Contemporanee devastazioni di Antioco di Siria sui territori egiziani
nell’Asia e nell’Asia Minore.
Mentre Roma era occupata con Filippo, l’Egitto veniva ridotto a mal
partito dalle armi di Antioco IIIº di Siria. Secondo i patti stabiliti
col re di Macedonia nell’alleanza del 201 egli avrebbe dovuto aiutarlo
nell’ideata conquista dell’Egitto.
Così infatti era avvenuto.
Al 201 Antioco aveva invaso ed occupato, quasi senza resistenza, la
Celesiria[171], la quale era caduta definitivamente in suo potere
dopo la disfatta del Panius subita dal generale egizio Scopa[172],
mentre contemporaneamente egli invadeva i possessi egizi della
Siria, della Fenicia e della Palestina[173] (199). Tolomeo Epifane,
temendo di peggio, chiese subito la pace, ed il suo avversario gliela
concesse a patti onorevoli, fidanzando, tra l’altro, al medesimo la
figlia Cleopatra, cui prometteva in dote tutte le recenti conquiste
(198)[174].
Se non che, nella primavera del 197, il re siro, dopo un inverno
passato in Antiochia, avea marciato verso l’Asia Minore. Quali fossero
i suoi progetti è ben difficile affermare. Probabilmente però egli,
che già avea riconquistato i territori dei suoi antenati nell’Asia
propriamente detta, mirava a rioccupare quelli che i medesimi avevano
già dominato nell’Asia Minore fino a che l’Egitto l’avea consentito.
Conquistò innanzi tutto le città della Cilicia: Afrodisia, Soli,
Zefirio, Mallo, Selinunte, Coracesio, Corico etc.[175]. Indi, varcata
la Pamfilia, era penetrato in Licia, conquistando Andriace, Limira,
Patara, Xanto[176]. Allora il re della Macedonia era stato battuto
a Cinocefale, e l’occasione era più che mai propizia per muovere
su quegli antichi territori egiziani, o caduti in mano di Filippo o
destinati ad essere dichiarati autonomi.
Dalla Licia egli s’era quindi avviato verso la Caria. Stratonichea,
occupata dai Macedoni, la donò ai Rodiani, coi quali adesso, per
non avere impacci, si trovava in tacita concordia, mentre questi
riscattavano i possessi egizi di Cauno, Mindo e Alicarnasso[177]. Iasso
aveva riconosciuto il suo alto patronato[178]; indi, penetrato nella
Ionia, si era installato in Efeso, il più importante degli antichi
possessi egiziani[179]. Di là avea marciato verso l’Ellesponto: Abido
gli aveva aperto le porte[180], Madito era caduta l’anno appresso,
(196), dopo breve e debole resistenza. Indi, occupata Sesto e le
rimanenti città del Chersoneso, egli le aveva fortificate insieme con
Lisimachia, da recente devastata dai Traci[181].
In quel frattempo (197), giungeva a Roma una nuova ambasceria
egiziana allo scopo di rammaricarsi presso il senato della condotta del
re di Siria nell’Asia Minore[182].