Come trovar la forza di opporsi? avrebbe egli potuto sciogliere il nodo
fatale di due cuori, senza spezzare un cuore? uccidere l'amore senza
ferire a morte il seno che lo nutriva? E doveva aggiungere un altro
rimorso a flagellare la propria esistenza desolata?
Pure non poteva illudersi; ciò che provava per Camilla non era l'amore
d'una volta; era un sentimento misto di pietà e di desiderio, un
affetto tiepido, che mentre avrebbe saputo resistere al tempo, doveva
venir meno all'idea d'un sagrifizio.
Camilla anch'essa taceva; ignara di ciò che passava nella mente di
lui, ritornava alle meste fantasie, ai rimorsi, alle paure; guardando
Riccardo, rivedeva le immagini temute della colpa.... Un impeto di
dolore strappò al suo petto improvvisi singhiozzi, e un'onda di lagrime
le oscurò la vista.
A Riccardo parve che ella gli leggesse nel pensiero; arrossì, e
la prese per mano. I suoi modi avevano l'apparenza della pietà e
dell'affetto, ma erano freddi. Quelle lagrime erano nuovo veleno
versato nelle sue piaghe.
— Perchè piangi?
— Ah! Riccardo, Riccardo mio, ci avrà egli perdonato, potrà egli
perdonarci mai? —
L'innamorato si scosse bruscamente, passò una mano sulla fronte e non
rispose; Camilla continuava a piangere, nascondendo la faccia fra le
mani.
«Ci avrà egli perdonato?» Queste parole cadevano sul petto di Riccardo
come un martello.
«Lui, sempre lui! Camilla adunque pensava ancora, avrebbe pensato
eternamente a quell'uomo! E a che giovava il suo amore, se non la
poteva togliere dagli amplessi d'un cadavere!»
Era dispetto? Era gelosia? Forse dispetto mascherato di gelosia.
Egli si tolse dal fianco della dolente e passeggiò a gran passi
cacciandosi le mani nei capelli; Camilla rialzò il capo sbigottita, e
lo seguì con occhi paurosi.
— Tu l'ami, non è vero? — domandò Riccardo arrestandosi a un tratto
innanzi a Camilla, e siccome la poveretta impallidiva per terrore e non
rispondeva, soggiunse temperando la durezza dell'accento: — tu l'ami,
dillo, tu l'ami? —
Camilla rimase alcuni istanti estatica, quasi non comprendesse la
dimanda, poi aprì le labbra per parlare, ma gliene mancarono le forze.
— Taci, taci, non mi parlare di lui...
— Di lui...
— Taci.