Il risveglio Cattolico mentre commoveva il cuore del Tasso, e vi
confermava il sentimento religioso, già alimentato in lui dalla
naturale disposizione alla malinconia, alla ipocondria, alla
solitudine, colpiva in modo straordinario la sua immaginazione. La
_Direzione_ spirituale cattolica, che ha variato sistema secondo i
diversi paesi e le differenti epoche, nella seconda metà del secolo XVI
fece appello sopratutto alla _immaginazione_: la direzione metodica e
meccanica della immaginazione, fu il gran segreto dei Gesuiti. L'idea
della morte e del giudizio — l'idea dei quattro _nuovissimi_, fu
impressa come con un ferro rovente, nell'intelletto e nel cuore dei
vecchi e nuovi credenti.... e, non temete — passi pure sopra un'anima
umana tutto il torrente delle passioni, e tutte le lusinghe della vita
mondana — nei grandi momenti, in un grande dolore, all'appressar della
morte, la impressione prima ed incancellabile riapparirà. Quei gesuiti
non dicevano sulle sorti umane, sull'effimero soffio della vita, sulla
terribile e inevitabile imminenza della morte, nulla più e nulla meglio
di quello che avevano detto san Paolo e sant'Agostino e l'_Imitazione_:
— di quel che, dopo loro, diranno Pascal e Bossuet, _Poliuto_ ed
_Amleto_ — ma santo Ignazio ed i suoi fecero diretto e quasi esclusivo
appello alla immaginazione — e un poeta nervoso, delicato, malato
come Torquato Tasso, se provò in vita le intime consolazioni, e in
morte le sublimi speranze della religione — patì anche degli scrupoli,
delle ansie, dei terrori religiosi — e si mise nelle mani della stessa
_Inquisizione_, che ebbe più giudizio di lui, e lo rimandò benedetto e
assoluto.
Il Tasso però non fu mai nè fanatico nè intollerante. Esalta i
Cristiani — ma non gli ripugna attribuire e sentimenti gentili e
virtù eroiche ai Musulmani stessi: testimoni Clorinda, Solimano ed
Argante. Egli era, come tutti i grandi poeti, uno spirito dialettico
— un conciliatore. Egli conciliava ogni antitesi, nel suo istinto
divino dell'armonia. Non ha odî nè intolleranze, perchè tutto capisce
e tutto comprende nel musicale suo istinto. Ripeto, è il più lirico
personale e musicale ingegno del secolo XVI: e qui consiste il suo
magnetismo, il suo modernismo. _Ceci tuera cela_. La musica uccise
la plastica. La musica è nata nei due paesi dove istintivamente si
canta, dov'è naturale ed ingenito il senso del ritmo — in Italia e in
Germania. Religiosa, e un po' molle e voluttuosa col Palestrina al
sud, è tradotta in poesia da Torquato Tasso; — religiosa, ma severa
e trascendentale al nord con Sebastiano Bach, è espressa nel verso da
Milton. Ma nel vecchio sud e nel giovine nord, la musica interpreta il
_sentimento_: in Italia, più spontanea e melodica — in Germania, più
profonda ed armonica. Fra le due, l'Austria le concilia ed esprime,
con Gluck e Mozart; e da allora la musica diventa cosmopolita ed
universale. Come la scultura e la pittura esprimevano la forza,
la euritmia, la visione netta e precisa delle forme e dei colori,
nell'uomo del _Rinascimento_; — così la musica esprime i sogni, le
aspirazioni, le inquietudini, gli entusiasmi divini, e i terrori e gli
abbattimenti mortali dell'uomo moderno: da Palestrina a Wagner, dal
Tasso ad Enrico Heine.