Mitridate cerca di legare l’Egitto ai propri interessi (87). Silla e
Tolomeo Alessandro IIº (81). L’Egitto testato al popolo romano? (81).
Ma il timore di Mitridate non era stata forse l’unica ragione della
condotta della corte alessandrina. Nell’animo del Tolomeo avea forse
potuto brillare la lontana speranza di una riscossa. Il grande sogno
mitridatico di stringere e agitare tutto l’Oriente contro Roma non
poteva avverarsi, se la più temibile di quelle potenze, l’Egitto, non
avesse prestato il suo aiuto. La corte di Alessandria avea compreso
la gravità di tale disegno, nè più rassicurandola la fiducia di altre
volte nella vittoria delle armi romane, poco bramosa di compromettersi,
aveva, per allora, serbato la più scrupolosa ed imbarazzante
neutralità. Ma, il piano di Sotero IIº non coincideva sicuramente con
quello di Mitridate, il quale tentò un mezzo estremo per trascinare
l’Egitto e tagliargli ogni via di ritirata.
Nello stesso anno[319], in cui Silla partiva alla volta dell’Oriente,
Mitridate conduceva seco da Coo, dove l’avola Cleopatra l’aveva
deposto, il figlio di Tolomeo Alessandro IIº, che egli si apparecchiò
ad educare regalmente al suo fianco[320]. Ma, a infrangere tutte le
speranze del re del Ponto, il giovane erede, divenuto adulto, fuggiva
dal suo benefattore nelle braccia del generale romano, e questi,
nella speranza di averselo amico, e, fors’anco, di trarne ingenti
guadagni, dopo averlo condotto a Roma[321], lo riponeva più tardi sul
trono d’Egitto, dove allora mancava l’erede maschile, eccitandolo
all’assassinio della reggente[322] (81). Tale atto causò la di
lui uccisione in una sanguinosa rivolta degli Alessandrini, a soli
diciannove giorni di distanza dal suo insediamento, mentre, in memoria
dell’inestimabile beneficio ottenuto, correva fama che egli, con atto
nuovo e memorabile, avesse in anticipazione istituito erede del proprio
regno il popolo romano[323].