BULL (John), dottore in musica, e primo professore nel collegio di

Gresham a Londra, era nativo del contado di Somerset, e cominciò verso

l'età di undici anni, a studiare la musica. Il cel. organista della

corte, Blithemann, fu il primo suo precettore, egli giunse per le sue

lezioni a tal perfezione, che la facoltà di Oxford, nel 1586, lo creò

baccelliere d'un voto unanime. Dopo la morte del suo maestro, l'istessa

accademia gli conferì il grado di dottore dell'università di Oxford, e

lo nominò nel tempo stesso organista della real cappella. La regina

Elisabetta lo prepose nel 1596 come primo professore nel collegio di

Gresham, e gli veniva ingiunto di dare il suo corso interamente in

lingua inglese. Cinque anni dopo intraprese un viaggio nei Paesi-Bassi,

in Francia ed in Germania per ristabilirsi in salute, e fecesi ammirar

da per tutto. Il successore di Elisabetta, Giacomo I il nominò nel 1607

suo organista, posto nel quale spiegò egli tutti i suoi talenti. Verso

il 1620, fece un secondo viaggio in Germania, e morì a Hambourg nel

1652, in età di 60 anni. Egli contribuì molto al miglioramento del

contrappunto, dello stile fugato e canonico, che erano allora

nell'infanzia. Il dottore Pepusch preferiva le opere di Bull a quelle di

Couperin, di Scarlatti ec.; questi le ha raccolte con somma diligenza, e

dinotate scrupolosamente, trovandosene pochissime stampate. Per la vita

di Bull v. _Marpurg memor. storic. crit._

BUNEMANN (Crist. Andrea) pubblicò nel 1741, in Berlino il suo programma:

_De cantu et cantoribus ad audiendam orationem de Musicâ virtutis

administrâ_. Egli era nato nel 1708, a Frenenbriezen: nel 1740 fu

nominato rettore nel ginnasio di Fredericstadt a Berlino, ma egli morì a

24 dicembre del 1747, compiti appena i trentanove anni di sua età.

BUNTING (Arrigo), teologo luterano, nato a Annover nel 1545, pubblicò a

Marbourg nel 1596, un discorso intitolato: _De musicâ_.

BUONFICHI (padre Maestro), religioso nel convento de' servi di Maria e

compositore di musica in Parma, pose in note il nuovo dramma di

_Climene_ ossia l'_Innocenza protetta_, che fu eseguito nel teatro di

quella città il dì 21 gennajo del 1804, e sommamente applaudito. Ecco

l'elogio che fu fatto a questo buon servita in un foglio periodico di

quell'anno sotto la data di Parma. “Non si può senza divenire ingiusti,

lasciare occulto il nome di chi ha composto, la musica del dramma di

Climene: è questi il padre Maestro Buonfichi. Il felice successo di

questa sua composizione ha superata la pubblica aspettativa in guisa che

si può con franchezza asserire, che lo spirito di prevenzione non ha

punto pregiudicato al reale ed intrinseco merito.” Trovasi in oltre di

questo compositore nel Magazino di musica del signor Ricordi in Milano:

_La Lauretta_, farsa a tre voci: e la _Partenza di Glicera da Fileno_,

cantata. Abbiamo avviso che adesso altro, più non scrive il buon frate

che musica per chiesa, la quale a giudizio degl'intendenti sa troppo

dello stil teatrale. Egli vive tuttora in Parma.

BURANA (Francesco) uno degli eruditi italiani del secolo decimo quinto,

che furono i primi a far conoscere i greci Armonici con trasportarli dal

greco idioma in latino. Burana era di Verona e membro dell'Accademia de'

filarmonici istituita in quei tempi. Tradusse egli il trattato di

_Aristide Quintiliano su la musica_ (_V. Maffei, Verona illustrata_).

BURETTE (Pier-Giovanni), figliuolo di un sonator d'arpa, nacque a Parigi

nel 1665: imparò egli stesso ben presto a suonar quell'istrumento;

all'età di dieci anni, davane lezione nelle case de' particolari, ma ciò

non l'impediva di applicarsi allo studio delle lingue. Egli lasciò poi

la professione di musico per abbracciar quella di medico. Nel 1705, fu

ricevuto nell'accademia delle belle lettere ed attaccossi principalmente

a materie che avevano qualche analogia ed alla professione che aveva

lasciata, ed a quella che esercitava allora. A questo riguardo egli

scrisse da prima tredici dissertazioni sulla ginnastica degli antichi,

riguardata dai Greci come una parte essenziale della medicina.

