V.

Ma traverso gli anni — troppo brevi! — di calma dolcezza con lei, e

nella vedovanza che gli straziò il cuore e lo lasciò, solo in un mondo

che poco conosceva, con due fanciullette sulle braccia, l'idea fissa di

Harding non gli uscì mai dalla mente: trovare un rimedio alla spaventosa

elefantiasi greca, distruggere il bacillo di Hansen, liberare la terra

da quella mostruosa impurità. Studiò tutte le nuove pubblicazioni di

Pasini e di Borthen, di Moreno e di Padilla; si mise in corrispondenza

con Filippo Rho, con Castellani e Chalmers; si creò un piccolo

laboratorio in fondo al giardino dove, con bacilli mandatigli da Londra,

fece degli esperimenti su conigli, topi e porcellini d'India. Intraprese

dei viaggi a Parigi e a Bieberich sul Reno; mantenne delle

corrispondenze agro-dolci coi collaboratori di giornali scientifici e

riviste mediche; e non cessava mai di rammentare le sue passate

esperienze indiane, rimpiangendo amaramente di non poterne sapere i

risultati.

— Avevo trovato!... sono certo che avevo trovato.... — diceva talvolta,

la sera alzando i miti occhi dai suoi fogli e fissandoli sulle teste

bionde delle sue figliuole che, chine al lavoro sotto la luce diffusa

della lampada famigliare, alzavano a lui i soavi occhi celesti. — Mi

basterebbe avere qui otto o dieci lebbrosi....

— E dove li terresti? — chiedeva Myosotis, non senza un poco

d'inquietudine.

— Già — rifletteva il dottore scotendo la testa bianca; — dove li

terrei?

Naja tripudians · 第 10 / 44 题