I GRASSI.

A grassa cucina, povertà vicina.

1. =Il burro.= — Il burro è il più caro dei grassi che necessitano

in cucina, ma siccome ai giorni nostri esso si falsifica in tutte le

maniere con danno sicuro della salute, non mette conto di scegliere

qualità di prezzo troppo inferiore, perchè senza dubbio adulterate ed

è più proficuo il sostituirvi addirittura la «Margarina» (vedi sotto) o

il burro vegetale.

Il burro giallo non è sempre grasso ma è spesso colorito

artificialmente, e il burro troppo duro e friabile contiene senza fallo

elementi eterogenei.

Gli abitanti dell’Italia settentrionale hanno grande ripugnanza a

servirsi dello strutto, mentre questo grasso, che si può preparare da

sè con assoluta garanzia del risultato, nella maggior parte dei casi

può sostituire efficacemente il burro. Necessita soltanto ch’esso sia

bollente quando vi si mettono altri ingredienti.

La Romagna, assai scarsa di burro, non esita a introdurre lo strutto in

tutte le salse e in tutti i condimenti. A Roma si allestisce perfino la

delicata «Pasta sfoglia» collo strutto.

Da qualche tempo è apparsa in commercio la «Margarina», grasso non

certo da disprezzarsi, e sotto diversi nomi il «Burro vegetale».

Gran nave, gran pensiero.

2. =Il burro di cocco o burro vegetale.= — Esso serve a sostituire

senza danno alcuno delle vivande e con vantaggio degli stomachi

delicati il burro di latte animale, premesso sempre che questo prodotto

non sia adulterato, perchè pur troppo l’onestà del commercio si fa

sempre più dubbia.

Il burro di cocco costa la metà circa dell’altro e sembra uno strutto

fino lucido e quasi trasparente. Per i dolci non è consigliabile,

ma si può adoperare in moltissimi cibi. Si deve tuttavia osservare

che ne occorre sempre una quantità maggiore del burro, oltre a ciò

conviene metterlo al fuoco freddo con gli altri ingredienti, perchè

rosolato piglia qualche volta un sapore poco gradevole. Quindi non lo

consiglierei mai per condire la pasta.

L’assai basta, il troppo guasta.

3. =Il burro cotto. Maniera di prepararlo.= — Se avete burro in

abbondanza e non così fresco da poterlo conservare nei vasi (vedi

conservazione del burro), mettetelo al fuoco in un grande paiuolo

e fatelo sciogliere lentamente, badando di non lasciarlo bollire,

e aggiungendovi alcuni pezzetti di pane, a cui spetta l’ufficio di

assorbire le parti impure. Quand’esso vi apparirà trasparente come

l’olio, passatelo adagio adagio (dopo averlo schiumato se occorresse)

da un pannolino rado, entro un vaso di terra cotta e inverniciata,

dove si raffredderà (e dove potrete conservarlo parecchi mesi coperto

con una carta), badando che non esca dal paiolo la feccia, colla quale

ammannirete il becchime per i polli.

Il burro cotto si può adoperare per carni, per verdure, anche misto col

burro fresco, per qualche pasta di lievito.

Non cercar miglior pane che di

grano.

4. =Lo strutto di maiale. Maniera di prepararlo.= — Lo strutto, del

quale si fa sì grande uso nelle Romagne e a Roma stessa dove il burro

manca o si vende a caro prezzo, è fatto interamente col grasso di

maiale, e per la buona qualità dei maiali riesce sì squisito da poterlo

adoperare, senza paura, invece del burro per paste dolci, paste frolle,

sfogliate ecc. ecc.

Se bramate preparare dello strutto perfetto vi procurerete del grasso

di maiale, quello del dorso, la membrana che involge l’intestino, i

ritagli di lardo che non si salano, e dopo una minuziosa lavatura,

taglierete tutto in minuti pezzetti che collocherete in un grande

paiolo o calderone con mezzo litro di acqua circa per 10 chilogr. di

grasso, esponendoli a fuoco dolce. Rimestate un pochino e, quando il

grasso comincia a sciogliersi, ravvivate il calore. Vi sono delle parti

nel grasso che non possono fondersi ma che si cuociono. Badate che

questi pezzettini, che si chiamano siccioli e che servono a preparare

diverse gradite vivande, non diventino rossi, altrimenti lo strutto

sarebbe passato di cottura. In genere potrete riconoscerne il giusto

momento quando dal paiuolo non si innalzerà più alcun vapore. Procedete

allora come col burro cotto, versando il grasso fuso in alcuni vasi di

terra inverniciata o di porcellana ordinaria, e badando d’empirli fino

all’orlo, perchè lo strutto nel condensarsi diminuisce di volume. Esso

dev’essere bianco e appetitoso.

V’ha l’usanza in certi luoghi d’unire al grasso una cipolla o due

che poi si levano, ma è cosa poco pratica, perchè lo strutto si

può adoperare per vivande a cui il sapore di cipolla riuscirebbe

molesto. Potete fare lo strutto anche senza il lardo. Nelle provincie

dell’Italia settentrionale usano unire al grasso di maiale del grasso

d’arnione di vitello o di manzo, e di mescolare i grassi in tre parti

eguali.

Meglio minuzzoli con amore che polli

grassi con dolore.

5. =Lo strutto di manzo e di vitello.= — Prendete parti eguali di

grasso di arnione di manzo e di arnione di vitello e procedete come

nella ricetta precedente aggiungendovi invece dell’acqua un po’ di

latte.

6. =Il midollo di manzo.= — Il midollo può servire per vari condimenti

e per fare gnocchi, risotti ecc. ecc. Esso si depura prima nell’acqua

fresca, quindi nella tiepida finchè ha perduto ogni traccia di

sangue, poi si scioglie molto adagio in una cazzarolina, oppure in

una chicchera, che si porrà al fuoco entro una padella piena per metà

d’acqua bollente, cioè a bagno maria, in fine si passa da un colino per

il caso che vi fossero rimasti degli ossicini.

Tutti i fiori non sanno di buono.

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 80 / 94 题