V.

Alessandria e Cartagine al tempo della 1ª punica.

Se non immediatamente, l’alleanza con l’Egitto giovò a Roma nella prima

guerra punica[67], della quale noi possediamo un episodio diplomatico

pressochè analogo al precedente, che ci torna ad illuminare sulla

finissima astuzia della corte tolomaica.

Cartagine ed Alessandria avevano nel IIIº sec. a. C. progredito

continuamente e parallelamente[68]. Superata nel Vº la concorrenza coi

Fenici di Sicilia, Spagna e Libia, Cartagine si era tosto trovata a

capo dei Fenici dell’Occidente, e, da semplice scalo pei navigatori,

aveva dovuto assumere una speciale importanza politica. Era divenuta la

capitale della Libia, si era emancipata dall’originario censo pattuito

cogli indigeni in cambio delle terre occupate sul continente africano,

avea coltivato l’agricoltura e costituito un esercito, circostanze

tutte, che ne avevano sempre più consolidato l’egemonia marittima.

Nella Libia e nel Mediterraneo, dovunque Alessandria possedeva uno

scalo o una regione con cui commerciare, era costretta a vedere al suo

fianco le navi cartaginesi, recatesi sul luogo a dividere i proventi

del mercato. Così in Cirenaica, Spagna, Sardegna, Sicilia, col pericolo

costante di trovare un bel giorno chiusa qualcuna delle vie del proprio

commercio. Se Roma non si fosse _sponte_ sua incaricata di sbarazzare

Alessandria di Cartagine, non ostante il trucco di una tal quale

apparente alleanza[69], la capitale dell’Egitto non poteva tardare ad

assumerne essa medesima l’iniziativa[70].

E la prova si ebbe fin dalla prima guerra punica. Tolomeo, che, da

astuto monarca, in attesa della soluzione, non avea da principio voluto

dichiararsi per l’uno o per l’altro dei due combattenti, si trovò un

bel giorno a ricevere da ambasciatori cartaginesi la richiesta di 2000

talenti. Tenuto conto della ricchezza consueta dell’erario cartaginese,

dovevano essere ben tristi le condizioni dell’infelice città, se questa

si umiliava a proporre un prestito al più inviso dei propri vicini.

Il Tolomeo, vincolato dalla sua alleanza con Roma, invece di porre a

disposizione della medesima i quattrini con tanta urgenza richiesti,

offerse la sua mediazione. Ne seguirono delle pratiche per un

rappacificamento fra Romani e Cartaginesi, che non approdarono a

risultato alcuno. La guerra fu ripresa, e quando da Cartagine si

sollecitò il Lagida a spiegare la sua strana condotta di alleato,

questi rispose celiando alla mal ridotta città che gli amici bisognava

aiutarli contro i nemici, non già contro gli amici. «Si può dubitare,

osserva a ragione il Droysen, che uguale non ne sarebbe stata la

risposta, qualora Roma si fosse in quel tempo trovata nelle identiche

condizioni di Cartagine»[71].

Le relazioni politiche di Roma con l'Egitto dalle origini al 50 a. C. · 第 11 / 118 题