III.

Le due bimbe crebbero in serena innocenza, candide, mansuete e semplici.

Rose Cottage, la casetta bianca e bassa del dottor Harding era lontana

anche dal villaggio e nessuno si scomodava mai per andarvi a far visita.

Il villaggio di Wild-Forest, sperduto nell'angolo più remoto del

Yorkshire, non offriva nè attrattiva al viaggiatore nè seduzione a

villeggianti; le medesime antiche famiglie campagnuole vi abitavano da

generazioni, ed i tumultuosi eventi di un mondo lontano non giungevano a

scuotere i calmi silenzi di quei patriarcali focolari.

Così la giovinezza delle due fanciulle scorreva fuori del mondo, lontana

dalla vita, come un ruscello argenteo in un paesaggio lunare.

Poichè la scuola era lontana, Miss Smith veniva lei stessa due volte

alla settimana ad impartire loro delle vaghe nozioni d'ogni genere. Di

Storia ella impresse i punti secondo lei più importanti nelle chiare

memorie delle due fanciulle: Re Canuth che aveva voluto fermare le onde

del mare; i due principini assassinati nella Torre di Londra; il

principe Clarence che volle affogarsi in una botte di Malvasia; i nomi

delle sette mogli di Enrico VIII; la predilezione per il colore celeste

dell'attuale regina Mary d'Inghilterra.

I loro studi di Geografia si limitarono ai nomi dei continenti, dei mari

e delle 37 contee d'Inghilterra; tutto il resto, visto le condizioni

incerte e tumultuarie dell'epoca presente, era inutile impararlo, perchè

le cose potevano cambiare ogni giorno.

Impararono i nomi di tutti i fiori nel giardino di Rose Cottage, ed

anche di tutti quelli nei boschi; studiarono a memoria le poesie di Mrs

Hemans, e s'interessarono molto ai piccoli negri dell'Africa Centrale

che hanno la sventura di non portare vestiti e di non leggere la Bibbia.

E così, avendo assolto il suo compito d'educatrice, Miss Smith le

abbracciò, le benedisse, e andò a vivere a Leeds.

Dove sposò un capomastro e fu molto felice.

Alla scuola di Wild-Forest venne Miss Jones, una nuova maestra, una

maestra di Londra, molto risoluta e moderna. Arrivò a Rose Cottage, non

invitata, a fare un breve ma severo esame alle due ragazzine; per

sfortuna non chiese nè di Canuth nè dei piccoli negri; per conseguenza

trovò che le bimbe erano assai ignoranti e insistette presso il dottor

Harding perchè le mandasse a scuola.

E a scuola andarono, ogni giorno, le due biondine, e impararono tutto

ciò che ancora mancava alla loro perfetta educazione. Impararono che il

mondo è rotondo e appartiene agli inglesi; che gli oceani sono vasti e

appartengono agli inglesi; che gli inglesi permettono — generosamente —

ad alcune altre nazioni di vivere nel mondo, e ad alcune altre navi — ma

poche! — di navigare sui mari. Impararono che bisogna odiare i tedeschi,

disprezzare i latini, e aver schifo dei negri. Impararono che il Dio

inglese non riceve che la domenica, mentre il plebeo Dio cattolico (che

del resto non serve che per gli straccioni, i forastieri e gli

Irlandesi) lascia aperte le sue chiese tutti i giorni, ma non bisogna

andarci. Impararono che il sentimento è una cosa volgare; che è ridicolo

commuoversi, che è indecoroso entusiasmarsi; che la frutta si mangia col

coltello e la forchetta, e che le unghie e la coscienza — ma sopratutto

le unghie! — vanno tenute pulite.

Terminata così la loro educazione scolastica, le due fanciullette

lasciarono la scuola e tornarono a casa, da loro padre.

E da lui appresero altre cose ugualmente utili per affrontare

l'esistenza. Appresero quali sono i mezzi che si adoperano a Rio Janeiro

e nell'Isola di Sumatra per neutralizzare il veleno dei serpenti;

impararono a distinguere la Naja Tripudians — la funesta e terribile

cobra egiziana — da altri rettili, quale il Crotalus horridus e il

Cerastes cornutus; impararono a conoscere i sintomi determinati dalla

puntura degli scorpioni di Columbia e quelli dei ragni del Capo di Buona

Speranza; e conobbero la distribuzione geografica, la eziologia e la

patogenesi della lebbra e del beri-beri.

Così, preparate ed agguerrite alla vita, si affacciarono le due bionde

sorelline alla soglia della giovinezza. Con gli occhi limpidi come il

vento guardarono in faccia all'avvenire.

Naja tripudians · 第 8 / 44 题