IV.

L’ambasceria egizia in aiuto di Roma contro la Macedonia.

La recente, succitata ambasceria egizia possiede un’importanza

singolare, in quanto segna un rivolgimento nei rapporti di Roma con

l’Egitto.

Essa, dicemmo, era stata motivata dal fatto che ambasciatori ateniesi

si erano a lor volta recati alla corte di Alessandria, chiedendo

aiuto contro Filippo. L’Egitto era allora alleato di Atene, e avrebbe,

senza esitazione, potuto immischiarsi negli affari della Grecia. Ma la

corte di Alessandria fu di diverso parere. Mandò a Roma a chiederne

il permesso con l’esplicita dichiarazione che essa era pronta ad

astenersene, qualora ciò fosse spiaciuto al senato.

Per quanto l’ambasceria fosse formulata in termini molto abili ed

avesse dichiarato, cercando di porlo in evidenza, che, qualora Roma

non avesse avuto nulla in contrario, il re sarebbe stato pronto a

incaricarsi egli stesso dell’impresa, tutto dava ad intendere che

l’Egitto, la prima delle potenze orientali, non aveva voglia di

cacciarsi in un conflitto di preminenza con Roma in quelle acque

dove pur ne aveva diritto, e che la republica del Lazio, ora sovrana

dell’Occidente, era venuta ad intorbidare.

Era altresì palese come la corte Alessandrina tendeva ad escludere da

quella spedizione così pericolosi alleati[126]. E il senato replicò

con la sorridente prepotenza, che ispirano tutti gli atti di umiltà.

Dichiarandosi pronto ad aiutare gli Ateniesi, esso ringraziava il re

d’Egitto del gentile pensiero, aggiungendo che il popolo romano sapeva

bene di poter contare su di lui come su fedele alleato. Così, dietro

il velo di una galanteria, la corte alessandrina subiva tacitamente

il divieto di ingerirsi negli affari d’Oriente. Era quella la

prima umiliazione, ma di essa, fra breve, se ne sarebbero scorte le

conseguenze.

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 22 / 118 题