— Lasciamo fare a Madre Natura, — disse Mr Williams, il medico di
campagna, uscendo dalla camera della sofferente e chiudendo cautamente
l'uscio dietro di sè. E battè sulla spalla del marito, accasciato su una
seggiola nel corridoio col capo tra le mani: — Lasciamo fare a Madre
Natura.
Francis Harding alzò la fronte su cui cadevano scomposti i capelli già
biancheggianti.
— Ma non c'è pericolo?... — e fissò gli occhi rossi dalle veglie e dal
pianto sul suo vecchio amico e collega.
— Niente! Niente pericolo, — disse il dottor Williams allegro e bonario;
— e voi, mio buon Frank, andate a passeggio.
— Quanto durerà ancora? — interrogò il marito.
— Quattro o cinque ore.... o sei, — disse il medico.
Un lungo gemito e un altro e un altro ancora, crescente fino a un urlo
stridulo e straziante, giunse a loro traverso quella porta chiusa. Il
marito trasalì, pallido, battendo i denti, e un sudore gelido gli perlò
sulla fronte. Fece per tornare indietro.
— No, no! — esclamò il dottore, prendendolo per un braccio. — Non
fareste che disturbarla. C'è la buona Jessie che le bada. Fuori,
fuori....
E trasse l'amico, che barcollava come un ubriaco, giù per la breve
scalinata di Rose Cottage e fuori nel giardinetto mesto e sfrondato,
dove le margherite viola e le ultime rose ottobrine sbattute dal vento
si dolevano d'essere venute al mondo in autunno invece che in primavera.
— Via, via! Andate a passeggiare, — ripetè il dottore. — Io vado a fare
tre visite e poi torno qui. Guai a voi, se vi ci ritrovo!
E stringendo affettuosamente la mano dell'amico, il dottor Williams andò
a slegare dallo steccato le redini del vecchio cavallo bianco che
pascolava placidamente l'erba sull'orlo della strada campestre.
— Andrò a vedere la bambina, — sospirò Harding volgendo lo sguardo
appannato nella direzione del villaggio, annidato nel verde a mezzo
miglio di là.
— Bravo, bravo! Dove l'avete?
— L'ho mandata in casa della maestra, — disse Harding; — ha offerto lei
di tenermela durante questi giorni.
— È una buona creatura quella Miss Smith, — osservò il dottore. E colle
redini in mano salì nel baroccino. — Non offro di condurvici perchè vado
nella direzione opposta. E poi, vi farà bene il moto.
Harding fece mestamente cenno d'assenso, e il dottore, sbattendo le
redini sul grasso collo del cavallo, partì, sballottato nel suo
calessino giallo, per la strada di campagna lunga, dritta, spazzata dal
vento autunnale.
Francis Harding scese lentamente per la scorciatoia verso il villaggio
di Wild-Forest, tremando di udire rinnovarsi, prima d'esserne fuori di
portata, quel gemito, quell'urlo che ormai da dodici ore si rinnovava a
intervalli sempre più brevi, e che diveniva sempre più angosciante e
straziante.
— A che cosa serve, — riflettè egli amaramente, scendendo tra i prati
umidi e smeraldini sotto gli alberi rosseggianti e in parte già
sfrondati, — a che cosa serve ch'io sia dottore, se non posso assistere
nell'ora del suo spasimo la creatura a me più cara? Se non posso lenire
le sue sofferenze?
E pensò che se pure, come marito, non poteva assistere nel parto sua
moglie, avrebbe pur potuto starle vicino, farle respirare un po' di
cloroformio nelle crisi del massimo dolore....
Ma poi si disse che il vecchio Williams era geloso delle sue pazienti e
non avrebbe tollerato la menoma intromissione, neppure quella del
marito.
E continuando la sua strada, umiliato, pensava di sè: che razza di
dottore era mai? Che dottore inutile e grottesco! Specialista di
malattie tropicali qui, in un paesello nordico dell'Inghilterra, dove il
sole si vedeva un giorno su dieci! Che ironia saper curare i casi
d'insolazione e di colera asiatico! Essersi specializzato negli studi
dell'elefantiasi e della lebbra, nelle cure dei veleni ofidici di vipere
e di naie!... Ah! meglio se fosse rimasto laggiù nelle Indie, solitario
naufrago della vita sulle torride e desolate coste del Malabar, tra i
soldati e i negri; meglio se non fosse tornato qui nel suo paese nativo,
a sposare la mite e timida creatura, di vent'anni più giovane di lui,
che ora gli metteva al mondo, tra gli spasimi, dei figli — come lui miti
e timidi, come lui inetti alla vita....
