nel secolo 16º ha scritto sulle belle arti. Apostolo Zeno possedeva una
medaglia coniata in suo onore, nel di cui rovescio eravi una sfera, o un
_melone_, strumento musico di sua invenzione. Egli nato era in Bologna
nel 1531, ed ivi finì di vivere nel 1606. Ha scritto molte opere sulla
musica, e reso degli utili servigj colle sue fatiche a questa bell'arte.
Eccone il catalogo: Iº _Il desiderio, ovvero de' concerti di varj
stromenti musicali, dialogo_, Bologna 1590 in 4º; IIº _Il patrizio,
ovvero de' tetracordi armonici di Aristosseno_, Bologna 1593; IIIº _Il
Melone, discorso armonico_, ed il _Melone secondo ec._; IVº
_Considerazioni musicali del cav. Bottrigari sopra un discorso di messer
Gandolfo Sigonio intorno a' madrigali, e a' libri dell'antica musica
ridotta alla moderna pratica di don Niccola Vicentino, e nel fine esso
discorso del Sigonio, Ferrara 1602, in 4º_; Vº _Il Trimerone de'
fondamenti armonici_, manoscritto del 1599. Nella copiosa libreria
dell'Istituto di Bologna conservansi in oltre più manoscritti del ill.
cav. _Bottrigari_: Iº _Traduzione in lingua italiana del libro di
Aristotile, dell'oggetto dell'udito ossia dell'acustica_; IIº _Note su
tutte le opere del Gogavino_; IIIº _La Musica mondana di Macrobio
tradotta in italiano con alcune considerazioni_; IV.º _Annotazioni al
Trattato di musica di Bartolomeo Ramos_ ec. “Questo dotto armonico, dice
il Ch. ab. _Requeno_ (_nella prefaz._) aveva tutti letti e trasportati
nell'italiana favella non pure i greci, che ha Meibomio nella sua
raccolta degli armonici greci, ma più altri ancora. Nella libreria del
p. Maestro Martini in Bologna si conserva una parte delle traduzioni del
Bottrigari: l'altra parte di esse nella copiosissima e ben servita
biblioteca dell'Istituto di Bologna, che fece vedere a me stesso il di
lei gentile ed erudito bibliotecario.”
BOUGEANT (Guglielmo-Giacinto) gesuita Francese morto nel 1743. Egli
volle entrare in lizza con l'accademico BURETTE nella quistione
dell'antica musica con molto calore allora in Francia agitata, e nelle
Memorie di Trevoux _ottobre 1725 art. 91_ pubblicò una sua ben scritta
ed erudita Dissertazione _sur la Musique des Anciens_, che, come tutte
le altre su questo argomento sono ora di pochissimo conto e più non si
leggono dopo le dottissime fatiche dell'illustre _Requeno_.
BOURDELOT (Pietro Michon) abbate di Massay, nacque in Ginevra da un
cerusico di Sens nel 1610; applicossi alla medicina e fu medico del
gran Condé. _Cristina_ regina di Svezia lo volle presso di se nel 1651;
e dipoi ottenne per lui l'abbadia di Massay. Il papa aveagli permesso di
esercitare gratuitamente la medicina: ed egli morì finalmente in Parigi
l'anno 1685. Oltre a molte opere sopra diverse materie, egli scrisse una
_Storia della musica_ in francese pubblicata all'Haye e ristampata a
Francfort nel 1743, in 4 vol. in 8º, composta senza notizie, senza
critica e senza filosofia, dice l'ab. _Arteaga_. Bourdelot trovandosi in
Isvezia alla corte di Cristina insieme col _Meibomio_ autore della
traduzione latina de' sette greci Scrittori di musica, e col _Naudé_
letterato anch'egli di prima sfera, persuase alla regina che comandasse
a _Meibomio_ di cantare in sua presenza un'aria dell'antica musica
pubblicata da lui medesimo in quella sua collezione, ed a _Naudé_ che
eseguisse alcune greche danze colla voce e co' piedi, su di cui aveva
egli scritto alcune erudite ricerche. I poveri letterati che avevano
nella voce tutta la rozzezza d'un uomo a 50 anni non mai avvezzo a
cantare, e nella persona tutta la goffaggine d'un erudito dabbene,
adempirono così sgarbatamente la commissione, che non ostante il
rispetto dovuto alla regina, i cortigiani non poterono far a meno di non
abbandonarsi alle più sonore risate. Il _Meibomio_ piccato al sommo di
così mortificante avventura, e scontrandosi poi col _Bourdelot_ in
pubblico, gli pestò il viso a forza di pugni più che all'innocente sua
curiosità, dovuti alla balordaggine con cui pensava potersi giudicare
con siffatto metodo dell'indole ed energia dell'antica musica e del
ballo. Questo curioso aneddoto dà a divedere quanto ridicolosamente si
giudichi su questa materia da chi non vi porta altri lumi, che quelli
d'una pesante ed inutile erudizione.
