VI.

Lieti volavano i giorni, portando anemoni d'opale e iridi azzurre e

candidi narcisi al giardino di Rose Cottage; allungando i tralci di

edera che stringevano in un verde abbraccio tutto il piano inferiore

della casetta.

Avrebbe dovuto esserci anche un'aiuola di giacinti; ma questi, comperati

allo stato di bulbo dal dottore a Leeds, e da lui e le sue figlie

piantati con più cura che esperienza, non fiorirono perchè erano stati

messi in terra colla testa all'ingiù.

Nel piccolo orto, cura speciale di Jessie, si seminarono colla consueta

regolarità cavoli, spinacci, cicoria e piselli, e colla medesima

regolarità gli otto polli bianchi, cari al cuore del dottore, andarono a

mangiare i semi appena messi in terra, e se ne tornarono all'aia

soddisfatti, facendo cenno di «sì» col capo ad ogni passo.

I quattro grossi conigli bianchi e neri diventarono i genitori di

trentadue piccoli conigli bianchi e neri.

I due cani, Whisky e Soda, per tutto un giorno non ebbero fame, e si fu

molto in pena per la loro salute, finchè non si scoprì che avevano

mangiato dodici dei piccoli conigli. Allora Myosotis e Leslie piansero

molto per i piccoli conigli; e piansero ancor più per Whisky e Soda

durante la punizione inflitta loro dalla inesorabile Jessie col

battipanni.

Il dramma dei conigli fu l'episodio più saliente di quella primavera.

L'evento principale dell'estate fu una visita della signora Russel,

moglie dello Squire del paese; ella arrivò a Rose Cottage un mattino con

sua figlia Nelly ad invitare le due fanciulle ai bagni di mare a

Felixstowe.

— Partiamo lunedì, Nelly ed io, — disse, amichevole e vivace, al dottor

Harding; — le sue due figliole potranno essere pronte per quel giorno?

Il dottor Harding parve assai incerto. Pur ringraziando dell'invito, non

pareva troppo incline ad accettarlo. L'idea di affidare ad altri, anche

per breve tempo, le sue dilette, lo turbava assai.

— Ma sapete pure, — insistè Mrs Russel, un poco impaziente — che questa

è un'usanza entrata ormai in tutte le nostre migliori famiglie. Anche la

mia Nelly fa ogni anno il suo giro di visite in casa dei nostri amici

più intimi. Solo così le nostre ragazze possono imparare a stare al

mondo, a conoscere gente, a non trovarsi timide ed impacciate quando

vanno in società.

Pur riconoscendo la saggezza e i vantaggi di questa abitudine inglese,

il dottore non sembrava troppo disposto a conformarvisi.

Allora la signora Russel, già sulla porta in procinto di partire, tentò

un altro argomento.

— Pensate, dottore, di quanto vantaggio per la loro salute saranno i

bagni di mare....

Il dottore ringraziò, e promise che ci avrebbe pensato.

Jessie che teneva aperta la porta, la richiuse con forza non appena Mrs

Russel e sua figlia ebbero voltato le spalle; indi entrò nel salotto con

ciò che le bimbe chiamavano «la sua faccia di policeman».

— I bagni di mare! — esclamò. — Già. Non mancherebbe altro.

— E perchè no? — fecero in coro Myosotis e Leslie.

— Perchè è pericoloso — dichiarò essa.

— Ma Jessie!... Tutti vanno a fare i bagni!...

— Ci vanno, ci vanno; e per lo più si annegano, — sentenziò Jessie,

lugubre e caparbia. — Vostro padre deciderà come vorrà. Ma se lo

domandate a me, dico che finchè voi non saprete nuotare non dovete

entrare nell'acqua.

— E dove vuoi che impariamo a nuotare? Per istrada? nel prato? — esclamò

Leslie, sarcastica.

Ma la vecchia domestica volse le spalle quadrate e inesorabili, e tornò

in cucina.

Le due fanciulle la seguirono.

— Jessie!... Sei proprio illogica... — ragionarono.

— Sì, sì, illogica — fece quella; — quando avrete la mia età sarete

illogiche anche voi.