Veramente, pensò poi per consolarsi, sua figlia maggiore — l'unica fino
ad oggi — la piccola Myosotis ch'egli andava ora a trovare, non era poi
tanto timida, nè tanto mite.... Al pensiero di Myosotis il dottore
Francis Harding affrettò il passo.
Giunse alla casa della maestra e, battendo piano alla porticina verde,
senza attender risposta girò la maniglia ed entrò.
Subito dalla saletta a pianterreno gli corse incontro la sua bambinetta
seguita con maggior compostezza da Miss Smith.
— Papà!... — e gli saltò tra le braccia. Poi, guardandosi intorno: —
dov'è la mamma?
— Te l'ho già detto io, — interpose in fretta la maestrina, anima
mistico-poetica, ammiccando cogli occhi al dottor Harding; — è andata
nel giardino delle Esperidi a prenderti un fratellino.
— Poteva tralasciare; — disse la piccola Myosotis — potevamo mandare il
giardiniere o qualcun altro a prenderlo. E poi, — soggiunse con un
piccolo broncio, — non c'era bisogno di fratellini; vero, Papà?
Il Papà arricciandosi nervosamente i baffi grigi si strinse nelle spalle
con fare un po' compunto.
— Veramente.... — disse, quasi coll'aria di volersi scusare.
La maestra s'interpose di nuovo: — Bisogna accettare con gratitudine ciò
che il buon Dio manda.
— Ma allora, — ribattè Myosotis coll'ostinazione propria all'infanzia —
se Dio lo mandava non c'era bisogno che la mamma si disturbasse ad
andarlo a prendere.
Suo padre ebbe un pallido sorriso; ma Miss Smith aggrottò le
sopracciglia. — Zitta, — disse. — I bambini non devono parlare che
quando si rivolge loro la parola.
Indi interrogò collo sguardo il dottor Harding.
— Mah!... — fece egli, e trasse un profondo sospiro. — Non ancora.... Il
dottore spera che tra qualche ora....
— Mah! — fece a sua volta Miss Smith.
Ed entrambi fissarono lo sguardo un po' triste, un po' vacuo sulla
bambina; e tacquero.
Finalmente Miss Smith propose il rimedio inglese ad ogni più grave
guaio.
— Prendiamo una tazza di thè!
Frattanto il grasso cavallo bianco del dottor Williams saliva a passo
lento le brevi colline e scendeva a trotto pesante le brevi vallate; e
il dottor Williams fece con cura e coscienziosità le sue tre visite.
Indi il grasso cavallo bianco riprese la via di Rose Cottage; a passo
lento le salite, a trotto pesante le discese; e arrivò al cancelletto
verde sul calar della sera.
Francis Harding passeggiava in su e in giù per il malinconico giardino
crepuscolare; e si stringeva la testa tra le mani.
— Dottore!... dottore!... — singhiozzò, — aiutatela, aiutatela per amor
di Dio.
E il dottore, entrando nella buia anticamera e togliendosi il soprabito,
ripetè bonario:
— Ma che, ma che!... Bisogna lasciar fare a Madre Natura.
Lasciarono fare a Madre Natura — vecchia Levatrice cieca, sorda, pazza e
perfida — e quella condusse alla vita, su un fiotto di sangue, una
fragile creatura novella; e spinse alla Morte, sulla stessa onda
purpurea, l'altra e più preziosa esistenza.
. . . . . . .
— Dov'è la mamma?...Dov'è? — gridò Myosotis, entrando inattesa e sola a
Rose Cottage il mattino seguente. La maestra vi si era recata all'alba
mentre la bambina dormiva ancora; ma appena desta, Myosotis, sfuggendo
alla vecchia serva di Miss Smith, era corsa fuori, e su per la collina a
casa sua.
Nel salotto erano radunati silenziosi suo padre, la maestra, il dottore
e la vecchia Jessie; questa recava sulle ginocchia un involto di
flanella bianca.
Myosotis ripetè la sua domanda: — La mamma dov'è?
Nessuno — nè suo padre, nè il dottore, nè la maestra, nè Jessie —
rispose. Forse non lo sapevano. L'unico che poteva saperlo era l'involto
di flanella; e quello non aprì bocca.
— Quando torna?... nessuna risposta. Tutti piangevano sommessi.
— È rimasta in quel giardino?... — chiese la bimba avvicinandosi al
padre che stava chino coi gomiti sulle ginocchia e il viso chiuso nelle
mani.
Il padre scoppiò in singhiozzi poggiando il capo grigio sul fragile
omero della sua bambina. Allora pianse anche lei molto forte e a lungo,
e tutti gli altri dovettero smettere di piangere per consolarla.
Indi Miss Smith la ricondusse via.