ABICHT (Giov. Giorgio) teologo protestante, morto in Vittemberga li 5 di

giugno 1749, diè al pubblico molte importanti opere, nelle quali ha

proccurato di spiegare il canto e le note degl'Israeliti, per mezzo de'

loro accenti. Le sue opere sono: I. _Accentus Hebraici ex antiquissimo

usu lectorio vel musico explicati_, Lipsiæ 1715, in 8º. II. _Dissertat.

de Hebræorum accentuum genuino officio_, nella prefazione di Frankio

_diacrit. sacr._ 1710, in 4. III. _Vindiciæ usus accentuum musici et

oratorii, Joh. Frankio oppositæ_, 1713, in 4º. _Excerpta de lapsu

murorum hierichuntinorum per tubarum sonitum_. Quest'ultima opera si

trova presso _Ugolino Thes. ant. sacr._, tom. 52, p. 837.

ABOS, maestro nel Conservatorio della Pietà in Napoli verso il 1760,

compose più opere sì per teatro che per chiesa, che danno a conoscere il

suo talento.

ABUNARS-MUHAMMED, Arabo figliuolo di Farab, lasciò un trattato di Musica

teorica e pratica, vocale ed instrumentale. _V. il catal. di Leyde, n.

106._

ADAMO di Fulda monaco della Franconia, ridusse in compendio nel 1490, un

trattato di musica, che conservavasi manoscritto nella biblioteca di

Strasburgo. M. _Gerbert_ l'ha inserito nella sua collezione: _Scriptores

ecclesiastici potissimum de musicâ sacrâ_ 1784.

ADAM (Luigi), nato circa all'anno 1760 a Miettersholtz nel Basso-Reno,

prese alcuni mesi di lezione di piano-forte da un buon organista di

Strasburgo, per nome Hepp, morto verso il 1800: ma egli dee

principalmente la scienza e 'l talento, che lo han posto al primo rango

tra' virtuosi e professori del suo istromento, allo studio che da se

solo ha fatto, degli scritti di Emm. Bach, delle opere di Hendel, di

Scarlatti, di Bach, di Schobert, e de' più recenti Mozart e Clementi:

egli non dee ancora che a se stesso la scienza della composizione,

appresa avendola negli scritti di Mattheson, di Fux, di Marpurg, e

d'altri didattici tedeschi. All'età di 17 anni giunto a Parigi, per

professarvi la musica vi si diè a conoscere da principio per due grandi

sinfonie per arpa, e piano-forte con violini eseguite al concerto

spirituale, che furon le prime che sentite si fossero in quel genere.

Diessi quindi all'istruzione de' giovani e alla composizione. Nel 1797

fu nominato professore nel Conservatorio, ove egli ha formati degli

illustri allievi, tra' quali i più rinomati sono Kalkbrenner, Chaulieu,

Merland, Arrigo le Moine, e le damigelle Benk, Gasse, e d'Alen, che

hanno successivamente riportati i premj di primo rango del

Conservatorio. Le opere di Mr. Adam sono: un _Metodo per ben usare delle

dita sul piano-forte_; un _Metodo per ben suonare quest'istromento_

adottato dal conservatorio, ed in tutte le scuole di musica della

Francia; undici opere di sonate per forte-piano, e più sonate a parte;

più variazioni di alcune arie, in particolare quella del re Dagoberto;

dei quartetti di Haydn e di Pleyel, disposti per il piano; una raccolta

di romanzi; l'intera collezione delle delizie di Euterpe; ed il

_Giornale di canzonette italiane delle damigelle Erard_.

