quindi si ritrae al suo posto, cantando:
Lantantirulirlàlà
(do)
Allora le fanciulle guidate dal capo di casa si avanzano verso il
messaggero d'amore e cantano:
Cosa völi vui?[13]
Lantantirulirulena[14]
Cosa völi vui?[15]
Lantantirulirulà.
Ritorna la volta dell'ambasciatore, che avanzandosi al primo e al
terzo, ritirandosi al secondo e quarto versetto, ricomincia a cantare:
I vöi üna d' vostre fie[16]
Lantantirulirulena, ecc.
Le fanciulle e il capo di casa, muovendo di nuovo incontro, domandano:
Quala völi vui?[17]
Lantantirulirulena, ecc.
La risposta dell'ambasciatore non è sempre la medesima; ora egli dice
che vorrebbe la bionda, ora la bruna, ora la più bella e così via
finchè il giuoco si stanca. Le fanciulle interpellano l'ambasciatore
sul mestiere dello sposo che fa domandare la loro compagna:
Che mestè farála?[18]
Lantantirulirulena, ecc.
Qui pure la risposta dell'ambasciatore può essere varia; ora la sposa
è destinata a diventare principessa, ora fruttivendola, ora qualcosa
di meno, secondo l'umore variamente burlesco dell'ambasciatore. Ma non
di rado avviene che il giuoco si guasta e la partita si scombina,
poichè la fanciulla si sente offesa di essere chiamata ad un mestiere
troppo vile. Allora si mettono in mezzo i pacieri e si studia di
placarla col rifare il giuoco ed invitarla a nozze più illustri. Le
fanciulle e il capo di casa ripigliano le loro domande, una delle
quali sopra la dote[19] che il marito intende fare alla sposa. Dopo
alcune altre domande e risposte, il capo di casa e le fanciulle
lasciano andare la fanciulla eletta alle nozze con le parole
sacramentali:
Piévla püra ch'a l'è vostra[20]
Lantantirulirulena, ecc.
L'ambasciatore la mena con sè e tutti, fanciulli e fanciulle, che
pigliano parte al giuoco, formano un circolo e girano, mettendo grida
di gioia, poichè la sposa è fatta.
Io suppongo che questo animatissimo giuoco dei fanciulli piemontesi
sia di origine celtica, per la gran parte che nelle nozze assume
l'_ambasciatore_[21]. Il giuoco riproduce, al vivo, tutta una chiesta
nuziale alla maniera celtica, sebbene la chiesta stessa, in genere, e
le danze che la conchiudono siano conformi a tutto il rito
indo-europeo.
Probabilmente, in Piemonte, appena l'uso celtico, che dura pur sempre
tra i Bretoni, si andò perdendo, divenne un giuoco da fanciulli.
Così pure la _moscacieca_, che si fa nell'Annoverese[22], per nozze, è
diventata, in Piemonte, un giuoco da fanciulli, mentre vi scomparve
dall'uso nuziale. Un fanciullo bendato deve, fra molte fanciulle,
ritrovare la sua; se egli si sbaglia, diviene ridicolo a tutta la
brigata.
In Piemonte, usa ancora un altro giuoco che si riferisce alle nozze.
Esso rappresenta i doni da farsi alla sposa. I fanciulli stanno seduti
in giro. Il capo-giuoco domanda a ciascuno di essi quello ch'essi
sarebbero disposti a regalare alla sposa. I fanciulli rispondono,
avendo cura di evitare, nella descrizione dell'oggetto ch'essi
destinano alla sposa, la lettera _r_. Ove si sbaglino, lasciano nelle
mani del capo-giuoco un piccolo pegno da riscattarsi, in fin di
giuoco, per mezzo di una penitenza. Particolarmente le fanciulle,
nella minuta descrizione degli oggetti per la sposa, mostrano una
sollecitudine tutta amorosa; i loro occhietti si animano e brillano
quanto vorrebbero far brillare le stupende vesti delle quali intendono
regalare liberalmente la loro sposa.
In Toscana usa il giuoco del _verde_[23]; piace agli innamorati; chi
perde, in questo giuoco, perde spesso l'amore; poichè per il damo e
per l'amata è segno d'obblio, di disprezzo, il non trovare il verde
nelle mani di chi ama. I bambini lo fanno volontieri coi vecchi che
hanno altri pensieri pel capo, sapendo come sogliono rimediare con
doni alle patite sconfitte; gli amanti maliziosi, nel principio de'
loro timidi amori, mettono volentieri, per condizione, un bacio che
chi perde deve dare o lasciarsi dare da chi ha vinto; gli amanti
inoltrati invece s'insospettiscono, diffidano, s'adirano, si
allontanano talvolta, per la sola cagione del _verde_ dimenticato[24].
L'uso tuttavia va in disuso; ed è a prevedersi che resterà, col tempo,
un solo giuoco da fanciulli, finchè alla loro volta i fanciulli, per
la cresciuta serietà de' tempi, diventati serii, non ismettano
anch'essi di giuocare.
Ho inteso che in Grecia gli innamorati dividono per mezzo una foglia
di platano, la quale devono rimettere insieme quando si ritrovano.