Nuovo decreto del senato. Suo platonismo.
Concessaglisi un’udienza, egli accusò il fratello di avere attentato
alla propria vita ed offerse la testimonianza delle proprie cicatrici.
Anche questa volta assistevano ambasciatori di Filometore, recatisi a
Roma allo scopo di confutare le esagerazioni di Evergete, ma il senato
vietò loro la parola e spedì subito una nuova ambasceria di cinque
membri, fra cui il solito Gneo Merula e un tal L. Minucio Termo, che
noi avremo occasione d’incontrare più tardi, fornendo ciascuno di
quinquiremi per riporre definitivamente Evergete sul suolo di Cipro ed
in tal guisa tagliar corto alla vertenza. Al tempo stesso invitava gli
alleati di Grecia e di Asia a porgere aiuti al monarca protetto[251].
Questa lesineria delle proprie legioni, questa simulata neutralità, che
adesso, come negli anni precedenti, il senato volle serbare rispetto
alla questione d’Egitto, non fu però frutto esclusivo di deliberato
proposito calcolatore, ma altresì conseguenza della contemporanea
situazione estera dello stato romano.