_Le verdure._ — Se possedete un orto e avete delle verdure da riporre
per l’inverno conservatele in cassettine di legno, ben coperte di
sabbia. La sabbia che vi può servire tutti gli anni deve essere lavata
finchè non vi rimanga traccia di terra e asciugata al sole. Questo per
le radici. I cavoli, le verze si conservano uno discosto dall’altro su
assicelle, colla radice rivolta all’ingiù.
Le patate si seppelliscono sotto uno strato di 15 cent. di terra.
_Le noci e le nocciole._ — Qualche giorno dopo che fu tolto loro il
mallo o l’involucro si asciugano alcune ore al sole, poi si ripongono
in piccoli sacchi.
_Le castagne._ — Tolte che siano dal riccio si lasciano asciugare
finchè cominciano a mutar colore. Allora si mettono in una cassa, si
coprono, e si collocano in cantina.
_Le pesche._ — Esse si conservano qualche tempo se si sprofondano
nell’orzo o nel frumento asciutto.
_Le pere e le mele._ — Le frutta da conservarsi si devono cogliere
assolutamente in un giorno molto asciutto e con una parte dello stelo.
Le mele si lasciano alcuni giorni ammucchiate, poi si dispongono come
le pere, che non vanno ammucchiate, sui graticci, in un luogo asciutto
e un po’ discoste le une dalle altre. Di tratto in tratto conviene
esaminarle, adoperare gli esemplari che minacciano di guastarsi,
scartare quelli che fossero già guasti.
_La farina._ — La farina, se è di fresco macinata, si stende su una
tovaglia in luogo arieggiato, trascorso qualche giorno si ripone
nell’apposita madìa che si tiene aperta.
_L’orzo._ — Come sopra.
_Il latte._ — Il metodo più sicuro di conservare il latte è la
scrupolosa nettezza degli utensili che devono contenerlo. Tuttavia, se
entro l’estate non aveste un luogo abbastanza fresco per riporlo, vi
mescolerete per ogni litro una presina di _acido salicilico_ (si trova
nelle drogherie).
_Il burro._ — In inverno si mette sopra un tagliere di legno, in estate
nell’acqua rinnovandola ogni giorno.
_Il brodo._ — Si conserva alcuni giorni facendolo bollire ogni sera.
_Le carni._ — Senza lavarle affatto, si salano un poco, si pigiano in
una pentola e vi si mette sopra una carta e un sasso pesante.
_Le salumerie, salsicce, salami ecc._ — Appesi al soffitto in un locale
asciutto.
L’uomo lento non ha mai tempo.
10. =Maniera di preparare i cavoli acidi (crauti).= — Procuratevi
dei cavoli cappucci di buona qualità, levatene via le foglie grosse,
tagliate tutto il resto a minutissime striscioline (vi è la macchina
apposita a questo scopo). Collocate sul fondo d’un mastello, munito
d’un foro e d’un tappo, uno strato di foglie intere, poi uno strato
di striscioline e uno di sale e di spezie regolandovi con queste
proporzioni: per chilogr. 50 di cavoli gr. 500 di sale, mezzo gr. di
zafferano e 250 gr. di comino, il tutto misto, lo zafferano sciolto
con un po’ d’acqua. Riempito in tal modo il mastello, mettete sopra
i cavoli un pezzo di tela, un coperchino di legno e un grosso peso
e collocateli in un luogo asciutto e fresco. Quando comincia a
formarsi la salamoia, lasciatela scorrere fuori dal foro, e tornatela
a versare sui cavoli, continuando così tutti i giorni finchè l’acqua
comincia a sorpassare il coperchio. Allora desistete, ma se venisse a
galla un po’ di schiuma, affrettatevi a levarla. In capo a due mesi
potete cominciare a servirvi dei cavoli, prendendo quelle porzioni
che vi occorrono e spremendone sempre il liquido che deve restare
nel mastello. La tela che si trova sotto il coperchio si lava ogni
settimana e si ripone al suo posto bene asciutta.