V.

Possessi egizi in Asia e in Asia Minore. Conquista macedone dei

medesimi.

La nuova ambasceria egizia avea preceduto il ritorno dell’altra romana,

più volte accennata[127], e di cui faceva parte M. Emilio Lepido,

da Giustino presunto tutore del re d’Egitto. Mentre questa, intanto,

lasciata la corte del Tolomeo, soggiornava a Rodi, apprendeva la non

lieta novella che Filippo avea posto l’assedio ad Abido (200).

Tale fatto era l’episodio principale di una serie di operazioni

militari, che il re di Macedonia aveva iniziato e s’apparecchiava a

continuare sui territori egiziani dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia

Minore, mentre Antioco di Siria si sarebbe occupato di quelli asiatici

propriamente detti per venire, con un’abile mossa, ad attaccare

l’Egitto da due parti.

L’impero dei Lagidi era allora pressochè tale quale l’aveva reso

Tolomeo Evergete Iº, al colmo cioè della sua materiale grandezza.

In Europa comprendeva la costa sud della Tracia, dal fiume Nesto al

Chersoneso[128], l’Ellesponto[129], probabilmente Lesbo[130], Samo, ove

stavano ancorati presidii navali egiziani[131], le Cicladi, Cipro[132]

e parecchie città cretesi, su cui aveva diritto al protettorato[133].

Nell’Asia Minore i Lagidi possedevano della Ionia continentale, Mileto,

Priene ed Efeso, ove tenevano acquartierate delle guarnigioni[134],

città costiere e città interne della Caria[135], quasi tutta la

Licia[136], parte forse della Pamfilia e della Cilicia[137]. In Africa,

la Libia[138], Cirene e le città adiacenti[139]; nell’Asia propriamente

detta, tutta la Celesiria e la Fenicia sino all’Eleutero[140], la

Siria sud[141] e, tra l’altro, in Palestina[142], Samaria[143] e

Galilea[144].

Nè erano state delle voglie ideali di supremazia politica a sospingere

l’Egitto in quelle regioni. Frequentissimo, come abbiamo veduto[145],

era il suo commercio con le città greche e le isole dell’Egeo; nè

altrimenti poteva dirsi dei rapporti del medesimo col litorale del Mar

Nero e dell’Asia Minore[146], dove la corte Alessandrina si trovava

a fronte di partiti e pretensioni macedoni, accese da uno stato, che,

incapace dei sogni grandiosi di Alessandro Magno, schiacciava sotto la

sua greve clientela la Grecia insulare e peninsulare.

Così, mentre la Celesiria e la Fenicia offrivano colle selve del Libano

il materiale necessario alla costruzione delle flotte, e, insieme

coi porti sicuri, una schiatta vigorosa e sperimentata di marinai,

la Giudea e la Siria erano per l’Egitto florido mercato di vini, di

frumento, di pesca, di tessuti e d’altre suppellettili[147]. Là sul

golfo Persico giacevano inoltre le grandi strade commerciali fra

l’Egitto, l’Asia, e l’Europa[148]; là Tolomeo Filadelfo aveva edificato

una pleiade di stazioni e di città, mentre Epifane avea coperto di

ponti i fiumi irrigatori della contrada[149].

Necessaria quindi, come una funzione vitale, era stata ed era, nei

luoghi surriferiti, la presenza di guarnigioni e di possessi egiziani,

e, più che proficuo, qualsiasi tentativo di ricacciare la Macedonia

e la Siria nei loro limiti naturali, anzi nei più ristretti confini

possibili. Questo sogno perenne della politica dei Lagidi li spingeva

sin d’adesso a careggiare l’alleanza di quella Roma, che, valicate

le estreme prode d’Italia, minacciava, superba, gl’immacolati lidi

orientali; nè ad alcuno era dato prevedere come fosse appunto a

lei riserbato il condannare tante speranze alla più dolorosa delle

infecondie.

Su codeste possessioni egizie d’Europa e d’Asia si gettavano i due

monarchi dell’Oriente.

Filippo, sin dal 204, avea percorso la Tracia fino all’Ebro[150].

Poscia era tornato ad ampliarvi i recenti possessi, favorito

dall’acquiescenza, che il pericolo imminente del re di Siria e le

interne condizioni imponevano all’Egitto[151]. Era infatti piombato

sulle Cicladi, di cui Paro e Cidno erano cadute in suo potere[152];

avea sull’Ellesponto, messo le mani addosso a Lisimachia[153], Sesto,

Perinto, per terminare con Calchedonte, all’opposta riva asiatica[154].

Al 201 s’era impossessato di Samo[155], mentre Mileto si affrettava

ad onorarlo e ad assicurarsi della di lui benevolenza[156]. Indi

era disceso in Caria, ove Prinasso[157], Iasso, Bargilia, Euromo e

Stratonichea[158] erano cadute in suo potere. Tornata la stagione

propizia, si era gettato di nuovo sulla Tracia e, occupate Maronea,

Eno, Cipsela, Dorisco, Serreo, e nel Chersoneso, Eleunte, Alopoconneso,

Gallipoli, Madito,[159] avea finalmente sulla riva opposta stretto

d’assedio Abido[160].

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 23 / 118 题