Il seminarista, che aveva finito di mutare le tovaglie degli altari
per la prossima festa, vedendo che padre Ladislao non usciva ancora
dal confessionale, si avviò verso di lui.
Al rumore di quel passo, il confessore venne fuori. Era
straordinariamente pallido in viso, ed aveva uno sguardo incerto che
fece chiedere al piccolo chierico:
--Padre, la confessione l'ha stancato?
--No, no....
--Allora, si fa oggi la prova della cantata?
--Domani, Luigi; dirai che vengano domani. Oggi ho qualche cosa da
fare.
Diede ancora alcune disposizioni; poi uscì, dirigendosi verso la città
alta. Camminava rapidamente, col capo chino, senza guardare nessuno.
In breve, si lasciò dietro le ultime case, ed avanzò per l'erta della
collina. Gli alberi proiettavano il loro verde tenero sull'azzurro del
mare; un mare tranquillo come un lago, popolato qua e là di stormi di
piccole vele. La strada, nei suoi zig-zag, rasentava l'orlo della
scoscesa, difesa soltanto da un basso parapetto, e l'occhio, di lì,
dominava l'abisso.
Padre Ladislao procedeva sempre con passo eguale. A volte, un alitare
più forte della brezza gli avvolgeva fra le gambe la nera veste,
impacciando il suo andare. Egli sostava un momento, portava una mano
al cappello e spingeva uno sguardo lontano, all'orizzonte. Giunto
finalmente dinanzi ad un cancello arrugginito fra due pilastri di
mattoni dai quali l'intonaco era quasi tutto scomparso, lo spinse, ed
entrò nel grazioso podere, piantato a vigne dalla rigogliosa
vegetazione. Sulla piccola spianata della casetta, all'ombra d'una
tettoia, un prete vecchissimo stava seduto sopra una poltrona di
cuoio, reggendo un breviario con le mani scarne. Come i passi si
avvicinavano sempre più, egli volse un poco il capo, e posando il
libro sulle ginocchia, con le mani stese verso l'arrivante ed una
espressione di letizia nello sguardo, esclamò:
--Ladislao, ragazzo mio!...
Il nuovo venuto prese una di quelle mani, la portò alle labbra e la
baciò. Poi, curvandosi un poco, quasi in ginocchio e con la testa
bassa:
--Padre,--disse,--sono venuto per confessarmi.