23. =«Strudel».=

_Pasta di «Strudel» comune._ — Mettete in una catinella mezzo litro

di farina passata allo staccio e sette cucchiai circa d’acqua o di

latte tiepido, nel quale avrete sciolto un pezzetto di burro come una

noce; formate un pastone omogeneo, debitamente salato, versatelo sulla

spianatoia e lavoratelo colle mani, finchè fa le bolle. Poi mettetelo

in disparte sopra un piccolo tagliere infarinato e copritelo con una

scodella calda, dopo averlo bagnato con acqua tiepida. Stendete sulla

spianatoia una tovaglia fina, infarinatela lievemente, mettetevi

il pastone, appianatelo un poco rullandovi sopra con leggerezza il

matterello, poi cominciate a stirarlo con le mani in modo da ridurlo

come una sottilissima carta. Gli orli resteranno più grossi: stendeteli

col matterello o levateli addirittura badando di non sciupare la

sfoglia che deve rimanere bella, liscia, regolare, senza una falda e

senza il più lieve strappo. Doratela sugli orli con l’uovo sbattuto

e nell’interno col burro fuso, poi stendetevi sopra delicatamente il

composto del ripieno lasciando gli orli liberi e, movendo la tovaglia,

fate rotolare la sfoglia sopra se stessa, finchè l’avrete ridotta come

un grosso salsiccione che piegherete in forma d’anello o di spira.

_Ripieno per lo «Strudel»._ — I ripieni possono variare assai. In

genere usa farli di frutta, come di mele o pere cotte con un po’ di

zucchero e d’acqua o vino bianco e miste con una manatina di pinoli

e una di passolina, ma in questo caso fanno parte dei piatti dolci.

Volendo allestire un piatto non dolce vi si mette uno strato di

ricotta, mista con un po’ di prezzemolo pesto, con due tre cucchiai

di formaggio grattato, un ovo e un pizzico di cannella o noce moscata,

oppure uno strato di carne tritata fina e arrostita con molta cipolla

nel burro, oppure spinaci cotti, tritati e mescolati con un ovo e con

un po’ di formaggio, oppure patate lesse, schiacciate e mescolate con

un po’ di formaggio e con un ovo.

Gli _Strudel_ si cuociono generalmente al forno, rotolati in forma

di spirale entro una tortiera unta di burro e bagnati con un pochino

di panna o di latte. Durante la cottura, che esige secondo la loro

grandezza ore 1 — 1 1/2, si ungono due tre volte mediante una piuma

con burro fuso, a ciò facciano una bella crostina. In mancanza di

burro si possono bagnare col latte caldo.

L’uso serve di letto a molti abusi.

24. =Pizza o schiacciata di lievito di pane col lardo.= — Procuratevi

dal fornaio un pezzo di lievito di pane forte e del peso di 100-200

gr. secondo la grandezza della pizza che intendete fare, rimpastatelo

in una terrina con altri 200-400 gr. di farina intiepidita e salata e

con acqua pure tiepida badando di ottenere un composto un pochino più

molle del lievito, fatelo fermentare in un luogo caldino, p. e. davanti

al fornello, tenendolo ben coperto e badando che gonfiandosi deve

raddoppiarsi di volume. Ripetete quest’operazione ancora due tre volte

finchè avrete consumato circa chilogr. 1 1/2 di farina, disponete

quindi la pasta in una larga tortiera o tegghia unta e infarinata e

fatevela lievitare per l’ultima volta finchè ha un’apparenza soffice

e spugnosa, cospargetela di lardo rosso e bianco tagliato a minuti

dadolini e di semi di comino ben puliti e cuocetela a forno allegro.

Per una pizza da 3-4 persone potete calcolare chilogr. uno di farina.

Questa pizza esige molte ore di tempo, non già di lavoro, quindi se

volete allestirla per il desinare è bene che vi ci mettiate di buon

mattino assai. Invece di spalmare la tegghia col burro potete ungerla

bene coll’olio, senza infarinarla, e invece di mettervi il lardo e il

comino, fermentata che sia la pizza per l’ultima volta, potete farvi

delle fossettine e spargervi olio e sale. Il lievito di pane occorre

ordinarlo dal fornaio la sera per la mattina; se non si trovasse,

converrebbe sostituirlo col lievito di birra, facendo il solito

fermento colla farina di frumento come indicano le ricette per il pane

(vedi cap. I). Per la quantità della farina conviene regolarsi. Per un

chilogr. di farina potete prenderne 70-80 gr.

