Le due bimbe crebbero in serena innocenza, candide, mansuete e semplici.
Rose Cottage, la casetta bianca e bassa del dottor Harding era lontana
anche dal villaggio e nessuno si scomodava mai per andarvi a far visita.
Il villaggio di Wild-Forest, sperduto nell'angolo più remoto del
Yorkshire, non offriva nè attrattiva al viaggiatore nè seduzione a
villeggianti; le medesime antiche famiglie campagnuole vi abitavano da
generazioni, ed i tumultuosi eventi di un mondo lontano non giungevano a
scuotere i calmi silenzi di quei patriarcali focolari.
Così la giovinezza delle due fanciulle scorreva fuori del mondo, lontana
dalla vita, come un ruscello argenteo in un paesaggio lunare.
Poichè la scuola era lontana, Miss Smith veniva lei stessa due volte
alla settimana ad impartire loro delle vaghe nozioni d'ogni genere. Di
Storia ella impresse i punti secondo lei più importanti nelle chiare
memorie delle due fanciulle: Re Canuth che aveva voluto fermare le onde
del mare; i due principini assassinati nella Torre di Londra; il
principe Clarence che volle affogarsi in una botte di Malvasia; i nomi
delle sette mogli di Enrico VIII; la predilezione per il colore celeste
dell'attuale regina Mary d'Inghilterra.
I loro studi di Geografia si limitarono ai nomi dei continenti, dei mari
e delle 37 contee d'Inghilterra; tutto il resto, visto le condizioni
incerte e tumultuarie dell'epoca presente, era inutile impararlo, perchè
le cose potevano cambiare ogni giorno.
Impararono i nomi di tutti i fiori nel giardino di Rose Cottage, ed
anche di tutti quelli nei boschi; studiarono a memoria le poesie di Mrs
Hemans, e s'interessarono molto ai piccoli negri dell'Africa Centrale
che hanno la sventura di non portare vestiti e di non leggere la Bibbia.
E così, avendo assolto il suo compito d'educatrice, Miss Smith le
abbracciò, le benedisse, e andò a vivere a Leeds.
Dove sposò un capomastro e fu molto felice.
Alla scuola di Wild-Forest venne Miss Jones, una nuova maestra, una
maestra di Londra, molto risoluta e moderna. Arrivò a Rose Cottage, non
invitata, a fare un breve ma severo esame alle due ragazzine; per
sfortuna non chiese nè di Canuth nè dei piccoli negri; per conseguenza
trovò che le bimbe erano assai ignoranti e insistette presso il dottor
Harding perchè le mandasse a scuola.
E a scuola andarono, ogni giorno, le due biondine, e impararono tutto
ciò che ancora mancava alla loro perfetta educazione. Impararono che il
mondo è rotondo e appartiene agli inglesi; che gli oceani sono vasti e
appartengono agli inglesi; che gli inglesi permettono — generosamente —
ad alcune altre nazioni di vivere nel mondo, e ad alcune altre navi — ma
poche! — di navigare sui mari. Impararono che bisogna odiare i tedeschi,
disprezzare i latini, e aver schifo dei negri. Impararono che il Dio
inglese non riceve che la domenica, mentre il plebeo Dio cattolico (che
del resto non serve che per gli straccioni, i forastieri e gli
Irlandesi) lascia aperte le sue chiese tutti i giorni, ma non bisogna
andarci. Impararono che il sentimento è una cosa volgare; che è ridicolo
commuoversi, che è indecoroso entusiasmarsi; che la frutta si mangia col
coltello e la forchetta, e che le unghie e la coscienza — ma sopratutto
le unghie! — vanno tenute pulite.
Terminata così la loro educazione scolastica, le due fanciullette
lasciarono la scuola e tornarono a casa, da loro padre.
E da lui appresero altre cose ugualmente utili per affrontare
l'esistenza. Appresero quali sono i mezzi che si adoperano a Rio Janeiro
e nell'Isola di Sumatra per neutralizzare il veleno dei serpenti;
impararono a distinguere la Naja Tripudians — la funesta e terribile
cobra egiziana — da altri rettili, quale il Crotalus horridus e il
Cerastes cornutus; impararono a conoscere i sintomi determinati dalla
puntura degli scorpioni di Columbia e quelli dei ragni del Capo di Buona
Speranza; e conobbero la distribuzione geografica, la eziologia e la
patogenesi della lebbra e del beri-beri.
Così, preparate ed agguerrite alla vita, si affacciarono le due bionde
sorelline alla soglia della giovinezza. Con gli occhi limpidi come il
vento guardarono in faccia all'avvenire.