BOUTEILLER (Mr.) nato in Parigi nel 1788, allievo di Mr. Tarchi, riportò
nel Conservatorio il gran premio di composizione musicale nel 1806,
proposto per la fuga, il contrappunto e la cantata di _Ero e Leandro_.
Egli doveva rendersi alla scuola di Roma, ma ha preferito di rimanere a
Parigi, dove non fa delle composizioni che per sollevarsi da altre
fatiche. Egli prometteva un artista capace di riparare la perdita del
giovine Androt.
BOUTMY, nato a Brusselles nel 1725 era, secondo Forkel, organista della
corte del re di Portogallo, in Lisbona. Si ha di costui: _Traité abrégé
sur la basse continue_, a la Haye nel 1760. Egli ha in oltre pubblicati
più concerti e sonate per il cembalo, impressi a la Haye e ad Amsterdam:
ha composto eziandio molte messe e mottetti per la chiesa.
BOYCE (William) dottore in musica, organista e compositore della
cappella reale di Londra, faticò molto sì per teatro che per camera.
Nacque egli in Londra nel 1710; compì perfettamente il corso di studio
della musica sotto il dottor Green, organista della cattedrale, che alla
sua morte lasciogli tutti i suoi manoscritti, e gli raccomandò di
pubblicare i suoi mottetti: Boyce nella giovinezza fu sorpreso da
un'incurabile sordità, che sembrava così incompatibile con la musica
come la cecità con la pittura, ma egli non continuò meno l'esercizio
della sua professione con una costanza incredibile. Nel 1736 pose egli
in note l'Oratorio: _Pianto di Davide su la morte di Saulle e di
Gionata_, che fu eseguito ed impresso nel medesimo anno (_V. Lockman,
Reflex. on lyric poetry and music_). Nel 1739 un'_Ode_ per la festa di
S. Cecilia. Nel 1749, l'università di Cambridge lo ricevette dottore in
musica, e nel 1751, egli compose un'eccellente Musica funebre. Pubblicò
quindici _Fughe per l'organo_. Oltra ciò egli è autore d'una collezione
delle migliori composizioni inglesi per la chiesa, di cui ne pubblicò
una superba edizione nel 1768, col titolo: _Cathedral music_ ec. cioè
_Musica per la cattedrale, o collezione di molte eccellenti e rinomate
composizioni di alcuni bravi maestri inglesi per la liturgia_, Londra in
fol. Boyce morì nel 1799, e fu onorevolmente sepolto nella cattedrale di
san Paolo.
BOYÉ (Mr.) autore di un libro intitolato: _L'Expression musicale mise au
rang des chimeres_; a Paris 1779. Può vedersene una buona confutazione
presso Arteaga (tom. 3, in not.): quest'opinione, egli dice, non potè
nascere in lui se non di poca filosofia, o dal desiderio di distinguersi
con qualche novità stravagante. Boyé è stato ancora confutato da Mr. le
Febvre nel suo libro che ha per titolo: _Bévues, erreurs et méprises de
différens auteurs en matière musicale_.
