Esito della guerra civile d’Egitto. Sua cronologia.
Tolomeo Filometore con forze di gran lunga superiori chiuse il fratello
nella cipria città di Lapeto sì che questi fu costretto a capitolare
ed a rendersi prigioniero. Filometore però non volle abusare nè della
sua buona fortuna, nè della pazienza del governo romano, e concesse ad
Evergete forse più di quello, che questi aveva sempre richiesto. Oltre
a promettergli la figlia in isposa[254], lo rimise al governo della
Cirenaica, con il diritto di un reddito annuo di una data quantità di
frumento[255], assegnandogli inoltre l’amministrazione di parecchie
città cipriote[256].
Quale potè essere la data di siffatto accomodamento? L’Engel[257]
opina per gli anni 152-151, durante i quali noi vediamo Filometore
appoggiare Alessandro Bala contro Demetrio Sotero in Siria ed inviare
a tale uopo un esercito in di lui aiuto[258]. «Difficilmente, egli
osserva, Filometore si sarebbe impegnato in una guerra estera, se
avesse avuto da temere così lunga guerra all’interno». Se non che
la forza di tale argomentazione cade subito, quando si pensa che
Alessandro Bala era, come vedremo, il favorito del senato romano contro
Demetrio, di quel senato, che, oltre ad aizzare Evergete contro il
fratello, avrebbe, un giorno o l’altro potuto accorrere in favore del
medesimo. A scongiurare la gravità di un tale pericolo, Filometore
poteva, anzi doveva, seguendo l’usata abilità diplomatica della corte
alessandrina, compiere un atto, che avesse esplicitamente dimostrato
come quel Filometore, contro cui Roma drizzava i suoi odi, non faceva
in Oriente se non i voleri e gli interessi di Roma medesima. In tal
caso la nuova guerra colla Siria, tutt’altro che un nuovo imbarazzo,
nel quale fosse imprudente immischiarsi, si tramutava in un’abile
mossa difensiva contro la lontana, oscura nemica d’oltre mare. Certo
però le susseguenti imprese estere del Lagida, prima in favore del
succitato Alessandro (152), poi contro Demetrio IIº di Siria (147) e
infine contro lo stesso Alessandro in favore del Demetrio in discorso
(147)[259], dimostrano come l’era dei pericoli interni fosse oramai
felicemente chiusa. Questo stesso anno 147 segna inoltre la morte di
Filometore; ma, poichè le fonti ci dànno come anteriore, sia pure di un
numero indefinito di anni, la conciliazione col fratello, ne segue che
essa dovette, e di parecchio, precederlo.