I pesci grossi mangiano i piccoli.

21. =Le aringhe salate.= — Il sale delle aringhe in genere è sempre

soverchio. A tale inconveniente si rimedia facendole giacere (quando

sono bene lavate e raschiate) dodici ore nell’acqua e mutando questa

più volte. Il latte si presta ancor meglio a questo scopo. Fatta

quest’operazione le dilischerete, sopprimendo testa e coda, e le

metterete in un piatto versandovi sopra dell’acqua bollente, poi,

mantenendole calde, le servirete con un po’ d’olio, di pepe e di

cipolle affettate.

Invece di lasciarle in molle nell’acqua, si possono anche far bollire

mutando una volta l’acqua, e poi cuocere con un po’ d’olio, con un

cucchiaio di salvia trita e alcune bacche di ginepro pestate.

Diliscate come sopra, miste con patate cotte e tagliate a fette e

rosolate in una tegghia con un po’ d’olio e di pepe, forniscono pure un

ottimo cibo.

In America usa lavare e asciugare le aringhe, involgerle così intatte

in una carta e cuocerle tra la cenere.

_Piatto di aringhe colle patate._ Pulite e diliscate alcune aringhe

salate, copritele di latte e lasciatele così in fusione alcune ore a

ciò perdano il sale soverchio. Tagliatele quindi a pezzetti e mettetele

in una cazzarola fonda su uno strato di patate lesse affettate, e

alternate così gli strati, badando che le patate restino le ultime e

condendo di mano in mano il composto con olio, pepe, aglio, sale se

occorresse, e un po’ di formaggio grattato. Cuocete il composto un’ora

circa a lento fuoco e versatevi da ultimo qualche cucchiaio di conserva

di pomodoro.

22. =Arselle o telline (conchiglie).= — Fate riscaldare dell’olio in

una pentola e soffriggetevi un battutino di cipolla e di prezzemolo;

mettete al fuoco con un po’ d’acqua le conchiglie chiuse e lavate con

la massima cura e, appena s’aprono, levatele dai gusci e unitele al

soffritto con l’acqua in cui furono cotte, aggiungendovi poi salsa di

pomodoro, pepe e sale. Prima di portarle in tavola mescolatevi fette di

pane o di polenta fumante.

23. =Le cannocchie o cicale.= — Le cannocchie si gustano a preferenza

nei mesi primaverili quando hanno la così detta cera. In qualunque

modo si allestiscano, conviene anzitutto cuocerle nell’acqua e così

lesse semplicemente e condite con olio pepe e sale possono fornire un

cibo gradevole. D’altronde si preparano ai ferri con condimento pure

di olio, pepe e sale, oppure in tegghia, ripiene come i pomidori di

prezzemolo, pangrattato, aglio, olio, pepe e sale. Molti le friggono

nell’olio dopo averle dorate e panate.

S’intende che le pinne ventrali e le zampe delle cannocchie si

sopprimono prima di cucinarle.

24. =I calamari.= — I calamari grandi del Mediterraneo si allestiscono

a preferenza ai ferri col solito condimento di olio, pepe e sale e con

un ripieno fatto dai loro tentacoli che si tritano finamente con aglio

e prezzemolo.

I calamaretti dell’Adriatico, più gustosi, generalmente s’infarinano,

si dorano coll’ovo sbattuto e si friggono nell’olio.

A tutti i calamari, grandi e piccoli, prima di cucinarli si strizzano

fuori gli occhi, si leva la borsetta dell’inchiostro e la penna, specie

di laminetta elastica che hanno nel corpo.

25. =Le seppie.= — Alle seppie si leva la borsetta dell’inchiostro, non

già l’umor giallo che hanno sotto la testa e, lessate che siano, si

cuociono ai ferri col solito condimento di olio, pepe e sale, oppure

si tagliano a listarelle e si tirano a cottura con un soffritto di

olio, aglio, cipolla, pepe e sale bagnandole in primo luogo con salsa

di pomodoro poi con vino bianco. Da ultimo si digrassa e si condensa

l’intinto.

26. =I gamberi e i gamberetti.= — Necessità vuole che si cuociano

questi crostacei vivi, perchè se ve ne fosse frammezzo qualcuno di

morto potrebbero riescire assai dannosi alla salute. Per evitare che

soffrano, vi si versa sopra l’acqua bollente nella quale poi si fanno

cuocere con l’aggiunta d’un po’ d’aceto, di mezzo limone, d’un mazzetto

d’erbe odorose, sale e pepe in grani.

27. =Piccoli molluschi e crostacei misti.= — Lavati, infarinati, dorati

coll’ovo sbattuto, fritti nell’olio.

28. =Le granceole.= — Si fanno lessare nell’acqua con o senza erbe a

piacimento, finch’essa comincia a dare schiuma, poi soppresse le zampe

meno la polpa molliccia che contengono, e che si unisce al rimanente,

si levano via le ova e le parti nericce e pelose, si lavano i gusci

vuotati, poi vi si rimette la polpa condita con olio, pepe, sale e sugo

di limone, e si finisce di cuocere le granceole ai ferri.

Ogni magione ha la sua passione.

29. =Le chiocciole (lumache).= — Prima di adoperarle, le chiocciole

hanno bisogno d’essere depurate nei serbatoi, specie le qualità

grosse. Usa come coi gamberi immergerle vive nell’acqua bollente.

Quando sono in tal modo scottate, levate con gran cura la membrana che

chiude i gusci, indi estraetene i molluschi coll’aiuto d’uno spillo.

Lavateli con gran cura nell’acqua salata, soffregandoli anche col

sale e risciacquandoli parecchie volte, indi fateli bollire 3-4 ore

nell’acqua, condizione indispensabile per prepararli in qualunque

maniera. Quando sono pronti asportate la scaglietta ossea che serve

loro per la masticazione delle erbe.

_Chiocciole nel loro guscio._ Mettete in fondo a ciascun guscio ben

lavato una goccia d’olio, introducetevi il mollusco, poi chiudete

l’apertura con un battutino di mollica di pane fritta nell’olio,

passata allo staccio e mista con prezzemolo e cipolla ben triti, pepe e

uno spicchio d’aglio pestato col sale; aggiungetevi ancora un pezzetto

di burro e collocate i gusci alcuni minuti alla gratella o in una

tegghia al forno, oppure fateli bollire nell’acqua o meglio nel brodo

buono.

Volendo allestirle senza guscio farete un soffritto d’olio,

cipolla, pepe e sale, vi adagerete sopra le chiocciole infarinate

e le lascierete cuocere adagio aggiungendovi di tratto in tratto

un cucchiaio dell’acqua in cui sono state cotte, quindi un po’ di

formaggio.

La ranocchia non morde perchè non ha

denti.

30. =Le rane.= — Si cuociono in umido colle gambe incrociate e con

un velo di farina sopra un soffrittino di burro, olio e cipolla e

si bagnano (quando hanno preso colore) con acqua o brodo di pesce,

versandovi da ultimo un po’ di salsa di pomodoro e di formaggio.

Volendo friggerle s’indorano coll’ovo sbattuto, si panano e si fanno

rosolare nel burro bollente.

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 59 / 94 题