BOYELDIEU (Adriano) attualmente maestro di cappella dell'imperador delle
Russie, nato a Rouen verso il 1770, allievo di Mr. Broche, venne in
Parigi circa al 1795 e fecesi da prima conoscere pe' suoi talenti come
suonator di piano-forte e compositor di canzoncine o romanzi, de' quali
ne scrisse moltissimi, ed ebbero un prodigioso successo. Fu quindi
nominato professor di forte-piano nel Conservatorio, ove formò egli
degli eccellenti allievi e in grandissimo numero. Sino al 1800 egli
diede più drammi in musica al teatro comico in Parigi e ne fu sempre
applaudito. Egli è tra' compositori francesi quel ch'è Moncrif tra'
poeti. “Questo compositore ancor giovane, dice il nostro siciliano
Scoppa, ha tutte le disposizioni per occupare il luogo del famoso
Gretry.” (_Les vrais principes etc. Tom. 3, p. 342._)
BOYER (Pasquale) nato nel 1743, a Tarascon in Provenza fece i suoi studj
nella scuola d'onde sortirono Mouret, Tardieu, Gauzargue, ec. Nel 1759,
l'abbate Gauzargue essendo stato nominato maestro della cappella del
re, Boyer che non aveva più di 17 anni, gli succedette per maestro della
chiesa cattedrale di Nimes, posto ch'egli occupò per sei anni con molta
distinzione, dopo i quali determinossi di venire alla capitale, ove diè
principio dalla _Lettera a M. Diderot_, sul progetto dell'unità di
chiave nella musica e sulla riforma delle misure, proposte dall'ab. de
la Cassagne, ne' suoi elementi del canto, Parigi 1767. Questa lettera di
Boyer è piena di eccellenti riflessioni. “I nostri antichi, dice
l'autore sulla fine, non eran già de' gran musici come noi; ma la musica
che essi coltivavano, non andava presso loro senza lo studio de'
principj. Eglino si davan la pena di ritenerli, e se li rendevano molto
familiari per farne poi al bisogno una giusta applicazione.”
BRACK (Carlo de), membro della reale società di Gottinga, nel 1810,
pubblicò in Genova una traduzione francese dei viaggi musicali del
dottor Burney, 3 vol. in 12º. Mr. Roquefort ha reso conto del primo
volume nel suo _Magazin Encyclopedique_ del mese di settembre 1810.
BREITKOPF (Giov. Emmanuele) fonditore di lettere, stampatore e librajo a
Lipsia, coltivò le scienze, e nel 1755, egli fu l'inventore di una nuova
maniera di stampare la musica, con caratteri separabili e mutabili.
L'importanza di tale invenzione è a sufficienza provata dalla calca
d'imitatori, non che in Berlino, Vienna, Stuttgart e Francfort, ma anche
in Francia, in Italia e in Olanda, ma son tutti rimasti molto lungi
dalla perfezione delle opere di Breitkopf, perchè non hanno essi potuto
imitare se non sopra copie già tirate, e senza conoscerne l'occulto
meccanismo. Ciascuno essendo stato obbligato a crear da se stesso i
mezzi d'esecuzione la più parte degl'imitatori si sono arrogati il
titolo d'inventori. Il fondo geometrico dell'invenzione di Breitkopf la
rende adatta a tutti i cambiamenti, ed egli ha dato di poi delle opere
in tutte le maniere, sì per rapporto alla grandezza delle note, come in
riguardo alla specie di musica e d'instrumenti: in guisa che nulla più
resta a desiderare in quanto alla perfezione di questa scoverta. Le due
stamperie che ne ha stabilite, sono continuamente in attività, ed hanno
arricchito la letteratura della musica di più centinaja di opere, di cui
un gran numero sono state pubblicate a spese di Breitkopf. Al catalogo,
che giunge sino al 1780, vi ha egli fatto successivamente quindici
supplementi.