Myosotis rise. E rise anche Leslie all'idea di avere giammai l'età di

Jessie.

— Scommetto che Jessie, — osservò Myosotis — non sa neppure il

significato della parola «illogica»!

— Non lo so, nè lo voglio sapere — ribaltò Jessie. — Non ho tempo, io,

di riempirmi la testa di parole nuove.

E staccò dal gancio una casseruola, sbattendola sul tavolo con molto

rumore.

— Lasciamola stare! — fece Leslie, traendo pel braccio la sorella. — Sai

bene.... È come la storia del pianoforte.

La storia del pianoforte! Le ragazze la rammentavano a Jessie ogni volta

che volevano farla stizzire.

— Rose Cottage sarebbe perfetta — aveva detto un giorno Myosotis,

guardandosi intorno nella casetta, che dopo la vigorosa pulizia pasquale

di Jessie era linda e lucida come un bambino a cui si sia lavato con

molto sapone la faccia, — sarebbe perfetta.... se ci fosse un

pianoforte.

Il papà, udendo quell'osservazione, aveva accarezzato la guancia rosea

di Myosotis.

— Te lo comprerò, — disse.

Ma Jessie che stava mettendo tavola, e che, per principio, disapprovava

ogni soverchia indulgenza, intervenne severa:

— E si può sapere che cosa ne farete d'un pianoforte, poichè non lo

sapete suonare?

— Ma quando l'avremo, impareremo — disse Myosotis.

— Niente affatto. Quando avrete imparato a suonarlo, lo potrete avere —

ribattè Jessie, con grande fermezza. — Vostro padre non farà di quelle

spese inutili. — E uscì, borbottando ancora: — Già! Mancherebbe altro.

Un pianoforte, quando nessuno lo sa suonare!...

— Sarà meglio non farla arrabbiare — disse il dottor Harding, a tavola,

guardando i visetti compunti delle due ragazzine. — Non insistiamo per

il pianoforte....

Non insistettero. Ma Myosotis si alzò ogni mattina alle sei, e prima di

scuola scendeva correndo al villaggio. Alle sette e mezzo batteva già

alla porta di Miss Jones, la quale, ancora in sottana con uno scialletto

sulle spalle, la faceva entrare nel suo salottino, toglieva dal

pianoforte un vaso di fiori di cera, le fotografie dei suoi genitori e

quella della famiglia reale, e apriva con solennità l'istrumento.

Myosotis sedeva risolutamente davanti alla tastiera e si poneva a

studiare.

Un pomeriggio, quattro mesi dopo, tornando di corsa a Rose Cottage, ella

andò difilato in cucina, e davanti a Jessie che stava impastando un

Yorkshire pudding, distese ed aprì il primo quaderno del Diabelli.

— Vedi queste cose nere? — disse. — Sono note. Ed io le so suonare.

E poggiato il quaderno all'orlo dell'asse infarinato, suonò sulla tavola

da cucina, alzando molto le dita e cantando la melodia:

— _Ta, tatà tatà tatà, ta, ta...._

Jessie colle mani infarinate sui fianchi, fu assai impressionata.

— Ma guarda un po', ma guarda un po'! — esclamava. E nei suoi occhi

rossi salivano le lagrime di meraviglia e di ammirazione.

— _Ta, tatà tatà tatà tatà, ta, ta_ — continuava Myosotis.

E a Jessie le lagrime traboccarono dagli occhi e caddero giù per le

guancie; e non potè nè nasconderle nè asciugarle perchè aveva le mani

infarinate.

Tre giorni dopo, arrivava da Leeds il pianoforte. E il dottore in

poltrona, e Leslie in piedi, e Jessie rigida in una sedia accanto alla

porta, ascoltarono rapiti la Sonatina del Diabelli per ben otto o dieci

o dodici volte di seguito; mentre in cucina il pollo — immolato per la

grande occasione — bruciava nella casseruola, e Whisky in piedi sulla

tavola, ne divorava i fegatini e il cuore.

Naja tripudians · 第 11 / 44 题