I miei occhi caddero su questo periodo:

«Da che muovono i grandi avvenimenti? A S. Menehould,[1] questo nome

ricorda al nostro Sancho Pança, «coronato i famosi piedi di porco!»

Non sarà mai detto che egli sia passato da San Menehould, senza

aver mangiato sul luogo i piedi del majale. E’ non si ricorda più il

proverbio _plures occidet gula quam gladius_. Il tempo per preparare

questa refezione gli riuscì fatale.»

— Simili ingiurie non meritano che il disprezzo, dissi.

Ma essa senza ascoltarmi:

— Vedendo trattare così un loro fratello, esclamò, tutti i re non si

alzano e non fanno voto di volgere su Parigi, e non lasciar pietra

sopra pietra in quella città maledetta! Oh! re, famiglia di vili, non

vedete voi dunque che la vostra causa si discute là? Sir William!

— Signora, disse sir William facendo un inchino.

— Ritornate subito a Napoli?

— Se Vostra Maestà lo desidera.

— Sì, lo desidero: e potete darmi un posto nella vostra carrozza?

— Sarà un grande onore per me, signora.

— No, no, anzi meglio... partite e noi vi seguiremo in un quarto d’ora,

andate a palazzo e dite, vi prego, in mio nome al re di radunare il

consiglio. Voglio parlare a tutti quegli uomini; non veggo tutti questi

preparativi di guerra, e però siamo entrati in trattative con nostro

fratello Leopoldo, sarebbe una vergogna che egli fosse pronto e noi

no; andate sir William, andate, e cercate di sapere se possiamo contare

sull’Inghilterra.

In generale quando la regina parlava così aveva un tale potere di voce,

e una tale dignità nel suo gesto, una tale maestà nelle sue parole, che

quelli che l’ascoltavano non potevano più che obbedirla.

Sir William si limitò a salutarla, salì in carrozza, e gridò al

cocchiere: al palazzo reale, e di carriera.

Circa un quarto d’ora dopo, come aveva detto la regina, ci mettemmo noi

pure in carrozza e lo seguimmo.

Memorie di Emma Lyonna, vol. 4/8 · 第 12 / 24 题