II.

La messa era finita. Come le sacramentali parole furono pronunziate,

si levarono per la piccola chiesa dei rumori diversi: urti di sedie

rimosse, stropiccii di passi; e padre Ladislao, passato nella

sacrestia, si disponeva a spogliarsi dei suoi paramenti. Ad un tratto,

il giovane seminarista che aveva servito l'uffizio e che si era

attardato in chiesa, venne a raggiungerlo con un'animazione nel bel

volto bianco dagli occhi intelligenti.

--Padre Ladislao,--diss'egli, mostrando col braccio disteso la porta

di legno scolpito a bassorilievi,--vi è in chiesa una signora, una

signora entrata a momenti, che domanda di lei, per confessarsi....

--Ebbene?

--Che cosa debbo dirle?

--Che vengo subito.

Il seminarista scomparve, intanto che padre Ladislao finiva di

rivestirsi, con una lentezza un poco in contraddizione con la sua

risposta. In verità, egli non si sentiva molto disposto alla

confessione quel giorno; il suo spirito non aveva la necessaria

lucidità, delle nebbie erranti lo velavano. Nondimeno, come fu pronto,

rientrò in chiesa. Si era avanzato di qualche passo appena, quando

scorse la donna inginocchiata accanto ad un pilastro, col velo nero

come la veste gettato sulle spalle. Egli stese a un tratto un braccio

tremante, quasi in cerca di un appoggio, e si scolorì rapidamente in

viso.

Vistolo, ella gli s'era avvicinata, prendendogli una mano e portandola

alle labbra, prima ancora che egli avesse potuto pensare di opporsi a

quell'atto.

--Padre, se non la disturbo....

Era lei, la sua figura, la sua voce!... Il suo lontano sogno di

giovanotto improvvisamente riapparso, con l'intensità della vita

stessa, col materiale contatto di quelle labbra che gli bruciavano la

mano, malgrado egli tentasse di cancellarne con l'altra l'impronta....

Come mai la tentazione delle sue notti lontane gli veniva ancora

dinanzi, quand'egli giudicava di averla domata per sempre? E che cosa

voleva da lui, che aveva saputo custodire nel più profondo dell'anima

il proprio secreto?

--_Confiteor_....

Ma egli non poteva confessarla! Non poteva confessare nessuno, e lei

tanto meno! Egli era un uomo, debole, cieco, turbato, malfermo come

tutti gli uomini, ed in quel momento d'affanno più di tutti gli altri!

Perchè metterlo dunque alla prova; e quale mostruoso sacrilegio doveva

compirsi sotto quel confessionale, nella casa del Signore?...

Nessuno di quei varii sentimenti tumultuanti in lui si poteva rivelare

alla donna. Accasciata in ginocchio sulla predellina, dietro la

piccola finestra tutta simmetricamente forata, ella cominciava a

parlare con voce rotta dall'emozione, cercando stentatamente le

parole, con frequenti reticenze piene di turbamento. Ella diceva i

pericoli che la insidiavano, l'abisso della colpa che le si spalancava

dinanzi, che le dava le vertigini, e che l'attirava.... Unita contro

la propria volontà ad un uomo che non amava, ella non era libera di

soffocare la voce del cuore; poi, ella sapeva tutta la gratitudine di

cui quell'uomo che le aveva dato il suo nome ed il suo affetto--il

padre di sua figlia--era degno; la gratitudine, sì, qualcosa di più

del dovere.... ed ella si sentiva dilaniar l'anima, e la sua pace era

perduta, ed invocava una parola che la reggesse in quella lotta di

tutti gl'istanti, tanto più atroce quanto più intima.

--Padre, o padre! voi che tutti venerano come un santo, voi che

passate pel mondo sorretto da una forza divina, datemi voi un

aiuto.... Io non ho nessuno accanto a me; non ho più mia madre; mia

figlia è lontana, chiusa in un lontano convento.... Ditemi voi, padre,

come vincere in questa guerra....

Dietro la sottile parete di legno traforato, rispose la voce del

confessore, leggermente velata:

--L'aiuto che altri può dare non è mai così efficace come quello

prestato dalla propria coscienza. È ad essa che bisogna domandarlo;

essa non lo nega mai fin quando è viva. E che sia viva, lo prova

questa confessione, il contrasto provato, il pentimento prima della

colpa....

Ella balbettò:

--È orribile!... È orribile!

La voce tacque un istante, un rapido istante; poi riprese:

--Fin quando la colpa ispira quest'orrore, non bisogna disperare. Vi

sono delle leggi che regolano tutto: il mondo materiale come il mondo

spirituale, l'universo come la vita. Tutto ciò che offende la legge è

condannato naturalmente a perire; la colpa porta con sè il gastigo

immancabile.