25. =Pizza o schiacciata col lievito di pane, il lardo e le cipolle.=

— Preparata la pasta di pane nella tegghia o tortiera come indica la

precedente ricetta, fatevi un orlo giro giro con la stessa pasta e

dopo aver messo subito nel vano un ripieno di 6-8 cipolle (secondo la

grandezza delle cipolle e della pizza) tritate fine e soffritte nel

burro, miste con 60 gr. di lardo bianco ben pestato, 2-3 cucchiai di

pangrattato, un po’ di formaggio, due ova, un po’ di latte, sale, pepe

e un pizzico di comino, se vi piace, lasciate fermentare per l’ultima

volta la pizza in un luogo tiepido e cuocetela poi a forno ardito.

Chi ti vuol male ti liscia il pelo.

26. =Pizza colla salvia=. — Sciogliete 40 gr. di buon lievito di birra

con mezzo bicchiere d’acqua, versatelo su chilogr. uno di farina

tiepida che avrete posta in una terrina facendole una fossetta nel

mezzo, intridete nel lievito tanta farina quanto essa ne assorbe per

fare una pappina molliccia e collocate la terrina in luogo tiepido.

Quando il lievito, fermentando, si sarà raddoppiato di volume, unitevi

la farina rimanente con mezzo bicchiere di vino bianco, alcuni cucchiai

d’olio buono, alcune foglie di salvia trita finissima e il sale

necessario, rimpastando ogni cosa. Se il composto diverrà troppo duro,

vi aggiungerete qualche cucchiaio d’acqua tiepida (prima di finire il

rimpasto), nel caso contrario un po’ di farina. La pasta deve avere la

consistenza d’una polenta tenerissima. Quando l’avrete fatta fermentare

un’ultima volta come la precedente in una tegghia, le praticherete

delle fossette sulla superficie e vi spargerete sopra olio, sale e

volendo anche un po’ di salvia pesta.

27. =Pizza o farinata di ceci col lievito di pane.= — Sciogliete 120

gr. di lievito di pane con mezzo litro d’acqua tiepida, aggiungetevi

300 gr. di farina di ceci, e tenendo il composto entro una terrina ben

coperta e in luogo caldo fatelo fermentare. Quando sarà raddoppiato

di volume, amalgamatevi a poco a poco altri 600 gr. di farina di ceci

alternando con l’acqua tiepida e dimenando bene finchè avrete ottenuto

una pasta circa come quella del pane. Quando sarà nuovamente lievitata,

rovesciatela con gran precauzione in una tegghia in cui avrete versato

alcuni cucchiai d’olio e cuocetela a forno ardito. (Se non trovaste il

lievito di pane vi converrebbe prendere 60 gr. di lievito di birra e

farlo fermentare alla prima con 200 gr. di farina di frumento). Quando

la pizza sarà cotta cospargetela con un po’ d’olio in cui avrete fatto

soffriggere 3-4 cipolle tagliate ad anelli.

28. =Pizza di pane colle sardelle alla ligure= (_sardenea_). — Prendete

dal fornaio 750 gr. di pasta di pane, sciogliete 30 gr. di lievito

di birra con un po’ di latte, unitelo alla pasta, sbattetela bene e

fatela fermentare in un luogo caldo. Tirate quindi una sfoglia (sulla

spianatoia) dell’altezza di due cent. circa, tenendola di forma

rotonda, collocatela in una tegghia unta, facendole un piccolo orlo

giro giro. Spalmatela colla salsa seguente, guernitela di fette d’aglio

e di maggiorana pestata, lasciatela lievitare un pochino e cuocetela al

forno per poi gustarla calda.

_Salsa di sardelle._ — Pulite, diliscate e pestate con un po’ d’olio

quattro sardelle in modo da ridurle a pappina. Fate rosolare con un

altro po’ d’olio due cucchiai di cipolle pestate e quattro cucchiai di

pangrattato. Cuocete alcuni pomidori con poc’acqua in una cazzarola,

passateli allo staccio, unitevi pure un po’ d’olio e lasciateli

sobbollire adagio, mescolate poi ogni cosa.

Sotto la bianca cenere sta la brace

ardente.

29. =Pasticcio di maccheroni.= — Tagliate a pezzi 300 gr. di maccheroni

grossi e cuoceteli (che non siano troppo molli) nell’acqua bollente

salata. Mettete intanto al fuoco, in una padella, un pezzo di burro

come mezz’uovo e due cucchiai di farina, amalgamateli sollecitamente

e diluiteli con mezzo litro scarso di latte unendovi un pochino di

sale e formando una pappina liquida ma ben cotta. Mescolate con questa

pappina i maccheroni e gl’ingredienti di cui disponete i quali, quanto

più fini e svariati saranno, tanto più gustoso renderanno il pasticcio.

