LXXIII.

Miserie del cuore.

Riccardo sentì un istante riardere l'entusiasmo dei giorni passati;

dimenticò le smanie che lo travagliavano, e ridivenne il caldo e

passionato amatore d'una volta.

Col cuore trepidante, come se si recasse ad un primo ritrovo, egli

mosse alla volta di Laveno.

Camilla lo attendeva ansiosa; la poveretta sperava dimenticarsi,

fuggire al pensiero, alle paure segrete del cuore, riparare come

in porto sicuro nelle braccia del suo diletto, domandare all'amore

quell'ebbrezza che sola poteva compensarla della pace perduta. La morte

dell'uomo di cui aveva diviso la vita aggiungeva una voce lugubre alle

cento voci che gridavano nella sua coscienza. L'amore, che ella portava

a suo marito, le appariva traverso i vaneggiamenti di un altro amore,

ingrandito da un impeto di pietà. Dal mondo dell'ignoto in cui viveva,

fratel Biagio pareva avvolgere Camilla con un fascino soprannaturale.

Un solo pensiero la rinfrancava: «non sarebbe stata sola, avrebbe avuto

un compagno in quella notte orrenda; Riccardo era lì per sorreggerla,

per confortare il suo povero cuore; uniti nell'espiazione e nel

pentimento come erano stati nella colpa, essi dovevano dare l'uno

all'altro la forza necessaria a resistere; consacrando alla memoria di

colui che avevano tradito, un culto di ricordi e di pentimenti, presto

sarebbe cancellata la macchia che deturpava il loro amore.»

Camilla attendeva Riccardo per dirgli: «noi fummo colpevoli, noi

saremo penitenti; parleremo insieme di _lui_; pregheremo per _lui_, gli

ridoneremo ciò che gli abbiamo tolto, la fede; riconquisteremo ciò che

abbiamo perduto, la pace.»

Ma Riccardo pensava:

«La rivedrò, chiederò al suo seno una scintilla che mi riscaldi; mi

getterò nelle sue braccia come in un mare tempestoso; m'inebbrierò in

un'orgia d'amore, dimenticherò d'avere una volontà e una coscienza, e

sarà di me, sarà di noi, ciò che la sorte ha decretato.»

Trasognata, ebbra d'amore e di dolore, Camilla si gettò nelle braccia

di Riccardo. Quel primo impeto della passione fu muto; Riccardo

esaminava con puerile ammirazione il meraviglioso contrasto della veste

nera di Camilla e della candidezza del suo volto; Camilla interrogava

con occhi pieni di lagrime.... Il cuore d'entrambi batteva celere, le

loro mani si stringevano e tremavano.

Tacquero per gran tempo; poi confusero in un altro amplesso il rotto

linguaggio dell'affanno e della passione.

Riccardo s'era fatto silenzioso; la parola ardente di Camilla gli era

discesa nel cuore a ridestarvi le prime torture. Un convincimento, che

altre volte l'avrebbe reso felice, pesava sul suo spirito smarrito —

«egli era amato, potentemente, pazzamente amato.»

L'idea dì quest'amore, che irrompeva ora più impetuoso dal petto

della sciagurata donna, di quest'amore fatto cieco dal rimorso, di

quest'amore lagrimoso e circondato da misteriose paure, gli balenava

ora alla mente come una minaccia.

Frutti proibiti · 第 82 / 108 题