Miserie del cuore.
Riccardo sentì un istante riardere l'entusiasmo dei giorni passati;
dimenticò le smanie che lo travagliavano, e ridivenne il caldo e
passionato amatore d'una volta.
Col cuore trepidante, come se si recasse ad un primo ritrovo, egli
mosse alla volta di Laveno.
Camilla lo attendeva ansiosa; la poveretta sperava dimenticarsi,
fuggire al pensiero, alle paure segrete del cuore, riparare come
in porto sicuro nelle braccia del suo diletto, domandare all'amore
quell'ebbrezza che sola poteva compensarla della pace perduta. La morte
dell'uomo di cui aveva diviso la vita aggiungeva una voce lugubre alle
cento voci che gridavano nella sua coscienza. L'amore, che ella portava
a suo marito, le appariva traverso i vaneggiamenti di un altro amore,
ingrandito da un impeto di pietà. Dal mondo dell'ignoto in cui viveva,
fratel Biagio pareva avvolgere Camilla con un fascino soprannaturale.
Un solo pensiero la rinfrancava: «non sarebbe stata sola, avrebbe avuto
un compagno in quella notte orrenda; Riccardo era lì per sorreggerla,
per confortare il suo povero cuore; uniti nell'espiazione e nel
pentimento come erano stati nella colpa, essi dovevano dare l'uno
all'altro la forza necessaria a resistere; consacrando alla memoria di
colui che avevano tradito, un culto di ricordi e di pentimenti, presto
sarebbe cancellata la macchia che deturpava il loro amore.»
Camilla attendeva Riccardo per dirgli: «noi fummo colpevoli, noi
saremo penitenti; parleremo insieme di _lui_; pregheremo per _lui_, gli
ridoneremo ciò che gli abbiamo tolto, la fede; riconquisteremo ciò che
abbiamo perduto, la pace.»
Ma Riccardo pensava:
«La rivedrò, chiederò al suo seno una scintilla che mi riscaldi; mi
getterò nelle sue braccia come in un mare tempestoso; m'inebbrierò in
un'orgia d'amore, dimenticherò d'avere una volontà e una coscienza, e
sarà di me, sarà di noi, ciò che la sorte ha decretato.»
Trasognata, ebbra d'amore e di dolore, Camilla si gettò nelle braccia
di Riccardo. Quel primo impeto della passione fu muto; Riccardo
esaminava con puerile ammirazione il meraviglioso contrasto della veste
nera di Camilla e della candidezza del suo volto; Camilla interrogava
con occhi pieni di lagrime.... Il cuore d'entrambi batteva celere, le
loro mani si stringevano e tremavano.
Tacquero per gran tempo; poi confusero in un altro amplesso il rotto
linguaggio dell'affanno e della passione.
Riccardo s'era fatto silenzioso; la parola ardente di Camilla gli era
discesa nel cuore a ridestarvi le prime torture. Un convincimento, che
altre volte l'avrebbe reso felice, pesava sul suo spirito smarrito —
«egli era amato, potentemente, pazzamente amato.»
L'idea dì quest'amore, che irrompeva ora più impetuoso dal petto
della sciagurata donna, di quest'amore fatto cieco dal rimorso, di
quest'amore lagrimoso e circondato da misteriose paure, gli balenava
ora alla mente come una minaccia.