Nuova ambasceria egiziana (191).
Nell’anno 191 giungevano infatti in Italia nuovi ambasciatori egiziani,
recanti al senato oro ed argento e dichiaranti il loro re pronto a far
muovere tutto l’esercito verso l’Etolia per congiungerlo alle truppe
romane.
L’atto era vile e disonesto, ma, come sempre, tutt’altro che ingenuo.
Giacchè era stato inscongiurabile che i Romani penetrassero nelle acque
e nelle terre orientali, occorreva all’Egitto non rinunziare facilmente
al prossimo bottino. Ma il senato rese la pariglia a tanta fine
abilità diplomatica. Come già nella scorsa guerra macedone, esso tornò
placidamente a ringraziare ed a rifiutare[197].