Più tardi.
Durante una notte d'inverno — inverno rigido e notte nevosa — fu
consegnata a Riccardo nelle sale dei circolo una lettera premurosa.
Quella notte il tavoliere era coperto di biglietti di banca, e Riccardo
perdeva. Ricevendo la lettera si strinse dispettoso nelle spalle, e
volle darsi aria disinvolta cacciandola con negligenza nelle tasche; ma
si arrestò a mezzo, colpito da un improvviso pensiero.
Guardò la soprascritta... i caratteri non gli erano ignoti...
Un lampo brillò nella sua memoria; si scostò bruscamente dal tavoliere,
si raccolse in un cantuccio e lesse:
«Bice sta male; so che desidera vedervi.
«EMANUELE POOL.»