--O padre, basterà dunque astenersi dal peccare per paura della

punizione?

---Bisogna ancora alzar gli sguardi in alto.... ma non tutti ne sono

capaci.

Vi era una impercettibile intonazione di durezza nella voce che aveva

pronunziate quelle parole e che, subito dopo, si era spenta. La donna

aveva preso a respirare affannosamente, rovesciando un poco la testa,

come in cerca d'aria. Poi, riavvicinandosi alla finestrella,

nascondendosi la faccia tra le mani, mormorò rapidamente:

--Misericordia.... misericordia di me! Perdono, Signore, pietà!...

Un silenzio di qualche momento, durante il quale non si sentiva altro

che il respiro affannoso della penitente. Dall'interno del

confessionale, nessun segno di vita, come fosse deserto. Poi, una voce

ne uscì, più profonda, più velata, trasformata così che non pareva più

quella di prima.

--Nessuno domanda invano pietà, nessuno si rivolge invano alla eterna

misericordia. Il pentimento è il lavacro di tutti gli errori; il

ritorno dell'anima che minacciò di smarrirsi è ancor più festeggiato

tra gli eletti....

La voce si faceva a poco a poco sempre più fievole, si spegneva,

moriva.

Ella si passava ora una mano sulla fronte ardente, ne scostava

nervosamente i riccioli dei bruni capelli.

--Sì, sì; io sono colpevole, più di quanto ho detto,--balbettava

ansiosamente.--Io non ho detto tutto, e questa è una nuova colpa....

Il peso del mio secreto mi soffoca, mi toglie il respiro.... Ho

giurato a due uomini..., ad uno dinanzi alla legge umana e divina;

all'altro dinanzi alla mia coscienza.... E non debbo, mio Dio!

ingannar l'uno, e non posso scordarmi dell'altro!... Come ho

resistito, quante volte ho pregato il Signore di darmi quella forza

che a poco per volta mi è venuta mancando, quante volte ho invocato la

generosità di quell'uomo sempre più insistente....

La voce disse, duramente:

--Non bisogna contare sulla generosità degli uomini.

--Ah, sì! è stato forse questo il mio errore; è per questo che mi sono

sentita trascinare sempre più vicino all'orlo della colpa, da

rasentarlo.... da esser considerata come perduta.... Ah, che dolore e

che vergogna, all'accusa menzognera! Perchè non è vero, padre! perchè

se ho peccato col pensiero, non ho peccato con le opere!... E non

esser creduta! E non aver nessuno al mio fianco, dinanzi a cui

piangere le lacrime dell'innocenza e del rimorso; dover comporre una

maschera di serenità dinanzi all'uomo che ho offeso: non trovarmi

accanto mia figlia... Io piangerei dinanzi ad essa, ma non sarei

costretta ad arrossire; lo giuro a Dio, sulla mia salute eterna....

Padre.... Padre, mi ascoltate voi?

La voce rispose, dolce e lieve:

--Ti ascolto, figlia mia, come ti ascolta tua madre di lassù....

Allora, ella ruppe pianamente in pianto. Gli occhi aridi, le guancie

ardenti, erano tutti irrorati dalle lacrime, l'eccitazione dello

spirito trambasciato si risolveva in quella crisi benefica.

--Madre mia!... Madre mia!... Che buona parola!... Come fa bene poter

piangere!... Sarò dunque perdonata?...

--Sempre che ne avrai la speranza....

--Il pianto non è dunque una debolezza, se io mi sento ora più forte

di prima, più disposta ad uscir vincitrice dalla lotta?... Che bene mi

avete fatto, padre mio!...

--Bisogna guardarsi dall'eccesso della fiducia dopo l'eccesso dello

sconforto. A sostenerti, riprendi tua figlia presso di te; il posto

delle figlio è accanto alle madri. Pensa che essa penserà a te, come

tu oggi pensi a tua madre; pensa che l'amore, l'odio, l'ambizione,

l'invidia, tutte le più forti passioni finiscono prima di noi, e che,

quando tutto è finito, una cosa resta: la soddisfazione del dovere

compiuto....

Parlava ancora, sotto voce, con una grande dolcezza, che ella io

interruppe:

--Sì, è vero, è giusto!... Grazie, padre; grazie del bene che mi avete

fatto.... E potrò ancora ricorrere a voi?

--Ogni volta che ne avrai bisogno.

Ella restò ancora un poco in orazione; poi si levò, traversò

lentamente la chiesa, bagnò le dita nella pila dell'acqua santa, si

curvò ancora voltandosi, ed uscì.

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