BOBI. — E rimane inteso, in tribunale negherò tutto.
TULLIO. — No; confessa tutto, o sei perduto! Ma ti rivedrò in prigione
domani... Ecco la lettera... Un momento... Quando mi vedrai trarre di
tasca la pezzuola per soffiarmi il naso, secondami in tutto e per tutto!
BOBI. — Inteso. Vado giù... al fresco. Mi piace quella caserma... È
ariosa e allegra... E poi per pochi giorni!... Mi figurerò di essere
all'ospedale.
TULLIO _(sentendo venir gente)_. — Via subito!
BOBI. — _(Saluta, si mette il cappello sulle ventiquattro..... finta
uscita)_ Scusino, che c'hanno dei sigari loro?
TULLIO. — Ecco i miei, eccoli tutti.
PETR. — Ed ecco anche la scatoletta dei zolfini.
TULLIO. — Non ti occorre altro?
BOBI. — Quello che m'ha promesso, il trionfo, niente altro.
TULLIO. — Nient 'altro!.. Ma non perder tempo.
BOBI. — Vado! _(acceso il sigaro, li saluta confidenzialmente, e s'avvia
al fondo colle mani in tasca, come se andasse a festa — e poi, dal
fondo, rivolgendosi)_ — Oh! Che parleranno di me i giornali?
TULLIO. — Tutti!
PETR. — Ti farò fare anche il ritratto!
BOBI. — Allora bisogna dire che l'ho proprio trovato il mio avvocato,
mondo cane! _(esce dal fondo zufolando)_
TULLIO. — Bada che, se non corri, ti morde!
PETR. — Tullio?
TULLIO. — Petronio?
PETR. _e_ TULLIO _(fuori di sè dalla gioia, abbracciandosi, con uno
scoppio di sonore risate)_. — Ah! Ah!