Camilla a Riccardo.
«Non crediate che io mi sia lasciata vincere dalla insistenza delle
vostre domande. Se non fosse un bisogno imperioso, non avrei violato il
voto di non scrivervi. Questa volta sarà l'ultima.
«Sono ancora atterrita dal pericolo che ho corso. Ve ne pongo a parte
perchè vedendo a quali dolori mi esponete, vogliate risparmiarmeli in
avvenire.
«Venendo in campagna avevo portato meco le vostre lettere, perchè
il segreto che mi costringete a dividere non venisse scoperto da mio
marito. Or bene, ieri appunto io radunai quelle lettere, con l'animo
di rimandarvele per liberarmi dall'affanno che pesa sulla mia coscienza
come una colpa.
«Stamattina sono uscita di buon'ora con Bice. Ritornando a casa due
ore dopo ho incontrato mio marito che usciva dalla mia camera. Mi sono
venute in mente le lettere che avevo lasciate in un cassetto aperto;
pensate il mio spasimo! Non so come abbia risposto a Biagio, nè se sia
riuscita a celargli il mio turbamento. Egli però era tranquillo, e ciò
mi ha dato conforto. Sono corsa subito nella mia camera... le lettere
vi erano; non erano state toccate; forse non erano state viste. Ah! ma
il cuore mi batteva forte!
«Tutt'oggi non ho fatto che spiare sul volto di mio marito le tracce
del malumore temuto. Questo esame ha diradato le mie paure; non deve
aver visto nulla.
«Dopo tale soccorso della provvidenza, io non voglio aspettarne un
altro; e siccome la pace mi è cara, vi rimando questi serpentelli che
minacciano d'avvelenarmela.
«Non abbiatevene a male, la vostra delicatezza vi farà apprezzare la
mia determinazione, e saprà suggerirvi la norma della condotta futura.
«Non insisto sopra un argomento spinoso, che minaccia d'essere
inesauribile.
«Su questi colli la natura ci regala i primi sorrisi della primavera.
Ho già raccolto delle pratelline, dei mughetti, e non siamo che ai
primi di marzo. In compenso abbiamo passato un inverno rigido e triste.
«Finisco con una notizia che farà arrabbiare il vostro amor proprio.
Bice si è rimessa in salute; non morrà d'amore.
«Non è proprio indispensabile che mi scriviate.»