NOTE.

[26] Sulla fine di quell’autunno scrissi uno scherzo poetico,

al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui

seguendo l’ordine cronologico della mia narrazione.

Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una

buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne

da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio,

credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto

mortificato, perchè non gli era riuscito di fare uno dei compiti

autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato,

ma non aveva saputo andare innanzi.

Il ragazzo piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di

finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il

cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a

quei tempi, era: _La partenza del Crociato per la Palestina_. Lo

scolaretto aveva cominciata la sua poesia così:

«Passa un giorno, passa l’altro

Mai non torna il nostro Anselmo,

perchè egli era molto scaltro

Andò in guerra e mise l’elmo...»

Qui s’era fermato. Nel leggere quei versi mi balenò una tentazione

cattiva, ma irresistibile; dissi alla madre e al figlio che

ritornassero il giorno dopo, e che la poesia l’avrei finita io.

Corsi nel mio studio, ripetei quei quattro versi declamandoli, e il

seguito venne da sè.

Ricordi di gioventù · 第 59 / 105 题