VI.

L’ordinamento politico di Cipro (56).

Quale ci apparisce intanto l’ordinamento politico, che a Cipro fu dato

dal governo romano?

Catone, lo avvertimmo, non aveva sul proposito recato disposizione

alcuna, e forse una misura di tal genere non era per allora rientrata

fra le cure del popolo e del senato romano. Se non che, nell’anno

medesimo, in cui quegli avea fatto ritorno da Cipro, il governo della

Cilicia era sorteggiato dal console P. Cornelio Lentulo Sfintere[424],

cui, come tale, veniva, per legge, quell’anno stesso, affidata la

luogotenenza di Cipro[425].

L’infelice isola, più infelice ancora della Cirenaica, perdeva così,

d’un tratto, la propria indipendenza, e le speranze dei suoi cittadini

di assurgere almeno agli onori di una relativa autonomia venivano

duramente frustrate. Ed era ragionevole che così fosse. La Roma del

56 poteva qualcosa di più della Roma del 94, come l’Egitto d’adesso

qualcosa di meno dell’Egitto, che avea visto regnare Filometore. Il suo

monarca, profugo e spodestato, era diggià venuto a cercare asilo nelle

braccia del popolo romano. Nulla quindi a temere da codesto lato, del

pari che dalla pericolosa, ingorda ambizione di un governatore. Cipro

era una quantità trascurabile come territorio, nonchè, (dopo la recente

espilazione), come fonte d’immediata ricchezza. Continuava per contro

a valere indiscutibilmente quale chiave del Mediterraneo. Il tempo

avea maturato ciò che Evergete avea fatto sperare durante i lunghi

anni della sua guerra civile, e senato e popolo non avevano ragione

di esitare, nè esitarono a raccogliere il frutto agognato dei loro

desiderî e del trascorso affacendarsi di altre età.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 90 / 118 题