ADAM (D. Vincenzo) musico in Madrid, ove pubblicò nel 1786: _Documentos

para instruction de Musicos y afficionados_, cioè _Ammaestramenti per i

musici e i Dilettanti_, in fol. I primi quattro fogli sono in istampa

per il testo, e diciannove di rami per le note: egli dà delle regole per

comporre. _V. Litteratur Zeitung del 1788, n. 283._

ADAMI (Ernesto-Daniele) maestro e quindi pastore a Pommeswitz nell'alta

Silesia, nato a Idung nella Gran-Polonia, il 19 novembre 1716; fu da

prima correttore di musica a Landshut e nel 1750 pubblicò a Liegniz

un'opera col titolo di _Riflessioni sul triplice eco esistente

all'ingresso del bosco di Aderbach nel regno di Boemia_, in lingua

tedesca un vol. in 4º. Abbiamo ancora di lui _Dissertazioni su le

sublimi bellezze del canto nei cantici della liturgia_, Lipsia 1755, in

8º, presentate da lui alla Società di Musica di Mizler, allorchè vi fu

ricevuto.

ADDISON (Giuseppe) nato nel 1671 a Litchfield, morto in Londra nel 1719,

dopo essersi dimesso della carica di secretario di stato da lui

esercitata per più anni, è l'autore della prima opera in musica inglese

propriamente detta. Questa fu la _Rosemonda_ posta in note da _Clayton_

sul gusto italiano nel 1701, la cui musica fu male accolta, piacendo più

allora la francese a quella nazione. Nel 1730, il dottor _Arne_ fecene

una nuova, ed ebbe gran successo. Addison, nello _Spettatore inglese_,

parla alle volte dello stato, in cui trovavasi allora la musica in

Inghilterra; ma quel ch'egli dice intorno a questa materia dà a divedere

abbastanza che ne era affatto digiuno.

ADELPOLD, dotto uomo della Frieslanda, morto il primo di dicembre del

1027. Tra le altre sue opere havvi un manoscritto _de musica_, inserita

nella collezione del principe-abbate _Gerbert_.

ADLUNG (Giacomo), dell'accademia delle scienze di Erfurt, professore del

ginnasio ed organista nella chiesa luterana, nato nel 1699 a

Bindersleben, dovette, secondo che egli stesso confessa, tutto quello

che divenne come artista, alle cure di _Cristiano Reichard_, organista

allora ad Erfurt, che, nel 1721, lo accolse in sua casa, mentre non era

ancora che studente. Nello studio dei libri, che gli accomodarono

Reichard, e Walther di Weimar, attinse egli i principj, che sviluppò

quindi nella sua opera _Musikalischen Gelartheit_, o _Scienza musicale_,

opera di prima importanza ad ogni organista, che esercitar non vuole

quest'arte da puro pratico. Egli morì a Erfurt li 5 gennajo 1792. Per

il corso di 34 anni formò 218 allievi per il cembalo, oltre a 234

ch'egli istruì nelle lingue, il che non gl'impedì di costruire un gran

numero di clavicembali. Abbiamo in oltre di lui: I. _Introduzione alla

scienza musicale_, con fig. in tedesco, Erfurt 1758, in 8º. La seconda

edizione di quest'opera comparve nel 1783, per le cure d'Hiller di

Lipsia, che ne aumentò il primo capitolo. II. _Istruzione su la

costruzione degli organi, ec. con alcune addizioni di J. F. Agricola_

compositore della corte, con fig. 1768, in 4º. III. _Musikalisches

Siebengestirn_, o le _Sette stelle musicali_, Berlino, 1768, in 4º.

Quest'opera contiene le risposte a sette domande sopra oggetti relativi

all'armonia, e con la precedente è stata pubblicata da Giov. Lor.

Albrecht maestro di musica a Mulhausen. Alcuni altri di lui manoscritti

sulla composizione, e sulle fughe si sono perduti per un incendio. La

sua vita scritta da lui medesimo si trova nella prefaz. della sua

_Musica mechanica organœdi_, ed è stata inserita nel secondo volume

delle _Lettere critiche_ p. 451.