Terminata questa fatica, Burette compose un altro trattato in

quattordici dissertazioni sull'antica musica, e questa fu l'ultima

opera, con cui terminò la sua carriera letteraria. Alla fine dell'anno

1745, ebbe un'attacco di paralisia, di cui le conseguenze l'obbligarono

a starsene ritirato in casa sino alla morte accaduta li 19 maggio del

1747, nell'età di 82 anni. (_V. l'elogio di Burette par M. Freret,

Memor. t. 21._) Mr. Burette sostenne ostinatamente in quelle

dissertazioni, che gli antichi non avevano avuta cognizione del concerto

a più parti, ossia del contrappunto, contro l'affermativa di due dotti

gesuiti. “Le pettegolezze letterarie di Burette co' gesuiti Bongeant e

Cerceau, dice l'ab. Requeno, lo impegnarono non solo a negare il

contrappunto a' greci, ma a lavorare una dissertazione per provarci la

rozzezza de' greci armonici attribuendo gli effetti maravigliosi del

loro canto alla barbarie e salvatichezza degli ateniesi de' corinti de'

beozj alla loro ubbriachezza piuttosto che alla squisitezza della loro

melodia, ed alla finora sconosciuta mirabil arte del loro canto

strumentale. Burette non lesse i greci armonici, non pensò intorno ai

loro irrefragabili testimonj per la scoperta della verità: egli si

applicò al più meschino scrittore dell'antica musica Plutarco, per

istruirsi nella storia de' greci cantori, e nella loro armonia; fallo di

critica inescusabile, attesa la mancanza di esattezza nelle epoche e ne'

racconti di questo greco enciclopedista. Qual maraviglia, se Burette con

tal guida entra nel laberinto storico, e trovandosi alle prese con

Ateneo ed Eusebio, si vede obbligato ad uscirne, emendando più volte il

testo originale di Plutarco per non vedersi in contraddizione coi detti

autori?” (_Pref. ai Saggi ec._) “Per quanto rispetto io porti, dice

l'_ab. d'Arnaud_, alla memoria di questo dotto Accademico, non posso

aderire ciecamente al giudizio di lui. Ho letto le opere sue colla

possibile attenzione; e in mezzo al grande apparato di dottrina, onde

avviluppa, e involge i suoi pensamenti, v'ho tuttavia rilevato delle

dubbiezze, dell'oscurità, delle contraddizioni e de' sbagli.” (_Lettre a

M. le Comte de Caylus._)

BURNEY (Carlo) dottore in musica a Londra, nato a Worchester nel 1727.

