XII.

_Le antiche mura che ancor teme ed ama, E trema il mondo_,[6] andarono

disperse in polvere per tutti i venti della terra, quasi cenere di

parricida. — Roma insana di dolore si cacciò, come Catone, da se stessa

le mani dentro le viscere, e le stracciò in brani, aborrente di

sopravvivere ai suoi fati; — poi scese una grande adunanza di Barbari a

flagellarla legata alla colonna, — a ferirla di lancia inchiodata sopra

la croce della necessità,[7] — e parvero eroi a cagione dell'agonia

della nemica; — ancora, si assembrarono in numero infinito per vedere se

fosse morta bene, e se bene stesse chiusa dentro il sepolcro, rompendo

orribilmente il cadavere per assicurarsi meglio: — nè ciò bastando (chè

la tomba stessa metteva spavento), si congregarono un'altra volta per

seppellirne il sepolcro. — In verità, le ire della fortuna, la

onnipotenza dei fati, e la paura dei popoli, hanno sepolto prima il

cadavere, poi la sepoltura![8]

Pensieri, Discorsi, Illustrazioni · 第 13 / 48 题