ADOLFATI, allievo del cel. Galuppi, è noto per più opere. Nel 1750 egli

fece un saggio di misura a due tempi ineguali, l'uno composto di due

note, e l'altro di tre: questo pezzo di musica fece dell'effetto e fu

applaudito. Adolfati lo aveva imitato da Benedetto Marcello. Oggidì ad

un compositore che l'userebbe, non mancherebbero delle sassate.

ADRASTO, Peripatetico e cel. matematico, discepolo di Aristotile, fiorì

presso a quattro secoli innanzi l'era cristiana. Egli scrisse _tre libri

di Musica_, che spesso sono citati da Teone di Smirna e da Porfirio, il

quale ne' suoi comenti sugli _Armonici di Tolomeo_ cita un passaggio di

Adrasto, ove fa egli menzione di quel fenomeno, che percosso ed eccitato

il suono di un istromento lirico, per una certa simpatia, si eccita da

se il suono d'altro stromento posto in una data distanza, e viene così a

sentirsi una leggiera e grata mescolanza di suoni. Il manoscritto

dell'opera di Adrasto è rimasto sino a nostri dì sepolto: pretendevano

alcuni che si era smarrito: altri che trovavasi nella libreria del

Vaticano: ma nel 1788 in diversi pubblici fogli si annunziò, che

quest'opera, ben conservata, bene e distintamente scritta in bellissima

pergamena, adorna eziandio di ben disegnate figure geometriche, erasi

ritrovata tra i manoscritti della biblioteca del re di Sicilia (cavati

dall'Ercolano) e che Mr. Pasquale Paffy bibliotecario, giovane di somma

erudizione e di una prodigiosa attività, era stato incaricato di farne

la traduzione.

AGAZZARI (Agostino) dilettante di musica Sanese, pubblicò nel 1638 in

Siena, _la Musica ecclesiastica, dove si contiene la vera diffinizione

della musica come scienza, non più veduta, e sua nobiltà_, in 4º.

AGELAO di Tegea, riportò il primo premio che fu istituito nei giuochi

pitici per i suonatori di stromenti lirici, l'anno 559 innanzi G. C.

AGOSTINI (Paolo) di Vallerano, allievo di Giambernardino Nanini,

succedette al Soriano nel posto di maestro di cappella di S. Pietro in

Roma; lasciò delle belle composizioni a quattro, a sei e ad otto voci

per la chiesa. Egli viveva verso l'anno 1660, e morì in età avanzata.

S. AGOSTINO: questo ingegnoso dottore della Chiesa, che finì di vivere

l'anno 430, è autore di _sei libri di Musica_, nei quali non tratta che

del solo ritmo, e per incidenza del metro: tratta di esso però con tale

delicatezza e con tanta precisione, che è degno di essere non solo

paragonato in questa parte, ma anteposto eziandio ad Aristide

Quintiliano, a Bacchio ed a Marziano Cappella, là dove essi scrivono

sullo stesso argomento. Senza le idee, che Sant'Agostino ci dà

dell'antico ritmo, non possono a fondo comprendersi nè Bacchio, nè

Aristide. I cinque primi libri pajono scritti nel tempo, in cui egli

insegnava la rettorica in pubblico, ed in cui spiegava a' giovani gli

autori latini: il resto pare posteriormente dettato, ed all'età, in cui

d'altro egli non curavasi che di condurre le anime a Dio. I cinque primi

libri ci manifestano, che all'età sua i Musici pratici non solo non

curavansi del ritmo, ma che ne meno intendevano la quantità sillabica

de' versi latini, su cui notavano il tempo: L'interlocutore del dialogo

è uno che intende il canto, ma che non sa il valore delle sillabe lunghe

o brevi: onde si scorge che la Musica era allora in tale stato, quale è

al presente; cioè che poteva allora, come adesso da un musico, mettersi

in nota egualmente la prosa che il verso, e fare sillabe lunghe

lunghissime, e brevi brevissime, come dice Mario Vittorino (_de re

metrica_), che alcuni all'età sua facevano nel canto. Il santo dottore

aveva cominciato a scrivere questi libri in Milano l'anno 389:

