La metropoli più cospicua della Calabria sotto i Greci fu la Chiesa
di Reggio. I Patriarchi di Costantinopoli al Trono loro l'avean
sottoposta, e come si vide nel sesto libro di quest'Istoria, le aveano
assegnati tredici Vescovi suffraganei, i Vescovi di Bova, di Tauriana,
di Locri, di Rossano, di Squillace, di Tropeja, di Amantea, di Cotrone,
di Cosenza, di Nicotera, di Bisignano, di Nicastro e di Cassano.
Restituita poi da' Normanni questa metropoli al Trono romano, ritenne
la medesima dignità, onde nelle antiche carte istromentate a' tempi
di questi Normanni, e spezialmente del Duca Roggiero intorno l'anno
1086 si chiamano sempre Arcivescovi; e Gregorio VII intorno l'anno
1081 consecrò Arcivescovo Arnulfo, a cui il Duca Roberto fece profuse
donazioni, arricchendo la sua Chiesa di molti beni. In decorso di tempo
perdè poi alcuni di questi suoi Vescovi suffraganei.
Il Vescovo di Rossano, restituite queste Chiese al Trono romano, fu
innalzato a Metropolitano, e nei tempi di Roggiero I Re di Sicilia,
e poco prima, Rossano fu renduta sede arcivescovile: ond'è che fra le
memorie, che oggi ci restano di Papa Innocenzio III e dell'Imperador
Federico II, spesso degli Arcivescovi di Rossano si favella. Fu
questa Chiesa la più attaccata al rito greco, ed ancorchè fosse stata
restituita al Trono romano, non volle mai abbandonarlo; tanto che i
suoi cittadini non vollero rendersi al Duca Roggiero, se prima non
concedesse loro un Vescovo del rito greco; poichè questo Principe ne
avea nominato un altro del rito latino in vece dell'ultimo, ch'era
morto, onde Roggiero gli concedette il greco[127]. Ebbe sette monasteri
dell'Ordine di S. Basilio, onde tanto più la lingua ed i greci riti
si mantennero in quella. Le furono ancora date alcune Chiese per
suffraganee; ma da poi furon tutte sottratte, poichè alcune passarono
sotto la immediata soggezione di Roma, ed il Vescovo di Cariati, che
l'era rimaso, passò poi sotto il Metropolitano di S. Severina, tanto
che ora Rossano, non men che Lanciano, non ha suffraganeo alcuno.
Il Vescovo di Cosenza fu pure sottratto dal Metropolitano di Reggio,
e passò sotto quello di Salerno, ma poi anch'egli, come si disse, fu
innalzato a Metropolitano. Gli altri parte furon soppressi, come quello
di Tauriana, ora disfatta, nel cui luogo è succeduta Seminara, parte
passarono sotto altri Metropolitani; ed ora le restano i Vescovi di
Bova, di Cassano, di Catanzaro, di Cotrone, di Gerace, di Nicastro, di
Nicotera, di Oppido, di Squillace e di Tropeja.
Il Metropolitano di S. Severina al Trono costantinopolitano sottoposto,
restituito al romano, ritenne pure la medesima prerogativa, e nelle
carte date ai tempi del Duca di Calabria Roggiero si ha memoria
degli Arcivescovi di questa città. Dal Patriarca di Costantinopoli
gli furon dati cinque Vescovi per suffraganei; ma da poi quello
d'Acerenza fu renduto Metropolitano, l'altro di Gallipoli passò
sotto il Metropolitano d'Otranto, ed alcuni soppressi; ma in lor vece
essendosene altri creati, si vede ora il Metropolitano di S. Severina
avere per suffraganei i Vescovi di Cariati, d'Umbriatico, di Strongoli,
d'Isola, e di Belcastro. Teneva ancora il Vescovo di S. Lione, ma
fu poi soppresso, e le sue rendite furono unite alla metropoli: avea
eziandio i Vescovi di Melito e di S. Marco, ma questi furon sottratti,
e posti sotto l'immediata soggezione di Roma.