BREMNER musico inglese autore di un piccolo libro intitolato: _Rudiments
of music_, cioè _I primi insegnamenti della musica_, in 12º a Londra
1791. (_V. the London cat. of books for W. Bent_).
BRENDEL (Adamo) medico sassone e professore nell'università di
Wittemberga sul principio dello scorso secolo, è autore di una curiosa
opera che ha per titolo: _Disputatio de curatione morborum per carmina
et cantus musicos_; ossia “Dissertazione sulla maniera di guarir le
malattie per mezzo della poesia e della musica, a Wittemb. 1606, in 8º.”
(_V. Heumann, e Lichtenthal, Influenza della musica, Milano 1811._)
L'autore fa molto uso della storia greca per provare l'impiego della
musica e degl'incantamenti poetici in medicina presso gli antichi, ma
dichiara quest'ultimi un' impostura dei sacerdoti del paganesimo,
ascrivendo soltanto alla musica la virtù di guarire alcuni morbi.
BRESCIANO (Benedetto) era bibliotecario del gran duca di Toscana in
Firenze e gran mattematico, conoscitore ed amatore di musica. Egli era
nato in Firenze nel 1658, e quivi morì nel 1740. Tra le opere ch'egli ha
lasciate, le seguenti si trovano ancor manoscritte: I. _De systemate
harmonico tractatus, quo instrumentum omnichordum et omnes ejus usus
explicantur_; II. _Libellus de musicâ veterum_. _V. Joecher._
BRESCIA (Bonaventura da) frate francescano. Si ha di lui in manoscritto:
_Brevis collectio artis musicæ_, 1489, che trovasi nella libreria del p.
Martini in Bologna. Vi ha ancora pubblicato in Venezia nel 1511,
_Breviloquium musicale_; e nel 1545, _Regula musicæ planæ_. _V. Graber
Beitræge._
BRÉTEVIL (il barone di) eresse in Parigi nel 1784, la scuola reale di
musica per dodici fanciulli ed altrettante donzelle, secondo il modello
delle accademie d'Italia. Questo stabilimento era destinato a formar dei
cantori e delle cantanti per l'opera. Eranvi state sino allora delle
lagnanze per la meschina esecuzione della bella musica de' Sacchini, de'
Piccini, dei Gluck e de' Gretry: i cantanti francesi, fedeli all'antico
lor metodo, e copiandosi gli uni cogli altri, non facevano che urlare e
gridare, eziandio sin ne' più belli passaggi. (_V. un artic. di Mr.
Gerber su questa scuola, nella gazzetta music. p. 133._)
BREVAL (Giov. Batt.), famoso sonator di violoncello, è autore di più
concerti e di trio e quartetti pel violino. Nel 1788, era nell'orchestra
dell'opera a Parigi; nel 1804, pubblicò un metodo di violoncello, che
forma il numero 42 delle sue opere. Puossene veder la critica che ne è
stata fatta nei numeri 50 e 51 della _corrispondence des professeurs et
amateurs de musique, 1804_.
BRIENNIO (Michele) greco scrittore di musica verso il 1320 dell'era
cristiana; egli compose _tre libri di Armonici_, che si trovano in greco
colla traduzione latina nel terzo volume delle opere matematiche di
Giov. _Wallis_, a Oxford 1699, in fol. Ecco il giudizio che ne dà il Ch.
