VI.

Viaggio dell’ambasceria romana ad Antioco (168). Fine della IIIª guerra

macedonica.

Sembra però che la commozione non sia stata troppo grande nè nell’animo

dei senatori, nè in quello degli emissari. Tutt’altro che veleggiare

rapidamente alla volta dell’Egitto, Popilio ed i suoi compagni

si fermarono a Delo ad attendervi l’esito della pendente guerra

macedonica; e, poichè Antenore, l’ammiraglio di Perseo, avea bloccato

in parte le Cicladi per impedire all’esercito romano ogni comunicazione

d’armi e di vettovaglie, Popilio, cangiate le vesti di ambasciatore in

quelle di ufficiale, vi s’indugiò a lungo a proteggere, con le galee

del re Eumene di Pergamo, tutti i legni minacciati da Antenore. Sì che

quando giunse la notizia che Perseo era già stato disfatto a Pidna,

(fine del 168), egli era ancora a Delo a scortare i vascelli, che

dovevano veleggiare verso la Macedonia. Finalmente risolse di avviarsi.

Ma già a mezza strada, preferì un’altra volta indugiare qualche giorno

a Rodi per esporre a quella cittadinanza i gravi risentimenti del

senato contro l’atteggiamento della medesima, durante la scorsa guerra

macedonica. Fatto ciò, ripartì alla volta d’Egitto[223].

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 44 / 118 题