nell'ultimo di essi egli mostra che la Musica dee innalzare il cuore e

lo spirito ad un'armonia tutta celeste e divina. Parmi di non dover qui

omettere una piccola erudizione, che non s'incontra in veruno degli

Scrittori di musica, per quanti ne abbia io scorsi. S. Agostino in due

luoghi della sua esposizione dei Salmi fa menzione dell'organo a vento

come già in uso a' suoi tempi presso i Greci ed i Latini. “La parola

organo, egli dice (_Enarr. in Psalm. 150 n. 7, et in Ps. 56, n. 16._) è

greca, ed è il nome generico di tutti gli stromenti della musica; ma

dicesi propriamente organo quell'istrumento grande, il quale suona

mediante il fiato dato da' mantici. I Greci a dinotar questo hanno un

nome particolare: ma i Latini secondo l'uso comune, il chiamano Organo.”

AGRICOLA (Martino) cantante di Magdeburgo, nel 1528 pubblicò un'opera

intitolata: _Musica instrumentalis_ in versi tedeschi. Nel 1539 diè in

luce la sua _figural-musik_, e degli _elementi_ di musica in latino:

egli finì di vivere li 10 Giugno 1556, e cinque anni dopo Giorgio Rhaw

di Vittemberga editore delle precedenti opere, stampò un'altra opera

postuma di lui col titolo di _Martini Agricolæ: Duo libri musices_,

Wittemb. 1561, (W).

AGRICOLA (Giov. Feder.) compositore della corte di Prussia in Berlino,

nacque a Dobitschen nel 1718; studiò il dritto nell'università di

Lipsia, e quivi nel medesimo tempo sotto Giov. Sebast. Bach fece i suoi

primi studj in musica. Nel 1741 venne a Berlino, dove ben presto fu

riconosciuto come il primo organista del suo tempo; ivi proseguì i suoi

studj di composizione sotto la guida del cel. Quanz. Dopo la morte di

Graun ottenne la direzione della cappella reale nel 1759, otto anni

avanti aveva egli sposato la celebre cantante Molteni, e morì quindi

d'idropisia li 21 novembre del 1774. Le di costui opere consistono in

scritti didattici, ed in composizioni musicali. Fra' primi distinguonsi,

I. Due lettere, ch'egli fece inserire sotto nome di _Olibrio_, nel

_musico critico delle sponde della Sprèe_. II. _Elementi dell'arte del

canto_, traduzione dell'originale italiano di Tosi, in tedesco, Berlino

1757, in 4º. III. _Esame della quistione sulla preferenza dell'armonia

sulla melodia_, in tedesco (_V. il magazino di Cramer_). Molte

dissertazioni, che si trovano nelle Lettere critiche, e nella Biblioteca

generale. Le sue composizioni sì per la chiesa, che per il teatro sono

assai pregevoli. La di lui vita si trova nelle _Memorie per servire ai

progressi della Musica_ di Marpurg. _Benedetta-Emilia Molteni_ sua

moglie, cantante nel gran teatro reale di Berlino, dove era venuta

l'anno 1724, si era formata nell'arte del canto sotto Porpora, Hasse e

Salimbeni. Nel suo cinquantesimo anno ella cantava ancora, d'una

sorprendente maniera dell'arie di valore, in italiano e in tedesco. Il

dott. Burney dice che aveva una tale estensione di voce, che andava dal

_la_ acuto sino al _re_ grave, il che forma due ottave e mezza.