ab. _Requeno_: “Briennio è più colto e più intelligente dell'arte che
_Psello_. Sul principio de' suoi libri armonici ci dice con
ischiettezza, che la musica all'età sua era quasi abolita: con tutto
ciò si mostra egli uno de' più corretti e de' più chiari scrittori
pitagorici, che siano esistiti. Lungi dal voler egli imbrogliare con
trattati aritmetici e geometrici l'arte armonica, dice, che essa è tutta
riposta nella divisione della corda, ossia nel canone de' suoni, de'
quali esso ci dà le più precise idee.... _Briennio_ pare scrittore
pratico, estendendosi egli molto nell'insegnare con qual ordine debbano
collocarsi nell'organo idraulico le canne corrispondenti a tutti i tuoni
del genere diatonico, ossia a tutti i modi o tropi.” (_Saggi ec. tom. 1,
c. 14._)
BRIJON (Crist. Renato) nel 1782, pubblicò un opera con questo titolo:
_l'Apollon moderne ou le développement intellectuel par les sons de la
musique_, in 8º a Lione, cioè “Il moderno Apollo, o lo sviluppo
intellettuale per i suoni della musica.” Questo libro, che contiene 264
pagine e 64 figure, è molto curioso ed istruttivo per i maestri di
canto. M. Brijon pubblicò ancora un _Metodo di violino_, in cui trovansi
delle buone osservazioni.
BRILLON DE JOUY (Mad.) era una delle più abili sonatrici di clavicembalo
nell'Europa. Il dr. Burney ebbe occasione di sentirla a Passy nel 1770,
ed ecco quel ch'egli ne dice nel suo viaggio in Francia e in Italia:
“Non solo essa eseguisce i pezzi più difficili con molta precisione, e
con molto gusto e sentimento all'aprire di un libro, ma compone eziandio
ed ebbe la compiacenza di eseguire alcune delle sue sonate, così sul
cembalo, come sul forte-piano, accompagnata dal violino di M. Pagin. I
suoi talenti non sono ristretti al solo cembalo: suona diversi
stromenti, e ben conosce il genio di quelli che sono in uso. Essa dice
che questa cognizione le è necessaria per evitar, nel comporre, quello
che codesti istrumenti non potrebbero eseguire: dipinge, incide; ella è
una donna compita ad amabile. Molti celebri compositori d'Italia, e di
Germania, che han fatto qualche soggiorno in Francia, le han dedicate le
loro opere, fra questi Schobert e Boccherini.”
BROSSARD (Sebastiano de) canonico della cattedrale di Meaux, quivi morto
nel 1730 di circa a 70 anni. Fu costui eccellente nella teoria della
musica, e gli scritti che ha lasciati sono stati assai bene accolti: i
principali sono, Iº _Dictionnaire de musique_ in fol. a Paris 1703, e
ristampato quindi anche in 8º con un Catalogo di oltre a 900 autori, che
hanno scritto sulla musica in ogni sorta di paesi, di tempi e di lingue.
Il suo _Dizionario_ è stato di gran soccorso a _Gian-Giacomo Rousseau_,
somministrandogli la maggior parte delle materie tutte raccolte, e molto
bene sviluppate. “Negli articoli, dice Mr. _la Borde_ nel suo _Essai sur
la musique_, in cui questo dotto maestro ha servito al _Rousseau_ di
guida, pochi ve n'ha ne' quali vi sia qualche cosa a riprendere; ma non
è però così di quelli che sono interamente del cittadino di Ginevra:
essi sono presentati frattanto con quell'eleganza, con quell'interesse,
e con quel fuoco d'immaginazione, che gli fan perdonare, o scusare i
difetti.” IIº _Dissertation sur le nouvelle manière d'écrire le
plain-chant et la musique_. IIIº _Deux livres de motets_, ec. I suoi
mottetti, le sue nove lezioni per la settimana santa, ed una raccolta
d'arie cantabili mostrano il suo valore eziandio nella composizione,
secondo il gusto del suo secolo e della sua nazione. _Brossard_
possedeva una numerosa Biblioteca di musica, ch'egli diede al re, da cui
ne ebbe una pensione di 1200 lire sopra un beneficio.
