VII.

Pompeo in Oriente e l’Egitto (63).

Ma la soluzione della vertenza egizia era oramai di più che urgente

necessità, non solo per il senato, ma eziandio pel re, che si era

insediato sul trono di Alessandria. Quando Pompeo infatti, debellato

Mitridate, si trovò padrone di tutta la Grecia e dell’Oriente asiatico,

Aulete dovette accorgersi di trovarsi al paragone privo di qualsiasi

riconoscimento ufficiale da parte del governo romano, e, pur troppo,

impegnato con vincoli di non ricusata parentela col disfatto re del

Ponto. Ma l’abilità diplomatica, tradizionale alla corte dei Lagidi,

non venne meno, neanche in questo, che sembrava il più pericoloso dei

frangenti.

Quando il generale romano ebbe lasciato Damasco, inoltrandosi verso la

Celesiria, il re egizio si affrettò ad inviargli un’ambasceria, che

doveva essere foriera di grandi successi. Carica di denari[374] e di

forniture per l’esercito, recante in dono al generale una corona di

ben quattro mila pezzi d’oro, essa viaggiava col lusinghiero incarico

di pregarlo ad accorrere rapidamente alla repressione di una rivolta,

scoppiata, pochi giorni prima, in Egitto (63).

Era un voler pigliare due colombi ad un favo. Da un lato si veniva così

a placare l’ira del vincitore di Mitridate, dall’altro, nel caso di una

cavalleresca accettazione dell’invito, Aulete si sarebbe aperta intera

la via al riconoscimento del suo dominio in Egitto. Come tutte le

audacie, l’ambasceria del Lagida lasciava anch’essa adito al pericolo

di un violento spodestamento da parte di colui che s’invocava come

protettore, ma non era certo quella l’occasione di guardar tanto per il

sottile, e, costretta a scegliere tra soluzioni impossibili, la corte

di Alessandria ebbe il merito di appigliarsi alla meno pericolosa.

Pur troppo, la fortuna non arrise pienamente. L’ira del generale fu

placata, ma nessuna voglia di viaggiare in Egitto potè suscitarsi nel

di lui animo riboccante di vanagloria[375]. Dovette trattenerlo sia

una naturale diffidenza verso il cortese invito del Tolomeo, sia la

preoccupazione delle responsabilità, di cui si sarebbe caricato di

fronte alle varie opinioni dei suoi cittadini[376]. Per ora intanto

l’Egitto era salvo e la benevolenza del più cospicuo personaggio

politico romano accaparrata per l’avvenire.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 81 / 118 题