LXVII.

Biagio a Riccardo.

«Mi trovo a letto, e sono conciato assai male, a causa d'una caduta che

mi ha spezzato il femore destro. Il medico ha segnalato la cancrena,

ed ha annunziato il delirio per domani. Come vedete, non ho tempo da

perdere.

«Ho determinato di scrivervi come vi parlerei — francamente. I rapporti

che mi stringono a voi me ne danno il diritto e il dovere.

«Vicino a morire, ho richiamato ad una ad una al pensiero tutte

le dolcezze della vita per vedere se vi fosse qualche ragione di

addolorarmi di perderla, ed ho conchiuso dentro di me che lascerò il

mondo senza amarezza.

«Ho un solo rimorso nel petto, e in quest'ora si fa gigante per

contristarmi; ed è di aver legato alla mia povera esistenza un'altra

esistenza; d'aver trascinato dietro al mio cuore pigro un cuore

battagliero, d'aver voluto stabilire l'accordo della gioventù, della

bellezza e dell'entusiasmo con la prosa d'una età sfrondata.

«Sarei, oltre che irragionevole, ingrato verso Camilla se le facessi

colpa d'avere acconsentito a divenire mia moglie. Fu pietà la sua, fu

debolezza; la mia, sì, fu imprudenza, e l'imprudenza colpa.

«Il tardo pentimento mi giova, ed è rara fortuna, a rallegrarmi della

morte. Se vi è cosa di cui mi compiaccia è questa, di vedermi vicino a

liberare dal peso della mia esistenza le persone che amo e che m'hanno

amato.

«_Che m'hanno amato_... Sì, lo dico con un sentimento di gratitudine

e di compiacenza: Camilla mi ha amato. Potrei aggiungere: «Camilla mi

ama, ed onorerà la mia memoria come ha onorato il mio nome.» «Sa Dio

se io l'ho benedetta per la felicità che mi aveva dato; e pure, oggi

che egli mi ha involato un bene che non mi apparteneva, che non avrebbe

dovuto appartenermi mai, non mi so lamentare. Pari alle mie, se non più

gravi e più lagrimevoli, sono le torture che ho costato a quel povero

cuore di donna — e al vostro.

«È inutile dissimularlo; so tutto: il vostro amore, le vostre segrete

smanie, i vincoli che vi legavano nel passato a Camilla, e le nuove

lotte, e il nuovo ridestarsi d'una fiamma sopita — tutto.

«Ho taciuto, ed ho pianto in segreto — più dei vostri mali che dei

miei. Ho rivolto l'occhio al cielo ed ho implorato soccorso, senza

saper bene che cosa domandassi. Ora il cielo mi esaudisce; nessun'altra

via era aperta alla mia pace, alla vostra pace. La mia morte assicura

l'opera del destino, e compie i voti del vostro cuore. Possiate essere

felici per tutta la vita, quanto io fui per un brevissimo istante, che

fu tutta la mia vita. Lieto di questa sicurezza attenderò la morte col

volto sereno.

«Una preghiera. Camilla non sappia mai che io ho letto nel cuore; ciò

le risveglierebbe in petto rimorsi ingiusti ed inutili, pentimenti

affannosi di colpe immaginarie. Ella deve credere e che io sia morto

ignaro; fatelo per voi stesso; così essa apparterrà meno al passato, e

sarà più vostra.

«Abbiate voi ciò che vi apparteneva; abbia Camilla i palpiti che la

natura acconsente ai giovani cuori.

«E il cielo benedica il vostro amore, come io lo benedico!»

Frutti proibiti · 第 76 / 108 题