Il costui padre dopo avergli insegnato i primi elementi della musica,

mandollo in Londra perchè terminasse d'istruirsi in quest'arte sotto gli

auspicj del Dr Arne. Questi abbandonato avendolo al suo genio, cominciò

egli a suonar su le orchestre, e a dare delle lezioni di musica; ma le

sue entrate non bastando alle spese del suo sostenimento, fu obbligato

far ritorno al suo paese natio. Dopo alcuni anni tornò in Londra, e vi

fu più fortunato della prima volta. Egli ebbe un posto in un'orchestra e

compose un divertimento intitolato _Alfredo_, che lo fece ben presto

conoscere ed essere generalmente apprezzato. Nel 1760, fu chiamato a

Swaffham nel contado di Norfolk per esservi organista con cento lire

sterline per suo onorario. L'amabilità del suo carattere il rese caro a

tutta la nobiltà del contado. Il duca di York finalmente il decise,

comechè con gran pena, a tornare in Londra, e questa volta vi compose

alcuni concerti, ch'ei fece imprimere. Avendo a quest'epoca concepito il

progetto di scrivere la storia generale della musica, occupossi egli

soprattutto nel raccorre tutti i materiali, che era possibile di

riunire, e di visitare tutti gli stabilimenti che offrivano delle

rimarchevoli osservazioni ne' principali stati dell'Europa. In questa

vista lasciò l'Inghilterra nel 1770; doppo avere scorso l'Italia, tornò

a Londra nel 1772, fu decorato del titolo di dottore. Il piano della sua

opera lo menò quindi in Germania; visitò le gran corti, le biblioteche e

i personaggi più rinomati. Egli ha pubblicato il giornale de' suoi

viaggi: quest'opera è scritta d'uno stile grazioso e fiorito. I signori

_Eschemburg_, e _Bode_ l'hanno tradotta in tedesco, e Mr. _Giov.

Villelmo Lustig_, organista di Groninga, la trasportò in idioma

olandese. Annunziò egli poi la sua storia della Musica, in tre volumi.

La metà de' sovrani dell'Europa e i letterati di tutte le nazioni, si

sono sottoscritti a quest'opera. La quantità dei materiali l'obbligò a

faticare quattordici anni alla composizione di quest'istoria, ch'egli

pubblicò finalmente in quattro volumi in 4º con questo titolo: _History

of Music from the earliest ages to the present period_, 1776-1788, con

figure. Il primo tomo contiene la storia della musica presso i

principali popoli, innanzi la nascita di G. C. Il secondo contiene la

storia della musica dall'era cristiana sino alla metà del sesto secolo.

Il terzo contiene la storia della musica dell'Inghilterra, dell'Italia,

della Francia, della Germania, della Spagna e de' Paesi-Bassi, dal sesto

secolo sino alla fine del decimo settimo. Finalmente in questo volume,

comprende la storia della musica drammatica, o dell'opera e

dell'oratorio: dalla sua origine sino al presente. Quest'opera contiene

ancora le principali epoche e i progressi della musica di chiesa, come

pure le biografie, gli ritratti e gli aneddoti de' primarj compositori,

de' cantori e musici celebri. L'autore ha una singolare esattezza nel

far l'istoria del dramma inglese, e vi ha aggiunto un ben lungo esame

delle opere italiane di Hendel. Nel 1784, pubblicò ancora in Londra una

_Memoria su la vita di Hendel_, e su la festa funerale celebrata in di

lui onore nel maggio e giugno di quell'anno. Quest'opera è stata

tradotta nel 1785, da Eschenburg, il quale tradotto aveva eziandio nel

1781, il di lui trattato su la musica degli antichi. _La storia

generale_ di Burney non è stata sinora tradotta nè in francese, nè in

italiano, il che fa gran voto nella letteratura di queste due nazioni,

se ne trovano solamente degli estratti in alcuni giornali. Burney, dice

l'ab. Arteaga, “è il più accreditato scrittore, che esista della storia

musicale” (_V. osservaz. contro Manfredini p. 319._); tuttavia il

Requeno il censura aspramente per riguardo all'antica storia della

musica; ma bisogna convenire che in quella almeno de' tempi più bassi,

egli è esatto, dotto e d'una diligenza incredibile: la sua opera è tanto

più utile, quanto può riguardarsi in certa maniera come un trattato di

musica, a motivo delle regole in gran numero, di principj e di

riflessioni sopra quest'arte, di cui è ripiena.

BURRMANN (Ericio), nacque a Bygdea nella Gozia occidentale, li 23

settembre del 1691. Egli pronunziò a Upsal nel 1712, un discorso colà

poi pubblicato: _De laude musices_, e fu nominato direttore di musica

alla cattedrale nel 1719, dopo la morte di Zellinger; aveva ancora

pubblicato nel 1715 una dissertazione: _De proportione harmonicâ_.

Abbiamo in oltre di costui altre pregevoli dissertazioni, come: _De

basso fundamentali_, e _De triade harmonicâ_, etc. Egli morì li 3

novembre del 1729. (_V. Mattheson Ehrenpforte._)

BURSIO (Niccola) Parmigiano, professore di musica nel decimo quinto

secolo. Vi ha di lui un'opera assai rara e ricercata da' curiosi con

questo titolo: _Musices opusculum cum defensione Guidonis Aretini

adversus quemdam Hispanum veritatis prævaricatorem_, Bononiæ 1487, in

4º. La musica vi è incisa in legno (_V. Fournier, Diction. de bibliogr.

a Paris 1809_), l'opera è stampata in caratteri gotici, e fu scritta

contro Bartolomeo Ramos de Pereja, spagnuolo che avea trovato nel metodo

di Guido della confusione e delle cose inutili.

