V.

Il risveglio Cattolico mentre commoveva il cuore del Tasso, e vi

confermava il sentimento religioso, già alimentato in lui dalla

naturale disposizione alla malinconia, alla ipocondria, alla

solitudine, colpiva in modo straordinario la sua immaginazione. La

_Direzione_ spirituale cattolica, che ha variato sistema secondo i

diversi paesi e le differenti epoche, nella seconda metà del secolo XVI

fece appello sopratutto alla _immaginazione_: la direzione metodica e

meccanica della immaginazione, fu il gran segreto dei Gesuiti. L'idea

della morte e del giudizio — l'idea dei quattro _nuovissimi_, fu

impressa come con un ferro rovente, nell'intelletto e nel cuore dei

vecchi e nuovi credenti.... e, non temete — passi pure sopra un'anima

umana tutto il torrente delle passioni, e tutte le lusinghe della vita

mondana — nei grandi momenti, in un grande dolore, all'appressar della

morte, la impressione prima ed incancellabile riapparirà. Quei gesuiti

non dicevano sulle sorti umane, sull'effimero soffio della vita, sulla

terribile e inevitabile imminenza della morte, nulla più e nulla meglio

di quello che avevano detto san Paolo e sant'Agostino e l'_Imitazione_:

— di quel che, dopo loro, diranno Pascal e Bossuet, _Poliuto_ ed

_Amleto_ — ma santo Ignazio ed i suoi fecero diretto e quasi esclusivo

appello alla immaginazione — e un poeta nervoso, delicato, malato

come Torquato Tasso, se provò in vita le intime consolazioni, e in

morte le sublimi speranze della religione — patì anche degli scrupoli,

delle ansie, dei terrori religiosi — e si mise nelle mani della stessa

_Inquisizione_, che ebbe più giudizio di lui, e lo rimandò benedetto e

assoluto.

Il Tasso però non fu mai nè fanatico nè intollerante. Esalta i

Cristiani — ma non gli ripugna attribuire e sentimenti gentili e

virtù eroiche ai Musulmani stessi: testimoni Clorinda, Solimano ed

Argante. Egli era, come tutti i grandi poeti, uno spirito dialettico

— un conciliatore. Egli conciliava ogni antitesi, nel suo istinto

divino dell'armonia. Non ha odî nè intolleranze, perchè tutto capisce

e tutto comprende nel musicale suo istinto. Ripeto, è il più lirico

personale e musicale ingegno del secolo XVI: e qui consiste il suo

magnetismo, il suo modernismo. _Ceci tuera cela_. La musica uccise

la plastica. La musica è nata nei due paesi dove istintivamente si

canta, dov'è naturale ed ingenito il senso del ritmo — in Italia e in

Germania. Religiosa, e un po' molle e voluttuosa col Palestrina al

sud, è tradotta in poesia da Torquato Tasso; — religiosa, ma severa

e trascendentale al nord con Sebastiano Bach, è espressa nel verso da

Milton. Ma nel vecchio sud e nel giovine nord, la musica interpreta il

_sentimento_: in Italia, più spontanea e melodica — in Germania, più

profonda ed armonica. Fra le due, l'Austria le concilia ed esprime,

con Gluck e Mozart; e da allora la musica diventa cosmopolita ed

universale. Come la scultura e la pittura esprimevano la forza,

la euritmia, la visione netta e precisa delle forme e dei colori,

nell'uomo del _Rinascimento_; — così la musica esprime i sogni, le

aspirazioni, le inquietudini, gli entusiasmi divini, e i terrori e gli

abbattimenti mortali dell'uomo moderno: da Palestrina a Wagner, dal

Tasso ad Enrico Heine.

La vita Italiana nel Cinquecento: Conferenze tenute a Firenze nel 1893 · 第 82 / 116 题