria. Poi, riavvicinandosi alla finestrella,
nascondendosi la faccia tra le mani, mormorò rapidamente:
--Misericordia.... misericordia di me! Perdono, Signore, pietà!...
Un silenzio di qualche momento, durante il quale non si sentiva altro
che il respiro affannoso della penitente. Dall'interno del
confessionale, nessun segno di vita, come fosse deserto. Poi, una voce
ne uscì, più profonda, più velata, trasformata così che non pareva più
quella di prima.
--Nessuno domanda invano pietà, nessuno si rivolge invano alla eterna
misericordia. Il pentimento è il lavacro di tutti gli errori; il
ritorno dell'anima che minacciò di smarrirsi è ancor più festeggiato
tra gli eletti....
La voce si faceva a poco a poco sempre più fievole, si spegneva,
moriva.
Ella si passava ora una mano sulla fronte ardente, ne scostava
nervosamente i riccioli dei bruni capelli.
--Sì, sì; io sono colpevole, più di quanto ho detto,--balbettava
ansiosamente.--Io non ho detto tutto, e questa è una nuova colpa....
Il peso del mio secreto mi soffoca, mi toglie il respiro.... Ho
giurato a due uomini..., ad uno dinanzi alla legge umana e divina;
all'altro dinanzi alla mia coscienza.... E non debbo, mio Dio!
ingannar l'uno, e non posso scordarmi dell'altro!... Come ho
resistito, quante volte ho pregato il Signore di darmi quella forza
che a poco per volta mi è venuta mancando, quante volte ho invocato la
generosità di quell'uomo sempre più insistente....
La voce disse, duramente:
--Non bisogna contare sulla generosità degli uomini.
--Ah, sì! è stato forse questo il mio errore; è per questo che mi sono
sentita trascinare sempre più vicino all'orlo della colpa, da
rasentarlo.... da esser considerata come perduta.... Ah, che dolore e
che vergogna, all'accusa menzognera! Perchè non è vero, padre! perchè
se ho peccato col pensiero, non ho peccato con le opere!... E non
esser creduta! E non aver nessuno al mio fianco, dinanzi a cui
piangere le lacrime dell'innocenza e del rimorso; dover comporre una
maschera di serenità dinanzi all'uomo che ho offeso: non trovarmi
accanto mia figlia... Io piangerei dinanzi ad essa, ma non sarei
costretta ad arrossire; lo giuro a Dio, sulla mia salute eterna....
Padre.... Padre, mi ascoltate voi?
La voce rispose, dolce e lieve:
--Ti ascolto, figlia mia, come ti ascolta tua madre di lassù....
Allora, ella ruppe pianamente in pianto. Gli occhi aridi, le guancie
ardenti, erano tutti irrorati dalle lacrime, l'eccitazione dello
spirito trambasciato si risolveva in quella crisi benefica.
--Madre mia!... Madre mia!... Che buona parola!... Come fa bene poter
piangere!... Sarò dunque perdonata?...
--Sempre che ne avrai la speranza....
--Il pianto non è dunque una debolezza, se io mi sento ora più forte
di prima, più disposta ad uscir vincitrice dalla lotta?... Che bene mi
avete fatto, padre mio!...
--Bisogna guardarsi dall'eccesso della fiducia dopo l'eccesso dello
sconforto. A sostenerti, riprendi tua figlia presso di te; il posto
delle figlio è accanto alle madri. Pensa che essa penserà a te, come
tu oggi pensi a tua madre; pensa che l'amore, l'odio, l'ambizione,
l'invidia, tutte le più forti passioni finiscono prima di noi, e che,
quando tutto è finito, una cosa resta: la soddisfazione del dovere
compiuto....
Parlava ancora, sotto voce, con una grande dolcezza, che ella io
interruppe:
--Sì, è vero, è giusto!... Grazie, padre; grazie del bene che mi avete
fatto.... E potrò ancora ricorrere a voi?
--Ogni volta che ne avrai bisogno.
Ella restò ancora un poco in orazione; poi si levò, traversò
lentamente la chiesa, bagnò le dita nella pila dell'acqua santa, si
curvò ancora voltandosi, ed uscì.