BUSBY (Tommaso) dottore in musica a Cambridge, stimato del pari come

compositore e come scrittore. Egli fu incaricato dal dottore _Arnold_ di

fare la parte istorica e letteraria del Dizionario di musica, che costui

pubblicò nel 1786. Diè poi egli stesso un nuovo _Dizionario di musica_

compiuto, superiore a tutte le opere di questo genere, che sono comparse

in lingua inglese. Si sono inoltre pubblicati in Londra molti pezzi di

musica pel canto, e per il forte piano sotto la direzione del Dr Busby.

Nell'Italico Giornale che si stampa in Londra, t. III, febbrajo 1814, si

annunzia e si critica una nuova traduzione in versi inglesi, pubblicata

l'anno innanzi dal nostro D. _Busby_, del poema di Lucrezio. “In quanto

riguarda la semplice versificazione, dice l'autore della critica,

un'idea ci occorre che forse non ce ne saprà male il degno Dottore

istesso. Se vero è che la poesia e la musica siano sorelle, chi meglio

d'un _Dottore_ in _musica_ sperar potrebbe di divenir poeta? È da

temersi però, che questo supposto grado di mitologica parentela fra le

due Muse non abbia avuto il migliore degli effetti sul nostro autore.”

(_p. 49._)

ERRORI CORREZIONI

Nel discorso preliminare

pag. 11. Non sorpassa frattanto Non sorpassa frattanto l'epoca

che l'epoca

pag. 1. _Lucidarto_ _Lucidario_

3. _protissimum_ _potissimum_

9. ii li

27. ferse forse

30. _Stab_ _Strabon_

32. al giorno a giorno

53. corrispondeza corrispondenza

59. delle della

69. molti molte

71. nuova musica greca musica

83. _Franc. Godi_ _Franc. Gori_

102. nei nel

107. cristiona cristiana

129. famiglia Bordeaux famiglia a Bordeaux

130. spisito spirito

131. _Majon_ _Mojon_

136. Mr. Frencese Mr. Freneuse

140. percorse percosse

145. Bettino Bettinel

159. maesto maestro

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,

così come le grafie alternative (qui/quì, matematica/mattematica,

Hamburg/Hambourg, strumento/istrumento, instrumento/instromento,

stromento/istromento e simili), correggendo senza annotazione minimi

errori tipografici. Le correzioni indicate dall'autore a pag. 168 e

nell'avvertenza preliminare sono state riportate nel testo. L'ordine

alfabetico non è corretto a pag. 3 (la voce "Adamo" precede "Adam"), e

a pag. 29 (la voce "Ammerbacher" precede "Amfione"). Sono stati

corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

ii — A. Burgh's [Burg's] Anecdotes historical and biographical

v — dice un dotto Inglese (_M. Usher [Husher]_)

xxvii — ben lungo di M. _Ginguené_ [Ginguonè]

23 — ALGAROTTI [Alagrotti] (Conte Francesco)

33 — ANDRONE [Andron] o ANDRONIDE

40 — ARCHESTRATE [Archestate] di Siracusa

45 — critica di Wittenbach [Wittenhach]

75 — BALLIÈRE [Balliere] (Carlo-Luigi-Dionisio)

83 — BARTHELEMY [Bartelhemy] (ab. Giangiacomo)

88 — BATES (Joah) [(John)] musico celebre

139 — l'idea di lui non ha più ripugnanza veruna [runa]

141 - si fa sentire inutilmente all'interno [all'intorno] delle

143 - egli si era rifuggito a Rouen [Roven]

149 - Questo curioso aneddoto dà a divedere [dividere]

154 — BRÉTEVIL [Bretevil] (il barone di)

155 - BRILLON DE JOUY [juvi] (Mad.)

Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de' più celebri artisti, vol. 1 Di tutte le nazioni sì antiche che moderne · 第 16 / 16 段