[13] Se anco dettando racconti, io mi studio, per quanto so,
pigliare cura della lingua, sia procurando rimondarla da modi e
voci barbari, sia rimettendo in uso parole obliate, sia
raccogliendone altre sfuggite alla diligenza dei Collettori,
confido non cavarne biasimo; molto più che per le scritture
degli ufficiali del Governo, le dicerie dei parlatori nel
Parlamento, e lo scombiccherare della più parte dei giornalisti,
se lo idioma nostro non diventa il _gergo franco_ adoperato su
per gli scali del Levante, e' vuol essere un vero miracolo di
Dio. Però parmi bene notare qui, che nelle pagine antecedenti
adoperai la parola _sgallinare_ la quale non mi occorse
registrata nei Vocabolari delle lingue; tu la troverai nel t.
VIII, pag. 81 delle opere di N. MACCHIAVELLI ed. Conti. --
Niccolò aveva domandato ai Signori Dieci, durante la legazione
al Valentino, gli mandassero 50 ducati, e 16 braccia di damasco
nero per farne presente, e questi mandarongli i ducati e il
damasco; Biagio Bonaccorsi scrivendo a Niccolò il 12 Dicembre
1502, rispetto a queste sedici braccia di damasco, avvertiva: =
voi _sgallinerete_ pure un farsetto da questo drappo,
tristaccio, che siete! = Onde e' sembra che stia a significare:
buscare su, o avvantaggiarsi con malizia; ed io lo reputo modo
vivo e pieno di acconciatezza da meritarsi che si rimetta in
onore.
Qui mi valsi della parola _riportare_ nel senso di richiamarti a
mente, o tornare a rappresentarti la idea di una cosa: nei
Vocabolari non trovai attribuito simile significato a questa
parola, bensì nella canzone su la Gatta di Francesco Coppetta
gentiluomo perugino, assai valoroso poeta del secolo
decimoquinto:
_«Se per casa giocondo al par di lei_
_«Qualche Gattino almeno mi restasse,_
_«Che me la_ riportasse
_«Nello andar, nella voce, al volto, e ai panni_.