Del resto, tutto può servirvi allo scopo: pezzetti di prosciutto crudo

e cotto, di lingua e di carni salate lesse, di animelle e di cervello

assaporiti nel burro con la cipolla, di salsiccia, di bondiola, qualche

cucchiaio di buon intingolo di manzo o di vitello, funghi cotti in

umido e ancor meglio tartufi. Non dimenticate un po’ di parmigiano.

Disponete poi il composto in una tegghia di rame unta di burro e

copritelo con una sfoglia di pasta frolla, facendovi un orlo giro

giro e dorandola col rosso d’ovo sbattuto. Cuocete quindi il pasticcio

mezz’ora a forno caldo.

Per la pasta frolla amalgamerete sulla spianatoia, lavorando con

destrezza, 200 gr. di farina, 100 gr. di burro solito o di burro di

cocco, un po’ di latte e di sale e prima di servirvi del composto lo

lascerete riposare un’ora in luogo fresco entro un pannolino.

In questo modo si può fare il pasticcio di maccheroncini, di taglierini

ecc. ecc.

_Oppure:_ Lascerete da parte la pappina e vi sostituirete una buona

salsa di pomodoro senza trascurare le carni sopra indicate, oppure un

ragoût come quello indicato a pag. 29 N.º 7 per la Pasta condita alla

bolognese.

30. =Frittata all’Italiana.= — Dimenate (senza sbattere) sei ova in

una scodella con due cucchiai di latte, due cucchiai di formaggio, due

tre pizzichi di sale e un po’ di pepe, se vi conviene, unitevi anche

due cucchiai di erbe trite sia prezzemolo solo sia misto con un po’ di

maggiorana, di timo, di basilico, di cerfoglio ecc. ecc.

Fate sciogliere un pezzetto di burro in un tegame basso, versatelo

fuori serbandolo a vostra disposizione e rovesciate nel recipiente che

terrete a fuoco abbastanza vivo il contenuto della scodella. Quando

le uova cominciano a rapprendersi sugli orli del tegame, sollevatele

con la paletta di ferro e fatevi scorrere sotto qualche goccia di

burro fuso. Appena la frittata è condensata, voltatela su se stessa e

versatela fumante. Questa frittata di lusso serve appena per un paio di

persone. Essa è molto gradevole se si maschera con una buona salsa di

pomidori e si può anche riempire con qualche cucchiaio di verdure cotte

nel burro, come piselli, fagiolini, funghi ecc. ecc. Quest’ingredienti

talvolta si uniscono da bel principio alle ova, p. e. i carciofi

lessati un pochino nell’acqua salata e poi soffritti a fettine

nell’olio, per formarne una frittata mista.

Albero che non fa frutto, taglia

taglia.

31. =Frittata colla farina di frumento.= — Per ogni ovo un cucchiaio

colmo di farina e un cucchiaio di latte, sale, pepe a piacere, un

cucchiaio d’erbe odorose pestate, se piacciono, come basilico, salvia,

maggiorana, erba bianca ecc. ecc. Dimenate i rossi col latte poi

intridete col composto la farina, cominciando da poche gocce, sbattete

alcuni minuti con forza, aggiungete le chiare sbattute a densa neve,

procedete come indica la precedente ricetta, impiegando se volete anche

strutto invece di burro e rotolando poi la frittata sopra se stessa.

Questa frittata, che si deve cuocere a fuoco ardente, diventa più bella

e soffice se per ogni rosso d’ovo vi si mettono due chiare a neve.

Oltre a ciò essa si può fare con le sole chiare.

32. =Frittata colla farina di granturco.= — Procedete come nella

precedente ricetta, intridendo 6-8 cucchiai di farina gialla fina,

passata allo staccio e debitamente salata con un paio d’ova e il latte

che necessita per farne una pappina molle.

33. =Frittata di patate.= — Cuocete una dozzina circa di buone patate,

mondatele, schiacciatele bollenti, unitevi un pezzetto di burro e un

paio d’ova, sale, pepe e un po’ di prezzemolo trito nonchè qualche

cucchiaio di latte. Procedete quindi a norma della ricetta N.º 31.

Il piccolo focolare: Ricette di cucina per la massaia economa · 第 28 / 94 题