AGRIPPA (Arrigo-Cornelio) celebre in Germania ed in tutta l'Europa per

la sua vasta erudizione, nato a Colonia nel 1486, e morto a Grenoble nel

1535, nell'indigenza dopo aver figurato tanto non che in Germania, ma

anche in Francia, in Italia e altrove. Nella sua opera _De occultâ

philosophiâ_ egli parla nel capitolo 14 del primo libro: _De musices vi

et efficacia in hominum affectibus, quâ concitandis, quâ sedandis_; egli

tratta egualmente della musica nel decimo settimo capitolo di un'altra

opera: _De incertitudine scientiarum_. _V. Walther._

AHLE (Giov. Rodolfo) borgomastro di Mulhausen, diè a Erfurt nel 1648, un

metodo per il canto, sotto il titolo di _Compendium pro tenellis_, etc.

con note storiche e critiche molto pregiate. Quest'opera ebbe una

seconda edizione nel 1704, per opra di suo figlio _Giov. Giorgio_ morto

l'an. 1707, e che lasciò ancora diverse opere su _l'origine della

musica, e sulla composizione_.

AIGUINO da Brescia, pubblicò nel 1562 in Venezia un'opera, che intitolò

_Musica_, e il _Tesauro illuminato di canto figurato_, Venezia 1581.

AIMON (Pamfilo-Leopoldo), nato a Lisle li 4 ottobre 1779, ebbe per suo

primo maestro il proprio padre, suonatore di violoncello del conte di

Rantzau, ministro di Danimarca, per cui aveva composte delle opere che

sono rimaste manoscritte. Leopoldo fece dei rapidi progressi nella

musica, e all'età di anni 17 dirigeva il teatro di Marsiglia. Non

contento di questi primi successi, applicossi allo studio delle opere

de' più valenti maestri d'Italia e della Germania, e non si diè alla

composizione se non dopo tale studio preliminare. Le opere da lui

composte sino al presente consistono in 24 quartetti e due quintetti,

uno dei quali e nove degli altri sono dati alle stampe. Egli ha scritto

oltracciò pel teatro, e diè recentemente al pubblico un picciolo libro

col titolo di _Etude élémentaire de l'harmonie, ou Nouvelle Méthode pour

apprendre, en très-peu de temps à connaître tous les accords, et leurs

principales résolutions_: cioè “Studio elementare dell'armonia, o sia

Nuovo Metodo per imparare a conoscere in pochissimo tempo tutti gli

accordi, e le loro principali risoluzioni, Parigi 1811, in 18º.”

L'autore prima di pubblicarlo, sottopose questo metodo al giudizio del

celebre Mr. Gretry, il quale non solo ne approvò il fondo, ma ne lodò in

oltre l'ingegnosa maniera, ch'egli aveva scoverta per comporre e

decomporre a suo piacere tutti i diversi modi dell'armonia mercè la

combinazione semplice e chiara che risulta dalla disposizione di 28

Carte solamente, e di formarne tutti i principali accordi composti e

derivati con le principali risoluzioni di tutte le dissonanze, e tutto

ciò senza che vi sia d'uopo dell'altrui soccorso, postochè si abbia

qualche cognizione dei primi principj della musica. “Diversi autori,

dice Mr. Aimon, hanno trattato degli Accordi, della loro teoria e della

loro pratica, fondandosi sopra sistemi più o meno generalmente adottati:

io non mi propongo di confutare i loro differenti sistemi, io li

rispetto tutti: ma mi è parso dopo la lettura delle loro opere, che si

poteva trovare un metodo più succinto, che spogliato di lunghi

ragionamenti, animarebbe a darsi con minore ripugnanza allo studio

dell'Armonia, rendendola più facile.” (_Dans la Pref._) Non bisogna

considerar quest'opuscolo come classico o teoretico, ma solo come

didattico, col di cui ajuto potrà, ciascuno non avendo ancora che i

primi principj di musica, familiarizzarsi in brevissimo tempo con tutti

gli Accordi usati da' nostri migliori autori, e conoscere le loro

principali risoluzioni.