BROUNCKER (William) visconte d'Irlanda morto nel 1684. Aveva egli molto
gusto per le scienze, e fu uno dei fondatori della reale società a
Oxford, a cui presiedette il primo. Nelle transazioni filosofiche vi
sono alcune sue memorie sulle mattematiche. Si è ancora pubblicata di
lui, benchè senza il suo nome, una traduzione inglese del _Compendio di
musica di Descartes_ con alcune dotte osservazioni.
BROWN (John, o Giovanni) scrittore di molto spirito, canonico di
Carlisle e curato di Moreland, e quindi cappellano ordinario del re
della gran Brettagna. Assalito da un furioso colpo di mania si uccise da
se stesso nel 1766, di anni 51. Egli è autore di molte dotte opere sulla
Teologia e sulla Bibbia: intorno alla musica scrisse in inglese _Storia
dell'origine e de' progressi della Poesia e della musica_, ch'è stata
tradotta in francese da _Eidous_ e stampata in Parigi nel 1768 in 8º, ed
in italiano accresciuta di note dal _Dr Pietro Cocchi_, in Firenze
1772, in 8º. Abbonda quest'opera di erudizione, di filosofia e di gusto:
termina quindi con varj sistemi dell'A. atti a ricondurre la Poesia e la
Musica alla primitiva unione, ed a purgare ambedue queste arti sorelle
dalle imperfezioni e dai difetti, che presentemente ne deturpano la
maestà, e ne indeboliscono la forza. D'uopo è però confessar con
ingenuità, che o per troppa ammirazione degli antichi, o per poca
cognizione dell'arte musicale dei tempi nostri, l'A. prende quivi
grandissimi abbagli, e mal corrisponde il fine di questa Dissertazione
ai principj, che sono pieni di una robusta, e meditata, ed analizzata
erudizione. In somma quanto egli profondamente si mostra versato nella
più minuta cognizione dell'antica musica, di cui niuno ha forse parlato
con analisi più purgata, altrettanto sembra mal pratico della sua
teorica forma, dei principj e delle regole della medesima nello stato
presente, e lo stesso vuolsi anche dire del Commentatore _Dr Cocchi_.
BROWN, dottore di musica in Londra, e circa al 1760, direttore
dell'orchestra reale, è autore della dotta dissertazione che il
professore Eschenburg ha tradotta in tedesco, e stampata a Lipsia sotto
il titolo: _di considerazioni su la musica e la poesia d'appresso la
loro origine, la loro forza, il loro accrescimento, la lor separazione e
la loro decadenza_. Hendel affidò più volte a Brown la direzione
dell'orchestra, allorchè dovevansi rappresentare i suoi oratorj.
BROWN (Giovanni) pittore scozzese e valentuomo nella letteratura, nato a
Edimburgo nel 1752, e morto in età di 35 anni nel 1787. Egli viaggiò in
Italia per perfezionarvi i suoi talenti, e tornò quindi in sua patria.
Lord Monboddo pubblicò di costui _Letters on the Italian Opera_, in 12º,
1789, cioè _Lettere sulla poesia e la musica dell'opera italiana_ nelle
quali con filosofica imparzialità dà egli per la musica la preferenza
all'italiana sopra quella di tutte le altre nazioni.
BROWNE (Riccardo), dotto inglese, visse in Londra sul principio dello
scorso secolo. Egli pubblicò nel 1728, un trattato in 8º sotto il titolo
di _Medicina musica, or A mechanical Essay on the effects of singing,
music and dancing, on human bodies. ec._, ossia “Saggio meccanico sugli
effetti del canto, della musica e della danza sul corpo umano.” L'autore
come medico ragiona sulla natura delle malattie da potersi guarire per
mezzo della musica e del ballo. Questo saggio comparve anche tradotto in
latino in Londra nel 1735, col titolo di _Medicina musica_.
BRUCE (Giacomo), celebre letterato d'Inghilterra, inviò al dottor Burney
una lettera sugli instrumenti di musica attualmente in uso nella
Abissinia, che quest'ultimo ha inserito nella sua dotta storia della
musica, d'onde l'ha estratta Mr. Forkel per darla tradotta nel t. I, p.
