AP. Noi desideriamo d'intendere le nuove da te, conciossiachè Fronimo
qui ed io siamo venuti qua per udire insieme con esso teco la Strega
delle cose che si fanno nell'altro mondo, se te ne contenti però.
STREGA. Ohimè!
DIC. Sta di buono animo, parla senza paura, e non dubitare ch'io ti
manterrò che non ti sarà fatto mal nissuno, come t'ho promesso, se tu
dirai liberamente tutte le tue ribalderie, che ad ogni modo non le
puoi celare perchè ho testimonj, e principalmente te delinquente, la
quale massimamente ho desiderata.
STR. Io ho detto; perchè mi tormentate più?
DIC. Bisogna replicare, non pure in presenza di due o tre testimonj,
ma di molti: e poi anco di tutto il popolo, se tu vuoi scampare il
martoro, a che ti condannano le leggi. M'hai promesso di fare tutto
quello che io ti comanderò, ed io per questo t'ho promesso non ti
mettere nelle mani del Potestà, che ti faccia abbruciare secondo il
costume antico. Ora io non ti comando altro se non che tu racconti le
cose che facevi con i demonj quando eri in corso, o vero nel giuoco di
Diana.
STR. O giuoco per me amarissimo! O infelice donna che io sono!