ALARDO (Gugl. Lamperto) teologo protestante, poeta coronato, nacque

nell'Holstein nel 1602. Oltre a più dotte opere pubblicò a Schleusingen

nel 1636, un trattato in 39 capitoli: _De Musicâ veterum_, al di cui

fine vi aggiunse il compendio della musica di Mich. Psello in greco con

la sua versione latina. Egli morì l'anno 1672. (_V. Walther, Heumann

Gonsp. rei liter. Hanov. 1746._)

ALBERICO monaco di Monte Casino, morto in Roma verso la fine

dell'undecimo secolo (secondo il Fabricio circa all'anno 1088.) Oltre a

più opere ch'egli ha lasciate, scrisse ancora un libro _su la Musica_.

(_V. Tiraboschi tom. 3._)

ALBERTO il Grande, dotto vescovo di Ratisbona, dell'ordine dei

predicatori nato a Lavengen nel 1190, della famiglia de' conti di

Bolsted; professò molte scienze alla maniera del suo secolo in Roma, a

Parigi, a Strasburgo ed in Colonia. Egli è autore di più opere tra le

quali trovasi eziandio un trattato: _De Musicâ_, ed un comentario sulla

_Musica di Boezio_. Morì costui nel 1280.

ALBERTO Veneto, così detto dal luogo di sua nascita visse su la metà del

sec. 16 dell'ordine dei predicatori, abbiamo di lui: _Compendium de arte

musices_. (_V. Joecher._)

ALBINO è il primo tra i Latini, che abbia scritto sulla Musica, ma il

suo libro si è perduto. Il di lui _Compendio di musica_, che forse non

era che un estratto degli scrittori armonici de' Greci, esisteva a'

tempi di Cassiodoro. “Mi ricorda, dice egli (_Divin. lect. c. 8._) di

aver posseduto nella mia biblioteca in Roma, e di avere attentamente

percorso il breve trattato di Musica del magnifico uomo Albino, ma che

forse si è ora smarrito per l'irruzione dei Barbari.” Di lui fa anche

menzione Boezio (_lib. 2 de Musica c. 12._)

ALBRECHT (Giov. Lorenzo) poeta coronato dell'imperatore, direttore di

musica nella chiesa principale di Muhlhausen nella Turingia, nacque nel

1732. Filippo-Christof. Rauchfust, organista di Gœrmar, gli diè per

tre mesi le prime lezioni di musica; dopo il 1753 egli studiò di poi la

teologia a Lipsia, e nel 1758 ottenne la carica di cantante e di

direttore a Muhlhausen, dove morì verso l'anno 1778. Egli è autore di

più opere intorno alla musica, fra le quali è da rimarcarsi

l'_Introduzione ragionata ai principj della musica_, 1761 in tedesco.

Molte sue composizioni musicali per chiesa, fra le quali la _Passione di

G. C. secondo gli evangelisti_, e più concerti per clavicembalo,

trovansi stampate a Muhlhausen e a Berlino. Nel terzo vol. delle

_Lettere critiche_ vi ha con più dettaglio la di lui biografia.

