SCENA VIII.

_LUIGIA con un mazzo di fiori slegati che depone sul tavolo, dal fondo.

DETTI._

SILV. — A meraviglia! Ma lei ha una ricchezza di sinonimi e di aggettivi

che sbalordisce.

MARC. — Eh! se toglie l'aggettivo alla letteratura e all'arte oratoria,

che cosa resta? E poi due, tre martellate conficcano meglio un chiodo

che una sola!

SILV. _(scherzando)_. — È vero che lei piglia così il nostro cervello

per un pezzo di legno, ma la spiegazione è evidente.

GIUS. — Senti, Luigia, che cosa dice il signore di Tullio. _(a Marcolini

alzatosi)_ Mia figlia, stia commodo, signor..... professore.

MARC. — Non sono professore, grazie. Dicevo che Tullio è avvocato nato.

Ma quale meraviglia se il destino lo faceva nascere di famiglia già

famosa nell'arte oratoria? Quale meraviglia se sua madre, quasi presàga

del futuro, bene vi auspicava battezzandolo col nome del più grande

oratore romano, sebbene non fosse veramente un romano _de_ Roma ma

Arpinate, l'immortale più che divino Marco Tullio Cicerone?

GIUS. — (Dev'essere un giudice di tribunale). È vero, signor magistrato,

è vero.

MARC. — Grazie, non sono magistrato. La sua è adunque una vera

consacrazione naturale, originale, direi fatale, sopratutto per le

grandi cause criminali, perchè egli ha il segreto del nuovo e

dell'impreveduto che intontisce il pubblico; il torrente di filippiche e

il fuoco d'artifizio che annichila il Pubblico Ministero...

SILV. — Mille grazie dell'avvertimento.

MARC. _(con un inchino)_. — Era un dovere per me. _(seguitando)_ E

infine l'arte superlativa, indispensabile per vincere; l'ineffabile arte

di toccar le corde ai Giurati! — La parola essendo un fatto — _for

faris_ parlare ed agire — chi disse che il silenzio è d'oro non era

certo un avvocato: la parola è un suono, è un'idea, ma forse più giova

suono che idea, ed è perciò che Tullio ha una voce e due polmoni che

possono lavorare tre, quattro ore come tutto il giorno, vale a dire

finchè la parte avversaria non sia rimasta senza fiato. Che armonia in

tanta forza! Che varietà di gamme dalle basse per parlare ai giudici,

alle medie per i Giurati, alle acutissime per trafiggere il Pubblico

Ministero! E a sentirlo vi par sempre che sia uno specialista, lo

specialista del soggetto che tratta... _(con sdegno)_ Il mio Tullio un

miserabile specialista? Ma allora il concertista meraviglioso non

saprebbe suonare che un pezzo, il comico potente non saprebbe recitar

bene che una commedia! Tullio invece è tutta un'orchestra, tutta una

compagnia di comici impareggiabili!

GIUS. — Senza dubbio, il signore è un artista?

MARC. — Sarebbe troppo onore; ma a lei pare forse che paragonando Tullio

ad un attore, gli faccia torto. No, illustre signore, perchè comico ed

avvocato sono, in fondo, una cosa sola!

GIUS. e SILV. — Oh via!

MARC. — E glie lo provo subito. Un avvocato non è forse tanto più bravo,

quanto più fa valere la parte che si è assunto di rappresentare in

Tribunale?

GLI ALTRI. — Senza dubbio.

MARC. — E che cosa è un comico, se non l'avvocato che tanto s'immedesima

nella sua parte, da farla parere parte sua, causa sua, passione sua?

Dunque avvocati e comici professano in fondo una poco dissimile arte

magnifica e fuggitiva, colla sola diversità che il comico non recita che

in teatro, e non dà mai ad intendere di recitare la parte del patriotta

per il bene del popolo e della nazione!

GLI ALTRI. — Bravo, signor avvocato, bravo!

MARC. — Mille sentitissime grazie; ma non sono neanche avvocato.

GIUS. — (Chi diavolo può essere?) Sono ben lieto che Tullio abbia tante

disposizioni; ma al mio tempo non si conosceva l'avvocato concertista,

attore e che so io!

MARC. — Lo credo io! allora non c'erano i Giurati, e toccar le corde ai

magistrati, eh! eh! era tutto un altro par di maniche.

SILV. — Mi scusi; ma dove le ha trattate il signor avvocato Tullio tutte

le cause che hanno rivelato il suo straordinario ingegno?

MARC. — Nel suo studio, fra me e l'avvocato Petronio Barbariccia. Io

faccio da Giurato e Barbariccia da delinquente. A proposito, eccolo in

persona.

Un avvocato dell'avvenire Le Commedie, vol. 1 · 第 20 / 49 题