CONSERVE DI FRUTTA.

NB. Le conserve di frutta si devono allestire con esemplari

sani e che abbiano raggiunto tutti lo stesso grado di maturità,

entro un paiolo di rame non stagnato (lo stagno altera i colori)

e rimestare con un cucchiaio o con una paletta di legno che

non abbiano servito ad altri usi sempre toccando il fondo del

recipiente. Lo sciroppo va sempre pulito diligentemente, con una

penna bagnata, dalle impurità che porta a galla e contro le pareti

del recipiente; le conserve durante la bollitura si schiumano colla

massima cura e, appena sono cotte, si versano dal paiolo entro una

catinella e da questa nei vasi di vetro che si lasciano due tre

giorni scoperti. Trascorso questo tempo si stende sulla conserva

un disco di carta imbevuto d’acquavite o di rhum e si coprono i

vasi col loro turacciolo o con una carta pergamena. Se dopo qualche

mese le conserve apparissero troppo dense, cioè prive di sugo, vi

converrebbe aggiungervi un po’ di sciroppo di zucchero filante; se

fossero troppo liquide potreste cuocerle a bagno maria (mettendo il

vaso in una cazzarola piena d’acqua fredda e lasciando poi bollire

questa a lungo e rifondendola anche all’occorrenza), se v’apparisse

qualche traccia di muffa, dovreste levare questa con diligenza e

poi versare la conserva in un piccolo paiolo e rimestarla alcun

tempo a moderato calore per poi riporla come prima. Le conserve

si cuociono sempre a calore moderato e eguale e si rimestano di

continuo acciò non s’attacchino al fondo del paiolo.

Le radici della virtù sono amare ma

i frutti dolci.

1. =Conserva di pesche.= — Mondate buone pesche spiccagnole non troppo

mature, dimezzatele e lasciatele asciugare mezza giornata sopra un

graticcio al sole. Pesatele quindi e per ogni chilogr. di pesche

prendete 3/4 di chilogr. di zucchero, per ogni chilog. di zucchero

un bicchiere d’acqua. Mettete lo zucchero al fuoco coll’acqua, in un

paiolo, depuratelo mediante una penna dalle impurità che vengono a

galla e che si radunano sugli orli del recipiente; quando appaiono alla

superficie dello sciroppo tante bolle dense, come gemme, gettatevi le

pesche con un bicchierino di vin secco e con la scorza di un limone

tagliata fina per ogni chilogr. di frutta (avverto che questi due

ultimi ingredienti non sono necessari), cuocete il composto rimestando

sempre finchè diventa denso senza pigliare odore di zucchero bruciato,

cioè un’ora circa, versatelo in una catinella e riponetelo quindi nei

vasi.

2. =Marmellata di pesche.= — Come la precedente, soltanto le pesche

dopo averle asciugate al sole, le metterete in un paiolo e rimestandole

fortemente le farete riscaldare e così calde le passerete allo staccio

prima d’unirle allo sciroppo. Il vino e il limone si possono omettere,

sostituendovi invece alcune mandorle di pesca pestate finissime.

Meglio esser dotto che dottore.

3. =Conserva d’albicocche.= — Dimezzate senza mondarle le albicocche

non troppo mature ed esponetele un paio d’ore al sole. Pesatele, fate

bollire lo zucchero (di egual peso delle frutta) come nella ricetta N.º

1, gettatevi le frutta e cuocete il composto dimenandolo sempre finchè

abbia raggiunto una certa densità cioè un’ora scarsa.

4. =Marmellata d’albicocche.= — Dimezzate le albicocche senza mondarle

e passatele allo staccio. Fate cuocere lo zucchero (di egual peso

delle frutta) finchè mostra le gemme (vedi ricetta N.º 1), gettatevi la

poltiglia di albicocca e rimestate continuamente il composto a fuoco

dolce finchè esso è diventato consistente. Fatene la prova versandone

una goccia sopra un piatto o su un pezzo di carta asciugante. S’essa

rimane intatta, senza scorrere nè dilatarsi, la marmellata è cotta.

5. =Conserva di susine bianche.= — Prendetele piuttosto immature,

foracchiatele con un ago grosso, gettatele nell’acqua bollente,

levatele subito con la schiumarola e fatele scolare. Pesatele quindi,

poi fate cuocere lo zucchero di peso eguale delle frutta finchè fa

le gemme come al N.º 1, con un bicchiere grande d’acqua per ogni

chilogrammo, unitevi le frutta, cuocetele 30 m. circa.

6. =Marmellata di susine bianche.= — Levate il nocciolo alle susine

che devono essere un po’ più mature di quelle destinate alla ricetta

precedente, passatele allo staccio, fate cuocere in un po d’acqua una

quantità di zucchero che abbia lo stesso peso della poltiglia di frutta

finchè appaiono le gemme (vedi N.º 1), unite ogni cosa e rimestate a

fuoco dolce finchè il composto si fa denso. Fate la prova come al N.º

4.

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 67 / 94 题