Biagio a Riccardo.
«Mi trovo a letto, e sono conciato assai male, a causa d'una caduta che
mi ha spezzato il femore destro. Il medico ha segnalato la cancrena,
ed ha annunziato il delirio per domani. Come vedete, non ho tempo da
perdere.
«Ho determinato di scrivervi come vi parlerei — francamente. I rapporti
che mi stringono a voi me ne danno il diritto e il dovere.
«Vicino a morire, ho richiamato ad una ad una al pensiero tutte
le dolcezze della vita per vedere se vi fosse qualche ragione di
addolorarmi di perderla, ed ho conchiuso dentro di me che lascerò il
mondo senza amarezza.
«Ho un solo rimorso nel petto, e in quest'ora si fa gigante per
contristarmi; ed è di aver legato alla mia povera esistenza un'altra
esistenza; d'aver trascinato dietro al mio cuore pigro un cuore
battagliero, d'aver voluto stabilire l'accordo della gioventù, della
bellezza e dell'entusiasmo con la prosa d'una età sfrondata.
«Sarei, oltre che irragionevole, ingrato verso Camilla se le facessi
colpa d'avere acconsentito a divenire mia moglie. Fu pietà la sua, fu
debolezza; la mia, sì, fu imprudenza, e l'imprudenza colpa.
«Il tardo pentimento mi giova, ed è rara fortuna, a rallegrarmi della
morte. Se vi è cosa di cui mi compiaccia è questa, di vedermi vicino a
liberare dal peso della mia esistenza le persone che amo e che m'hanno
amato.
«_Che m'hanno amato_... Sì, lo dico con un sentimento di gratitudine
e di compiacenza: Camilla mi ha amato. Potrei aggiungere: «Camilla mi
ama, ed onorerà la mia memoria come ha onorato il mio nome.» «Sa Dio
se io l'ho benedetta per la felicità che mi aveva dato; e pure, oggi
che egli mi ha involato un bene che non mi apparteneva, che non avrebbe
dovuto appartenermi mai, non mi so lamentare. Pari alle mie, se non più
gravi e più lagrimevoli, sono le torture che ho costato a quel povero
cuore di donna — e al vostro.
«È inutile dissimularlo; so tutto: il vostro amore, le vostre segrete
smanie, i vincoli che vi legavano nel passato a Camilla, e le nuove
lotte, e il nuovo ridestarsi d'una fiamma sopita — tutto.
«Ho taciuto, ed ho pianto in segreto — più dei vostri mali che dei
miei. Ho rivolto l'occhio al cielo ed ho implorato soccorso, senza
saper bene che cosa domandassi. Ora il cielo mi esaudisce; nessun'altra
via era aperta alla mia pace, alla vostra pace. La mia morte assicura
l'opera del destino, e compie i voti del vostro cuore. Possiate essere
felici per tutta la vita, quanto io fui per un brevissimo istante, che
fu tutta la mia vita. Lieto di questa sicurezza attenderò la morte col
volto sereno.
«Una preghiera. Camilla non sappia mai che io ho letto nel cuore; ciò
le risveglierebbe in petto rimorsi ingiusti ed inutili, pentimenti
affannosi di colpe immaginarie. Ella deve credere e che io sia morto
ignaro; fatelo per voi stesso; così essa apparterrà meno al passato, e
sarà più vostra.
«Abbiate voi ciò che vi apparteneva; abbia Camilla i palpiti che la
natura acconsente ai giovani cuori.
«E il cielo benedica il vostro amore, come io lo benedico!»