III.

L’ambasceria romana ed Evergete alla volta d’Egitto.

Sembra però che nè questi, nè gli ambasciatori, e forse neanco il

senato, abbiano sul serio creduto alla raccomandazione di non usare

delle armi, ma di procedere soltanto per vie diplomatiche. Il principe

infatti, pervenuto in Grecia in compagnia degli ambasciatori, si

affrettò ad arrolare soldati; indi, dopo una breve sosta nell’Asia

Minore, a Perea, navigò alla volta di Cipro. Qui soltanto gli

ambasciatori si risovvennero dell’ingiunzione senatoria, e, oppostisi

al trasporto delle milizie, cercarono altresì di persuaderlo a

rinunciare pel momento ad un approdo in Cipro. Essi promettevano

di recarsi direttamente da Filometore per patrocinare la di lui

causa e tornare quindi a ricondurlo dai confini della sua Cirenaica

alle spiagge di Cipro. Evergete, convinto, annuì e gli ambasciatori

ripartirono alla volta di Alessandria, lasciando presso il principe

uno dei loro, Gneo Merula. Insieme con questo Evergete si recò a

Creta, donde tornò di nuovo ad arrolare mercenari. Di là, passato in

Libia, ancorò nel porto di Api, in attesa del ritorno dell’ambasceria

romana[247].

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 51 / 118 题