Camilla a Riccardo.
«Non vi faccia meraviglia il modo repentino con cui vi lascio; la
determinazione che io prendo non è avventata come può parere, ma è
invece frutto di molti affanni e di gravi lotte lungamente combattute.
«Dell'opportunità di questa determinazione, se la vostra coscienza sa
essere superiore al dispetto, giudicate voi stesso, giudicatene pure
severamente.
«Da qualche tempo noi brancoliamo nelle tenebre, fingendo affetti che
non sono in noi, fingendoli per noi stessi, paurosi di perdere l'ultima
illusione. Abbiamo voluto ingannare la nostra coscienza, e ci siamo
ingannati a vicenda. Non so, nè voglio dire, se ciò sia grave torto
nostro, ed a quale di noi convenga attribuirne la maggior parte; so
che questo stato di cose non potrebbe durare molto, e perciò è bene che
finisca subito.
«È venuta l'ora di guardarci a viso scoperto e di cessare una
mascherata dolorosa.
«Da qualche tempo non vi amo più; da un pezzo voi non mi amate.
È inutile temperare la durezza di questa verità od adoperarci a
proseguire l'inganno. Potrei aggiungere che la vostra freddezza
ha generato la mia; ma sarebbe una discolpa vana, un rimprovero
ingeneroso.
«Io non accuso voi dei miei dolori, nè di ciò che soffro ancor oggi;
accuso me stessa, le mie debolezze, la mia colpa, il mio destino. Voi
non siete stato che uno strumento cieco nelle mani della sorte; avete
aperto le mie ferite come fa il pugnale nelle mani dell'omicida.
«Non voglio avermi pietà; se interrogo il mio passato, comprendo di
non esserne degna; vorrei poter inasprire i miei dolori, ed inviperire
il mio rimorso, se così potessi mitigare l'enormità del mio fallo e
placare le voci irose che gridano contro di me.
«Già mi sorrise il pensiero del vostro affetto; pensai stoltamente a
riparare in esso, a dimenticarmi. Era certamente irriverenza ed egoismo
— era un'altra colpa; la vostra indifferenza, uccidendo la mia fede,
ha dato vita ad un culto più nobile e più santo; sono rimasta sola a
piangere e ad espiare; sarò sola sempre.
«Perciocchè mia è la colpa, tutta mia. Ho potuto credere un istante
che la sorte avesse vincolato con nodi indissolubili i nostri cuori;
colpevole con voi, volli con voi essere penitente, fu un sogno
pazzo. Mia è la colpa. Voi non avete fatto nulla più di ciò che ogni
uomo giovane si crede in diritto di fare; voi non trattenuto da
giuramento di fedeltà, nè da scambievole rapporto di stima, avete
adoperato le armi vostre, le armi dei pari vostri; il volgo degli
uomini dopo i vent'anni vi assomiglia, e sa fare, e fa altrettanto.
Nell'infinita serenità del vostro cielo non doveva apparire alcuna nube
a contristarvi. Le titubanze che hanno tormentato il vostro spirito,
i legami odiosi che avete contratto, vi puniscono gravemente, se pure
avete una parte nella mia colpa.
«Io sola doveva patire la condanna del destino; io grande e vera
colpevole; io che ho tradito una fede giurata, io che ho calpestato la
dignità ed il nome di un uomo generoso, che ho sprezzato il suo affetto
santo, per infamarmi in un delirio basso e volgare.
«Dall'infinito in cui si è lanciato, quell'uomo che il mio labbro
non osa più nominare, mi apparisce ora in tutta la sua grandezza, mi
apparisce qual'era: nobile, virtuoso, superiore troppo a chi lo ha
ingannato. Nella tenebra della mia vita, questa immagine si agita,
e vive, e riluce splendidamente, e rianima le morte mie fibre ad un
orgoglio santo che non è della terra.
«La sua pietà mi sorride nelle mie miserie.
«Al punto a cui siamo giunti, nessun rapporto è possibile fra di noi.
«Abbiamo obbedito ad una forza superiore alla nostra volontà, potevamo
sottrarci ad un vincolo odioso e non l'abbiamo voluto; perchè? di voi
non so, so di me sola; pareva a me che questa unione fosse nei decreti
immutabili della Provvidenza, mi lasciai punire con le stessa armi
adoperate alla colpa. Non egli si vendica, ma è vendicato.
«Era necessario diventare vostra moglie per comprendere tutta la
gravità della mia colpa, e sarebbe necessario vivere con voi per
provare tutta l'amarezza del supplizio. Ma ciò è superiore alle mie
forze di donna, nè io voglio involgervi più oltre nelle mie sciagure.
«Riprendetevi dunque la vostra libertà; dimenticate la donna che vi ha
dato il suo affetto, la sua pace, il suo amore ed a cui avete dato il
vostro nome. La spensierata gioventù vi aspetta; dove l'orgia beffa e
ride, scorre ancora copiosa l'onda dell'oblio.»