85, della sua opera _l'Almanacco musico_ 1685.
BRUCKMANN (Franc. Ernesto), dottore in filosofia e in medicina, nato a
Marienthal presso Hahnstadt, nel 1697, è autore di una dissertazione
sopra un instromento notturno, che suona da se solo. Ha pubblicato
ancora: _Observatio de epilectico singulis sub paroxismis cantante_,
negli artic. dell'accademia de' curiosi della natura, vol. II, ed
_Epilepsia cantante_, negli avvisi letterarj di Hambourg, dell'anno
1735.
BRUMBEY (Carlo Gugl.), dall'anno 1783, predicatore a Alt-Lundsberg, nato
in Berlino nel 1757, ha scritto delle _Lettere su la musica_, ec.
Quedlinbourg, 1781, in 8º.
BUCHER (Samuele-Federico) fece imprimere a Zittau, nel 1741, un'opera in
4º intitolata: _Menazzehhim, die Kappellmeister der Hebræer_: cioè “I
Maestri di cappella degli Ebrei.”
BUCHOZ (Pietro Gius.) pubblicò nel 1739, a Amsterdam: _Nouvelle méthode
facile et curieuse de connaître le pouls par les notes de la musique_;
cioè “Nuovo metodo facile e curioso di conoscere il polso per via delle
note di musica”. Si ha ancora di lui una _Mémoire sur la manière de
guérir la mélancolie par la musique_, ec. (_V. Forkel, storia; t. 1._)
BUEL (Cristoforo) maestro di cappella di Norimberga circa al 1715.
Abbiamo di costui: _Melos harmonicum e Melos propemtichon_, 1624 in 4º.
(_V. Doctr. duodecim modorum musicalium in fol._)
BULGARINI (Marianna) detta la romanina, famosa cantatrice sul principio
del prossimo passato secolo, e più che pel merito del suo canto famosa
per un altro più insigne e rispettabil merito agli occhi del filosofo.
Sono note ad ognuno le calamitose vicende, dalle quali fu travagliato
Metastasio dopo la morte dal suo primo benefattore Gravina. Non solo gli
fu negato un impiego onde poter miseramente campare, non solo si vide
vicino a perir di fame, ma ciò (che fa fremere ogni cuor sensibile) in
Roma ebbe egli a soffrire un ignominioso processo. L'Europa avrebbe
perduto per sempre quel gran poeta, se la Bulgarini nol ritraeva
dall'indigenza, e nol rimetteva in sentiero. Quest'opera dell'amore e
della generosità merita di essere registrata ne' fasti pur troppo scarsi
delle umane virtù per riscuoterne l'universale riconoscenza. Questa
donna incomparabile, dice l'Arteaga, vivrà negli annali della filosofia
insieme col suo illustre amico e protettore; i nomi della Bulgarini e di
Metastasio brilleranno fra i posteri finchè esisterà negli uomini un
qualche sentimento del Bello morale, e finchè il carattere di Genio
riscuoterà i ben dovuti omaggi del Pubblico. Il rifiuto, che fece poi il
Metastasio dopo la di lei morte della sua pingue eredità in persona del
marito, fu l'effetto piuttosto di un cuore onesto, anzichè sconoscente
verso la sua benefattrice. “Io vi faccio libera rinunzia dell'eredità
(scriveva egli al marito della Romanina) non già perchè io la sdegni, ma
perchè credo, che questo sia il mio dovere, e come uomo onorato, e come
cristiano... Io sono debitore al mondo d'un gran disinganno, cioè che la
mia amicizia per lei avesse fondamento di avarizia e d'interesse. Io non
devo abusare della parzialità della povera defunta a danno del di lei
consorte ec.” (_V. Mattei, Memorie per servire alla vita del Metast._)