ALBRECHT (Giov. Gugl.) dottore e professore in medicina a Erfurt, quivi

nato nel 1703, fece i suoi studj nelle università di Jena e di

Wittemberga. Nel 1734 pubblicò in Lipsia: _Tractatus physicus de effectu

musices in corpus animatum_. Egli fu di poi professore a Gottinga, ove

morì li 7 gennaro del 1736. Mr. Kœstner dice della sua opera, che

l'autore vi tratta d'una gran quantità di soggetti assai meglio di quel

che si era proposto. Egli rapporta diverse guariggioni operate per

effetto della musica, ne assegna le ragioni fisiche, e vi aggiugne delle

buone ed utili osservazioni mediche. Diamone qualche esempio. Una donna

sorda non sentiva affatto proferire le parole, se non quando si

accompagnava il discorso con timpani: onde convenne che suo marito

prendesse al servizio un sonatore di timpani. Ecco la ragione, che

assegna l'A. di questo fenomeno. “In questa donna, egli dice, ed in

altri sordi di simil fatta la membrana del timpano uditorio troppo

rilasciata in maniera che coll'occasione del tremito dalla umana voce

eccitato, si estendesse veramente alquanto, ma non con quella forza, che

richiedevasi, per divenire _omotona_, e perciò concepire e comunicar non

poteva la medesima all'aere interno, e quindi non ne seguiva percezione

alcuna. Ma unendovi lo strepito più forte di quell'istrumento,

distendevasi la membrana, benchè non in quel grado che le lo facesse

intendere ma, che tuttavia bastava a tramandarle e farle ricevere il

tremore prodotto dalla voce umana, e così in fatti chiaramente l'udiva.”

Nelle transazioni filosofiche di Londra del 1678 si rapporta l'istesso

esperimento pei sordi, ed Asclepiade suonò i timpani nelle orecchie di

uomini sordi per ricomporre loro l'udito con lo scuotimento de' nervi.

Nei morbi di melanconia, dice ancora Albrecht, di avere trovata la

musica un rimedio molto efficace. “Certuno, dice egli, di un

temperamento assai melanconico, e non in tutto ignaro di musica,

trovavasi così nojato dai diversi generi di medicamenti de' quali aveva

fatto uso, che altri non voleva più usarne, quando preso una volta da un

molto grave parossismo, ansiosamente mi richiese, che gli prescrivessi

un solo ma energico medicamento. Null'altro allora io gli prescrissi che

la seguente ricetta fattagli udire in musica: _geduldig, fröhlich

allezeit_: cioè _Siate sofferente, ed allegro sempre_. All'udirla

l'infermo proruppe in un così grande scroscio di risa, che saltò ben

tosto allegro dal letto, e libero appieno del suo male.” La melodia

della quale qui si parla, trovasi in note presso Prinz _Hist. musicæ_

Cap. 14. § 53.

ALBRECHTSBERGER (Giov. Giorgio) nato a Klosterneuburg apprese

l'accompagnamento e la composizione sotto Monn organista della corte,

posto, ch'egli stesso conseguì poi nel 1772 nel quale anno fu nominato

membro dell'accademia musicale di Vienna; nel 1793, divenne maestro di

cappella della cattedrale di S. Stefano di Vienna, e nel 1798

dell'accademia di musica di Stockolm. Albrechts-Berger era uno de' più

dotti contrappuntisti moderni, egli ha formati un gran numero di

allievi, fra' quali distinguesi l'ill. Mr. Beethoven. Haydn aveva per

lui la più grande stima, e dicesi che consultavalo su le sue opere. Morì

li 7 Marzo 1803. Egli compose per chiesa un oratorio in tedesco a 4

voci, e per la società di musica di Vienna, 20 mottetti e graduali in

latino. La più parte della sua musica instrumentale è stampata in

Vienna. Il suo _trattato elementare di composizione_, pubblicato in

lingua tedesca a Lipsia nel 1790, è una delle migliori opere, e

relativamente alla generazione de' tuoni, all'armonia e al contrappunto

moderno è quel che era per gli antichi il _Gradus ad parnassum_ di Fux;

ma è questo molto più metodico ed assai meglio disposto dell'opera di

quest'ultimo.

ALBRICI (Valentino) cel. compositore italiano sul principio del secolo

18, lasciò un _Te Deum_ a due cori, di cinque voci ciascuno, a grande

orchestra. _V. il cat. di Breitkopf._

AL-BUFARAGIO Scrittore arabo assai dotto del decimo secolo, che al

riferire dell'ab. Andres, scrisse un _libro di elementi di Musica_, ed

una _raccolta di tuoni_ (_Dell'orig. ec. tom. 2._)

Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de' più celebri artisti, vol. 1 Di tutte le nazioni sì antiche che moderne · 第 4 / 16 段